New York e San Antonio in finale della NBA Cup

La prima semifinale di NBA Cup tra Knicks e Magic è stata equilibrata e combattuta, con 11 alternanze nel vantaggio fino alla svolta nel terzo quarto: un parziale di 10-che ha portato New York sul 102-92 e ha indirizzato definitivamente la gara. Da lì i Knicks hanno controllato ritmo e punteggio. Non sono bastati ai Magic i 25 punti e 8 rimbalzi di Paolo Banchero né l’ottimo primo tempo di Jalen Suggs, 26 punti e 7 assist prima di uscire per un problema all’anca. A decidere la partita è stato Jalen Brunson, protagonista assoluto con 40 punti [massimo stagionale] e 8 assist, prestazione che spinge coach Mike Brown a candidarlo pubblicamente per l’MVP. Accanto a lui hanno brillato Karl-Anthony Towns [29 punti] e OG Anunoby [24], fondamentali nel dare equilibrio e profondità all’attacco.

James Edwards ha scritto su The Athletic che “la vittoria offre a New York l’opportunità di dimostrare al mondo intero di non essere solo una vera contendente a Est, ma anche di poter lottare per un titolo NBA. I Knicks non hanno ancora affrontato una delle prime cinque squadre a Ovest in questa stagione. La finale con San Antonio, pur non essendo minimamente paragonabile all’intensità e all’importanza delle finali NBA, darà ai tifosi dei Knicks un’idea sull’effettiva competitività su un palcoscenico di qualche importanza”.

 

La sorpresa è arrivata nella seconda semifinale, dove Oklahoma City ha interrotto la sua striscia di 16 vittorie consecutive perdendo allo sprint contro una San Antonio solida e organizzata. Gli Spurs sono andati sotto nella prima parte di gara, si sono rimessi in partita con un parziale di 13-0 a fine secondo quarto e hanno preso il controllo nel terzo con un altro 10-0.

San Antonio ha resistito ai tentativi di rimonta dei Thunder grazie ai 23 punti di Devin Vassell e ai 22 a testa di De’Aaron Fox e Stephon Castle. Decisivo anche Victor Wembanyama, rientrato dopo 12 partite e utilizzato dalla panchina: in meno di 21 minuti ha prodotto 21 punti, 9 rimbalzi, 2 stoppate e 2 assist, con un plus-minus di +21.

Per Oklahoma City un’altra delusione a Las Vegas dopo la finale persa lo scorso anno, nonostante i 29 punti di Shai Gilgeous-Alexander. I Thunder hanno pagato il pessimo 9 su 37 da tre punti. The Athletic fa notare che “i Thunder sono entrati in campo con un record di 24-1 senza che la formazione titolare delle finali NBA della scorsa stagione avesse giocato un solo minuto insieme. Ora Mark Daigneault dovrà pensare a dei cambi di formazione [sembra una barzelletta], ma sì: Shai Gilgeous-Alexander, Luguentz Dort, Jalen Williams, Chet Holmgren e Isaiah Hartenstein non avevano giocato insieme in questa stagione fino a questa notte”.

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