Wimbledon e l’eccezione al bianco per Diogo Jota

    

L’eccezione al bianco per Diogo Jota

Le regole sono regole soprattutto quando prevedono delle eccezioni. Ieri sul bianco di Wimbledon sono apparsi dei nastrini neri in memoria di Diogo Jota. Ne avevano uno sulle maglie sia Francisco Cabral sia Nuno Borges. L’All England Club ha dato il via libera dopo aver fatto qualche resistenza per la fascia nera al braccio. Due anni fa su richiesta delle giocatrici il torneo ha aggiornato la policy per consentire mutandine di colore diverso, anche scuro, per alleviare l’ansia legata alle mestruazioni [Tennis]. Un’altra eccezione risale al torneo legato ai Giochi del 2012, quando la regola venne soppressa e si poté scendere in campo con le maglie dei propri comitati olimpici. Due anni fa Jannik Sinner ebbe un permesso speciale per portare in campo durante le partite una borsa da viaggio Gucci personalizzata, decorata con in oro, rosso e verde. Onestamente: anche la fascia al braccio che male avrebbe fatto. 

 

▥   Il figurone fatto da Emma Raducanu

Il sito di Wimbledon dice che c’è una parola usata da Chris Evert, una parola che considera essenziale per definire ogni grande prestazione: entusiasmo. Lo hanno messo in campo sia Sabalenka sua Raducanu, entusiasmo c’era sulla tribuna, tanto che alla fine Aryna ha detto che le facevano male le orecchie per tutto il tifo contro, ma lei nella sua testa si diceva è per me, è per me, è per me. 

L’enorme inventario di direttive pre-partita rivolte a Raducanu – scrive il sito di Wimbledon – ricordava quella scena di Ocean’s 11 in cui Brad Pitt spiega a Matt Damon cosa deve e cosa non deve fare se vuole che la fase successiva del loro piano per la rapina abbia successo. La vita reale non è come nei film. Sul grande schermo, Pitt e Damon hanno fatto centro: se la sono svignata con il bottino prima dei titoli di coda. Ma Raducanu potrebbe spiegarci che è più facile portare a termine un colpo con un team da 11 che da soli

▥   La solidità di Aryna Sabalenka

Aryna Sabalenka è diventata così la prima giocatrice a raggiungere gli ottavi di finale in tutte le sue prime tre apparizioni in uno Slam come numero 1 al mondo dai tempi di Ashleigh Barty [Wimbledon 2019, Australian Open 2020 e 2021]. Non è meraviglioso da sapere? È anche la prima giocatrice a raggiungere il quarto turno per almeno 11 partecipazioni consecutive in uno Slam. Non accadeva da quando ci riuscì Serena Williams tra gli US Open 2014 e gli Australian Open 2019: lei però arrivò fino a 14. 

▥   Naomi Osaka cerca una via

Fuori al primo turno al torneo di Madrid contro Lucia Bronzetti, Naomi Osaka aveva seguito il consiglio di Patrick Mouratoglou andando a giocare il challenger di Saint Malo. Lo ha vinto e per la prima volta dopo sei mesi aveva infilato quattro successi consecutivi. Un’eccezione. La volta precedente è stata al torneo di Miami del 2022. A Wimbledon è uscita ieri al terzo turno contro Anastasia Pavlyuchenkova. E vabbè. Qui abbiamo un debole per Naomi. 

    

I ritardi di Laura Siegemund

Con lei è uscita di scena anche la campionessa Slam di Melbourne, eliminata da Laura Siegemund, sesta giocatrice dell’era Open a raggiungere gli ottavi dopo aver compiuto 37 anni. Prima di lei ci sono state Billie Jean King, Virginia Wade, Martina Navratilova, Venus e Serena Williams. Non è una brutta compagnia con cui ritrovarsi al bar. Una trentasettenne non batteva una delle prime-10 nel singolare femminile a Wimbledon da trent’anni [Martina Navratilova contro Jana Novotna ai quarti di finale]. Siegemund era stata eliminata 10 volte nelle qualificazioni per i tornei del Grande Slam prima di debuttare nel tabellone principale a Wimbledon nel 2015. Dieci anni dopo è per la prima volta agli ottavi di finale, da numero 104 al mondo. Morale: rimandate, rimandate tutto, c’è sempre tempo per fare le cose. 

I campi di Wimbledon e le petunie
I campi di Wimbledon e le petunie

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