
La prima palla al centro della seconda Champions XXL rimbalza tra l’orgogliosa Bilbao e l’ingegnosa Eindhoven, dove l’Evoluon ricorda un’astronave appena sbarcata sul pianeta Terra. Così il calcio sbarca di nuovo in questo Altrove, questa Coppa che solo un anno fa veniva guardata nella sua nuova formula con la diffidenza tipica che riserviamo alle novità, ma che ha sminuzzato in fettine e coriandoli tutti i nostri pregiudizi uno per volta.
Sembrava la terra promessa ai potenti club dell’élite e invece le prime tre del ranking UEFA non sono arrivate neppure in finale. Pareva l’amplificatore perfetto al potere economico-commerciale della Premier League e invece sono arrivate in semifinale quattro squadre di quattro paesi diversi. Veniva raccontata come una Superlega di fatto e sta per cominciare un’edizione con quattro debuttanti, i belgi dell’Union Saint-Gilloise più tre squadre venute dai confini dell’Europa: i norvegesi del Bodø/Glimt dal circolo polare artico, i ciprioti del Pafos dalle acque del mar di Levante, i kazaki del Kairat dalla steppa sconfinata. Se nello stadio di Budapest fra otto mesi dovessimo trovare una settima finale inedita in otto anni, avremmo avuto la conferma che non esiste una competizione di calcio che distribuisce la gioia in modo uniforme più della Champions.
Gli inglesi che passano per essere dominanti l’hanno vinta tre volte in 13 anni, i tedeschi una volta in 12, i francesi prima del PSG non ci riuscivano dal 1993, l’Italia manca nell’albo d’oro dal 2o1o. È stata più spesso la Coppa del Real Madrid, la squadra che ha giocato 18 finali e ne ha vinte 15. Ma pure il Real stavolta si presenta con una serie di piccole grandi incognite da maneggiare. Le inglesi sono presenti con sei formazioni, quattro per diritto di ranking quinquennale, una in più per diritto di ranking stagionale, un’altra ancora per aver vinto l’Europa League. È un record mai toccato da nessun paese nella storia.
Paolo Condò sul Corriere della sera mette in prima fila otto squadre super [Liverpool, PSG, Barcellona, Arsenal, Chelsea, Bayern, Real e City] ma considera tutt’e quattro le italiane all’altezza del passaggio del turno, e dalle parti di Napoli Inter e Juventus potrebbe perfino passare un’occasione di chiudere la fase campionato fra le prime otto, sebbene “siamo l’unico Paese privo di un club senza limiti di conto corrente”.
Spalmata su tre serate, la Coppa comincia stasera con due partite che Gianni Brera avrebbe detto Classiche, due partite cioè in cui si sfidano squadre che hanno il loro nome nell’albo d’oro: Juventus-Borussia e Real Madrid-Marsiglia. Domani ne arrivano altre due che in passato hanno assegnato il titolo: Ajax vs Inter nel 1972 e Bayern vs Chelsea nel 2012.
La prima palla al centro arriva alle 18.45 ora del Centro Europa, le 17 e 45 a Londra, dove “se il tragitto casa-lavoro dura più di tre quarti d’ora, rischi di perderti un pezzo di partita” dice The Athletic spiegando che “scaglionare l’inizio consente agli spettatori di guardare più partite e alle tv di sovrapporne di meno, generando maggiori entrate per sé e per i club. Contribuisce anche a rendere le partite più compatibili con il fuso orario per il pubblico globale. In California il calcio d’inizio anticipato coincide con l’inizio della giornata lavorativa, ma chi si trova a New York potrebbe ritagliarsi almeno 60 minuti di calcio in più se calcolasse correttamente la pausa pranzo”.
Diamine: un’altra buona idea. Di questo passo si finisce per cambiare il giudizio finanche sulla criticatissima UEFA – che ha deciso di far giocare la prossima finale alle sei del pomeriggio citando “una finestra di trasmissione più accessibile”, un “miglior accesso ai trasporti pubblici” e un “viaggio di ritorno dallo stadio all’albergo più sicuro e comodo”. I più maliziosi sospettano che si tratti di condizioni imposte dal governo ungherese per avere un controllo sull’evento alla luce del sole.