L’Europa allargata del basket

        

Via all’Eurolega. Con Dubai

Le squadre sono passate da 18 a 20. Per vincere potrebbe essere necessario giocare 57 partite. I doppi turni infrasettimanali [martedì-mercoledì e giovedì-venerdì] salgono a 10. Benvenuti nell’Europa extralarge dei canestri, incoraggiata ad allargare le maglie dal successo della nuova Champions di calcio. 

La novità più grossa fra tutte è la concessione di una franchigia e di una licenza a Dubai, pochi mesi dopo aver assegnato l’organizzazione delle final four ad Abu Dhabi. Se la NBA guarda all’Europa per allargare la sua sfera d’influenza e attaccare nuovi mercati, allora l’Europa slitta più in là e si butta sul Medio Oriente. Il periodo è quel che è. L’aggiunta di una seconda squadra israeliana, l’Hapoel Tel-Aviv insieme al grande classico del Maccabi, addiziona pure un campo neutro in più. I due club israeliani giocheranno le loro partite in casa a Sofia e Belgrado.

L’elefante nella stanza è l’esclusione di Israele dalle competizioni. La questione ballonzola sul tavolo dell’UEFA da qualche settimana e il ceo di Eurolega dice che se i club del paese saranno esclusi dalle coppe europee di calcio, la questione avrà un peso anche per la pallacanestro.

Nell’attesa l’Hapoel esordisce in Bulgaria contro il Barcellona che ha preso Will Clyburn e Toko Shengelia dalla Virtus. A Tel-Aviv hanno fatto le cose in grande con Dimitris Itoudis in panchina e gli innesti di Chris Jones, Elijah Bryant e soprattutto Vasilije Micic – tutti belli indifferenti al contesto internazionale. Il Maccabi comincia invece da Istanbul in casa dell’Efes che ha mantenuto i suoi giocatori chiave dentro e fuori dall’area, Shane Larkin e Vincent Poirier, aggiungendo il vincitore del premio di miglior difensore della scorsa stagione Nick Weiler-Babb, il marcatore Jordan Loyd e l’imponente Georgios Papagiannis.

Nel Baskonia c’è qualche scheggia di Italia con Paolo Galbiati in panchina e Matteo Spagnolo in campo [stasera con l’Olympiakos] ma il basket italiano per club è in linea con il grigiore della Nazionale dell’ultimo ventennio, fotografia perfetta di un movimento che non ha saputo restare al passo con il tempo. L’ultima Coppa vinta è del 2001 [Virtus Bologna], l’ultima finale del 2004 [Fortitudo Bologna], le qualificazioni successive a una final four appena tre [Siena nel 2008 e 2011, Milano nel 2021].

Negli anni Duemila l’Italia ha subito l’arrivo e l’ascesa della Turchia, mai con un suo club fra i primi quattro per tutto il Novecento e nel nuovo secolo per 12 volte in final four, presenza fissa dal 2015 [tranne che nel 2023], tre successi nelle ultime cinque edizioni e quattro nelle ultime otto. Nel vuoto lasciato dai russi è stato più pronto a infilarsi il Monaco [3° nel 2023, 2° nel 2025] che un club della nostra serie A. I greci si sono ripresi dopo un biennio negativo e hanno occupato 6 posti nelle ultime quattro semifinali con Olympiakos e Panathinaikos. La Spagna attacca quest’Eurolega con un’ansia di rivincita mai provata: dal torneo di Abu Dhabi è rimasta esclusa e non succedeva dal 2004. 

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