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#2 giorni al GP del Mugello per la MotoGP
► GLI INDIANA Pacers hanno vinto nella notte Gara-6 delle finali NBA e dunque il basket americano ci sfamerà con una settima partita per assegnare l’anello: non succedeva dal 2016.
◇ Rino Gattuso si è insediato come cittì della Nazionale. È successo sul serio. Invece il Parma ha messo in panchina un ragazzo di 29 anni, si chiama Carlos Cuesta
◇ Ai Mondiali dei club, dopo tre pareggi negli scontri diretti fra Europa e Sudamerica, è successo che il Botafogo ha battuto per 1-0 il PSG, i campioni del continente.
◇ Luna Rossa ha preso a bordo il neozelandese Peter Burling per la campagna di Coppa America del 2027 a Napoli.
◇ Jannik Sinner è uscito al secondo turno dal torneo di Halle in preparazione a Wimbledon. È stato battuto in tre set in rimonta da Bublik, l’avversario dei quarti di finale al Roland-Garros
Il più grande spettacolo dopo il week-end
Ora. Forse davvero non avranno mai un posto nel pantheon come Magic Johnson e Larry Bird, davvero non saranno mai in grado di vendere tante scarpe quante Michael Jordan, ma Shai Gilgeous-Alexander e Tyrese Haliburton ci hanno portato per mano fin qui. Rendiamo grazie alla NBA e alla sua intuizione che l’Equilibrio sia il bene supremo e che la competitività vale più di un’egemonia, perfino quando a battersi sono due small market come Indianapolis e Oklahoma, anziché New York e Los Angeles alla maniera del baseball. Rendiamo grazie perché la settima squadra campione diversa in sette anni verrà decisa da Gara-7. Non succedeva da nove anni, l’ultima volta nel 2016 sul poster c’erano il paradenti masticato da Steph Curry e un LeBron James ancora con la maglia di Cleveland. È la famosa serie in cui i Cavaliers risalirono da uno svantaggio di 1-3. Nella storia della NBA le Gare-7 di finale diventano venti.
Sommando i punteggi delle sei partite giocate finora, sette punti appena separano i Thunder [662] dai Pacers [655]. Haliburton ha appena detto che non c’è niente di più bello da sognare per tutta la vita che una Gara-7 per l’anello. Lui sta così così, ma come si fa adesso a tirarsi indietro. Ha giocato decisamente meglio che in Gara-6 ma le luci più forti hanno illuminato la partita di un gregario in uscita dalla panchina, T.J. McConnell: 12 punti, 9 rimbalzi, 6 assist, 4 palle rubate.
I sovversivi anti-europei del Botafogo
Non avevano Didi, Garrincha e neppure Jairzinho, ma sono bastati un assist di Jefferson Savarino e un gol di Igor Jesus per battere il PSG e mandare “un messaggio all’Europa” – come scrive stamattina dalla Spagna El Mundo. La stampa spagnola sta molto insistendo sul tema in questi giorni: l’orgoglio sudamericano contro la ricchezza dei club europei.
Paul Pogba e le trame del calciomercato
Il mercato dei trasferimenti in Francia oggi ha la faccia di Paul Pogba in primo piano. Il Monaco ci sta pensando e l’Èquipe si domanda se sia una bonne pioche, una buona scelta. Secondo il giornale francese c’è bisogno di un portiere e poi c’è sempre aperto il dossier Ansu Fati. In Francia dicono così quando c’è una trattativa: il dossier. Noi usiamo altri termini e altri tic. Li ha messi in fila l’altro giorno Lorenzo Longhi su Domani, scrivendo com’è che si scrive e si costruisce la trama di una trattativa. Una sorta di guida per distinguere attraverso le parole scelte il fumo dall’arrosto: il casting, il profilo, la suggestione, l’idea. Poi ci sono i verbi: da monitorare a piacere.
Canzone di un candidato alternativo alla panchina della Nazionale
Volevo essere un Ringhio, dalla panchina vi arringo, un cittì, uno spacciatore di fumo, però non sono nessuno, sono senza famiglia, ho pure un male alla caviglia.
Che cosa si dice in giro
▥ AGGETTIVI Fabio Licari, la Gazzetta dello sport: “La sua Italia deve correre, dannarsi, fare gruppo, pensare al gol, ispirarsi a quella di Lippi e non fingere dolorini diplomatici. La sua Italia deve essere chiacchierona, operaia, ringhiante”
▥ PRONOMI PERSONALI Gabriele Gravina: «Gennaro Gattuso ha voluto anteporre il noi all’io e lanciare dei messaggi molto chiari. Mi ha detto subito: presidente nessuno vince da solo».
Come si sta in piedi sull’erba
La cosa più difficile lungo la strada verso Wimbledon è passare dalle scivolate sulla terra rossa alla scelta delle suole giuste per giocare sui prati. La rivista Tennis ha sentito il di alcuni specialisti e Jan-Lennard Struff consiglia per esempio di arrivare un po’ prima per adattarsi ai campi. Facile se non giochi la finale al Roland-Garros, e nemmeno la semifinale, e nemmeno i quarti di finale. Struff si adatta facendo esercizi di corsa, allena le brusche frenate e i cambi di direzione, cercando di non sfasciarsi né i legamenti del ginocchio né le caviglie, l’erba umida sa essere micidiale.
Le migliori réclame del basket
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MA COSA MI DICI MAI In Eurolega entra il Dubai
È fatta. Eccolo qua. Arriva un altro duro colpo da parte dello sport alle certezze degli studenti di geo-storia. Se un tempo il calcio ti faceva fare bella figura a scuola con la maestra che chiedeva i nomi di cinque città tedesche – e tu potevi tirar fuori quella di un piccolo posto impronunciabile nella Renania settentrionale vicino Düsseldorf [Mönchengladbach] – adesso tutto è sfumato, tutto si confonde con il Qatar e l’Arabia Saudita che giocano la Gold Cup, con Dubai che viene accolta nell’Europa dei canestri.
Bentornato Girma
Nella tappa parigina della Diamond League stasera rienta Lamecha Girma, 24 anni, l’etiope caduto a 200 metri dal traguardo dei 3000 siepi durante le Olimpiadi di Parigi. Uscì in barella con una commozione cerebrale. Ha il record della mondo sulla distanza [7’52″11 a Charléty nel 2023)]. Ha detto a l’Équipe di aver dovuto riposare molto e a un certo punto ha temuto di non poter più tornare in pista. Si è riposato, ha consultato molti specialisti e dice di essere rimasto molto colpito dalle numerose manifestazioni di sostegno.
Nei 100 ostacoli tutta l’attenzione è puntata su Grant Holloway che non corre dal 26 aprile, quando è apparso lontano dalla sua forma migliore a Xiamen, in Cina [13″72]. Torna ma senza senza alcuna garanzia di competitività. Ha passato quasi gli ultimi due mesi ad allenarsi.
Ed è un ritorno anche per Yaroslava Mahuchikh, nel senso che rimette piede sulla pedana dove un anno fa ha battuto il record mondiale di salto in alto [2,10]. Se Mameli vi ruggisce dentro, sfamatelo con i nomi di Roberta Bruni e Alessandro Sibilio: sono le canottiere azzurre che vedremo nel salto con l’asta e nei 400 ostacoli. Altre gare interessanti segnalate dal sito della FIDAL: il disco con Valarie Allman, i 400 con la dominicana Marileidy Paulino.
I baschi di Francia nella semifinale scudetto del rugby
Se ci fosse un biglietto si potrebbe andare tutti quanti a vedere la prima semifinale del campionato francese di rugby. Deve essere un evento parecchio atteso, l’Équipe stamattina gli dedica l’intera prima pagina e con il Top-14 si spinge fino a pagina 9. Gioca il Tolosa contro il Bayonne, domani l’altra partita fra Bordeaux e Tolone.
Da una parte ci sono i “quattro internazionali” di cui il Tolosa avrà bisogno per “alzare il suo livello di gioco”, e dunque Ramos, Ntamack, Baille, Meafou, accanto all’argentino Santiago Chocobares; ma dall’altro alto c’è la bella storia di questo Bayonne che “se in questa stagione ha brillato, lo deve in gran parte ai giocatori della sua regione. Diversi sono dei veterani tornati a casa, altri sono giovani giocatori che stanno emergendo all’interno di un club dalla forte identità locale”.
L’identità è quella basca. La squadra sta da quest’altra parte dei Pirenei. È la città dov’è nato Didier Deschamps, ma la palla storta si è conquistata uno spazio che la palla tonda non possiede. L’aviron ha un’antica gloria che risale a tre scudetti lontani, il primo nel 1913, l’ultimo nel 1943. E adesso eccoli qua. Arthur Iturria è nato a Pau, nel Béarn, ma nell’anima si è sempre sentito un giocatore da Bayonne. Gioca da seconda o da terza linea, 31 anni, cresciuto nelle giovanili prima di partire nel 2012 per il Clermont con cui ha vinto il titolo nel 2017. È tornato e nell’estate del 2023 per fare il capitano delle ambizioni, “non senza un legittimo orgoglio” dice il giornale francese.
Stamattina racconta che questa semifinale del piccolo Bayonne è una ricompensa anche per tutti i tifosi che sono dall’altra parte, i baschi che vivono nei Paesi Baschi. Camille Lopez, 36 anni, porta l’esperienza fatta al Puy-de-Dôme tra 2014 e 2022. Cheikh Tiberghien, 25 anni, è tornato a casa due anni fa dopo aver sviluppato la sua carriera professionistica all’ASM, il seconda linea Baptiste Chouzenoux [31 anni] è stato per sette anni al Racing 92 fino alla scorsa estate. Philippe Tayeb, il presidente dell’Aviron Bayonnais, dice che la squadra senza identità locale non è nulla, non sarebbe arrivata dov’è. «Abbiamo l’impressione che trascendano sé stessi e diano ancora di più che in un altro club. I loro genitori, i loro nonni, i loro figli sono sugli spalti. I baschi sono orgogliosi e laboriosi. Dovevamo solo portare un po’ di cultura della vittoria».
Gli abitanti di Bayonne – nome basco: Baiona – hanno un motto latino che dice numquam polluta, la loro città non è mai stata infangata, non è mai stata presa, espugnata. E anche se a rugby ogni tanto nel fango tocca giocare, neppure con il rugby succede più di essere atti prigionieri. E poi a Bayonne c’è del prosciutto buonissimo.
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