Grosseto-Firenze | Il viaggio del fuoco

   

Grosseto-Firenze

57 giorni a Milano

Stendhal-Volterra, D’Annunzio-Empoli: non si sono mai amati

In qualità di ingegnere sanitario inviato in Maremma alla fine dell’Ottocento, Renato Fucini descrisse la realtà dura della vita quotidiana, segnata dalla malattia e dalla fatica, con uno sguardo che mescolava compassione e un certo fatalismo. I suoi scritti, raccolti in opere come All’aria aperta, offrono un ritratto vivido e spesso malinconico di quei posti. “La Maremma è bella, sì, ma è come una bella donna che ammazza tutti i suoi mariti. È una terra che non perdona, che si prende il suo tributo di vite umane per ogni palmo di terra che le strappi”.

Oggi il fuoco di Olimpia attraversa quei posti. È partito da Grosseto alle otto del mattino puntando verso Volterra, spesso definita la “città di vento e di pietra”. Ha affascinato i viaggiatori per secoli, in particolare quelli interessati all’archeologia etrusca e alle sue vestigia medievali. Durante il Grand Tour, Volterra non era una meta comune come Firenze o Roma, ma era molto apprezzata da una cerchia di viaggiatori intellettuali e archeologi dilettanti.  Dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, che raccoglie resoconti d’epoca: “Volterra, un concentrato d’arte etrusca, medievale e rinascimentale, affascina proprio per la mescolanza storica che la rende unica. Impressiona in particolare i viaggiatori la testimonianza monumentale delle porte dell’antica cerchia muraria, meravigliosamente conservate, che attestano la sua antica magnificenza.” 

Tra il 1817 e il 1819 Stendhal fu molte volte a Volterra, non tanto per la bellezza del luogo ma soprattutto per questioni di cuore. Si era innamorato dell’affascinante dama Metilde Viscontini Dembowski che però – come Fiorella della IV N – non ricambiava. 

La giovane donna milanese, indipendente e progressista, si recava spesso nella città etrusca per trovare i suoi due figli che erano allievi del Collegio Convitto di San Michele, luogo di studio e di formazione gestito dagli Scolopi. Dalle note del tempo emerge un’immagine un po’ inconsueta dello scrittore che cercava disperatamente di incontrarla, solo che lei si faceva spesso accompagnare nelle sue passeggiate da un nobile locale, amico dello stesso Stendhal,e  Stendahl ci rimaneva come uno gnoccolone. [Fiorella della IV N, se non altro, era sdegnosa con tutti].

Oh, a proposito di sdegnosi. Dopo Volterra, il fuoco passa da Empoli – e con Empoli ce l’aveva parecchio D’Annunzio, vai a sapere perché. Ne Il Piacere Andrea Sperelli, l’alter ego dell’autore, mostra tutta la sua superiorità di artista e tutta la sua alterigia nei confronti della società di massa e dei suoi gusti commerciali. Sperelli-D’Annunzio mostrerà la sua indifferenza verso tre luoghi: la Sardegna, Orvieto ed Empoli, raccontata come un luogo periferico e anonimo, senza pretese culturali, dove la popolazione locale avrebbe potuto conoscere le sue opere in modo banale, come erano noti – parole di Sperelli – “il confettiere Tizio od il profumiere Caio”. 

Tutte le tappe del viaggio del fuoco

 

La NHL preoccupata per i ritardi milanesi

Non siamo ancora all’antipatia così radicata, ma esiste un contrasto evidente [evidente all’estero] tra la NHL e Milano-Cortina. La lega americana di hockey è allarmata e minaccia di non mandare i suoi giocatori alle Olimpiadi se il ghiaccio non sarà perfetto. Il CIO continua a mostrarsi ottimista. Ma sull’Arena di Santagiulia grava un interrogativo essenziale: sarà davvero pronta — e sicura — per ospitare le stelle?

Sean Ingle sul giornale inglese racconta l’irritazione per i gravi ritardi nella costruzione. Gary Bettman, il commissioner, definisce la situazione deludente – e lascia intendere che la pazienza è finita. Le preoccupazioni riguardano anche la qualità del ghiaccio e le dimensioni della pista, inizialmente non conformi agli standard NHL.

Il suo vice, Bill Daly, è ancora più diretto: “Se il ghiaccio non è pronto e non è sicuro, noi non ci presentiamo”. E aggiunge un diktat tecnico: la pista deve reggere tre partite al giorno, altrimenti l’accordo salta. Il Guardian nota che l’impianto non avrà ghiaccio prima del nuovo anno e che il test event è stato rinviato al 9-11 gennaio, prova che i tempi sono già fuori controllo. Il CIO minimizza. La presidente Kirsty Coventry assicura che tutto sarà pronto e il direttore sportivo Pierre Ducrey sostiene che la questione delle dimensioni della pista è stata risolta. Il CIO stempera anche il tema dei biglietti, dichiarando che il 70% è già stato venduto nonostante la lentezza iniziale. Dai, va tutto bene. 

 

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