La rottura fra Salah e il Liverpool

 

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Interpreti

 

 

   

La rottura fra Salah e il Liverpool

Con una corsa per consegnarla prima della scadenza dei termini, la frase di Mo Salah si candida al premio dell’anno.  «Mi hanno gettato sotto un pullman».  È così che finisce la sua storia d’amore con il Liverpool, come un manifesto agrodolce della vittoria del dovere sulle emozioni. Jonathan Wilson racconta sul Guardian la crisi come un film già incendiato prima dei titoli di testa: Salah escluso per la terza partita di fila, il Liverpool che va a vento peggio di un Super Santos e una relazione con il club che si è spezzata in modo fragoroso. L’egiziano parla con una ferita aperta: dice di sentirsi tradito, scaricato, trasformato nel volto della crisi. “La sensazione è che l’egiziano veda se stesso come il bersaglio designato di un club in difficoltà, un ruolo che non è disposto ad accettare”.

Il rapporto con Arne Slot è svanito da un giorno all’altro. Una frizione che, letta da Wilson, diventa un simbolo della deriva: non è solo una discussione tecnica, ma il segno di un sistema che ha smesso di funzionare. “La sua frustrazione non riguarda solo la panchina, ma l’idea di essere stato abbandonato proprio nel momento in cui, a suo giudizio, avrebbe meritato protezione”. Nella visione di Wilson, Salah non sta semplicemente mettendo in dubbio le scelte tattiche: sta mettendo in dubbio il patto morale che lo legava al club. Il risultato è un Liverpool vulnerabile, un giocatore ferito e una domanda senza risposta: quella contro il Brighton sarà la sua ultima notte ad Anfield?

scenari

Il mucchio dopo la sconfitta dell’Arsenal

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L’Arsenal è caduto a Birmingham e dopo 15 giornate la Premier si trova di nuovo con tre squadre in tre punti: Arsenal 33, Manchester City 31, Aston Villa 30.  Ben Fisher racconta sul Guardian la scena madre al minuto 95 del Villa Park, quando in un caos di gambe, rimpalli e corpi distesi, Emiliano Buendía si è rialzato, ha visto il pallone buono e con l’ultimo tocco della partita lo ha infilato nell’angolo. “Sembrava che le fondamenta vecchie di 128 anni venissero messe alla prova” ha scritto. 

È il gol che riapre la corsa al titolo, forse quello che cambia la stagione. L’Aston Villa è di nuovo la kryptonite di Arteta. Lo era stata a gennaio, quando aveva fermato l’Arsenal nella rimonta che compromise l’inseguimento al Liverpool. Lo era stata due anni fa, con un doppio colpo che spianò la strada al titolo del City. Adesso ci risiamo. Per Emery è stata la nona vittoria in dieci partite, la tredicesima in quindici. Per l’Arsenal una ferita profonda.

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