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#1 giorno alla Diamond League di Parigi
► LA JUVENTUS ha esordito ai Mondiali dei club segnando cinque gol all’Al-Ain degli Emirati Arabi, la seconda formazione più in basso nel ranking tra le partecipanti. Sky Sport ha giudicato Kolo Muani migliore in campo e convincenti le prove di Yildiz e Conceiçao. Male invece Vlahovic quando è entrato. Il primo Real Madrid di Xabi Alonso ha pareggiato contro il primo Simone Inzaghi post Inter: 1-1 con l’Al-Hilal [“una squadra, viva, lesta, organizzata” scrive il Corriere della sera.
◇ Il Monza pare sul punto di essere ceduto a un gruppo di investitori USA rappresentato in Italia dall’ex ceo romanista Mauro Baldissoni.
◇ Due medaglie di bronzo agli Europei di scherma per la squadra maschile di spada e la squadra femminile di sciabola, entrambe battute in semifinale dalla Francia poi d’oro. Il bilancio è peggiore rispetto a quello di un anno fa a Basilea: 2 ori, 2 argenti e 7 bronzi contro 5 ori, 3 argenti e 3 bronzi.
◇ Alice Bellandi ha vinto invece la medaglia d’oro ai Mondiali di judo nella categoria con il limite a 78 chili. Un’estate fa aveva vinto l’oro ai Giochi di Parigi. Con l’altro titolo di Assunta Scutto l’Italia è terza nel medagliere: l’anno scorso le medaglie furono 4 ma un oro solo.
◇ Anche Kimi Antonelli ha sostenuto la prima prova per la maturità come altri 526 mila teeanager italiani. Ha scelto il tema sul rispetto come quattro coetanei su dieci. Altre maglie azzurre tra i banchi: Sara Curtis [nuoto], Manila Esposito [ginnastica], Lara Colturi [sci, ma gareggia per l’Albania].
◇ La Nazionale femminile di pallavolo ha battuto ieri mattina la Bulgaria in Nations League: cinque vittorie su cinque finora e 27 punti di Paola Egonu. La Nazionale di pallacanestro ha esordito agli Europei battendo la Serbia.
A cosa serve che tu corra quando non serve correre, quando occorre correre non corri
Scioglilingua italiano
Nessuno ha salvato Marcell Jacobs da sé stesso
Povero Marcell, rimasto all’improvviso solo, abbandonato, rimpiazzato nei cuori della nazione e degli eccessi dal nuovo giocattolo Jannik Sinner. Accompagnato da mille violini suonati dal vento, coccolato dal ritornello durato da Tokyo a Parigi che «non è questa la gara da vincere», il tenero Jacobs si è assuefatto davvero a vincerne poche, saltarne tante, deludere spesso.
Gli infortuni hanno a lungo spiegato il cono d’ombra nel quale si è infilato dopo il bagliore olimpico del 9.80 in Giappone. Il quinto posto ai Giochi in Francia è stato accolto con disappunto da chi aveva immaginato che il 9.80 fosse una nuova dimensione di partenza verso chissà cosa, il record del mondo dicevano a un certo punto intorno a lui. Il fuoco della magnificenza e l’ossessione per Bolt lo avevano portato a disfarsi delle scarpe magiche di Tokyo per mettere ai piedi il paio con la silhouette dello stesso felino portato dal giamaicano.
I CENTO GIORNI DELLE MOLTE ITALIE
L’esordio agli Europei femminili di basket
L’Italia si è concessa un po’ di batticuore subendo un parziale di 2-14 a inizio quarto-quarto finendo per rimettere la Serbia in corsa. Sono state decisive due giocate di Lorela Cubaj [canestro-and-one] e di Stefania Trimoli [una tripla]. Una tripla l’ha messa anche Cecilia Zandalasini nell’ultimo minuto. Ha chiuso con 20 punti, 11 rimbalzi e 5 assist.
La Nations League della pallavolo
Rispetto alla prima tappa in Brasile chiusa con quattro vittorie, Julio Velasco ha portato in campo contro la Bulgaria a Hong Kong un sestetto inedito per la mancanza di Alessia Orro, Miriam Sylla ed Ekaterina Antropova. C’erano Cambi in regia, Degradi e Omoruyi come schiacciatrici: si sono alternate con Fahr. Paola Egonu è stata la migliore realizzatrice con 27 punti, Degradi ha spiccato con 19. Carlo Lisi sul Corriere dello sport-stadio considera “significativa la prova di due azzurre subentrate durante il match: la giovane regista Eze al suo esordio in una competizione ufficiale e la centrale Nwakalor davvero brava a mura nella decina di azioni giocate”.
Il primo giorno del Ct Gattuso
Tra poco arriva il primo Ringhio azzurro, addirittura in diretta RAI, come un messaggio alla nazione di Mattarella a Capodanno o di un ayatollah. Fabio Licari sulla Gazzetta dice che “si sono viste tante versioni di Gattuso allenatore, a tre e a quattro, con pressing o senza, con schemi in attacco o nessuno schema. Vediamo quale sarà quella da ct, con sempre meno tempo per memorizzare formule tattiche, ma importanza capitale nelle motivazioni, nel senso di appartenenza, nel fare squadra con tre allenamenti e due pacche brusche sulla spalla.
Logico che ci sia sospetto e diffidenza. Con tutta probabilità anche lui è diffidente. Ma si sta mettendo ancora in gioco”.
Licari sottolinea che ha pagato Spalletti per tutti, “ma se il debutto fosse stato contro Moldova ed Estonia e avessimo trovato Haaland a ottobre? È stato un segnale: così doveva andare. Ora tocca a Gattuso, con quella faccia e quella storia da emigrante, fare i bagagli e andare in America. Anche in terza classe, tra dolore, spavento e puzza di sudore dal boccaporto, schivando l’iceberg all’orizzonte. Non siamo quelli di Oslo: dalla Nations alla Norvegia c’è un abisso tecnicamente inspiegabile se non con la chiusura triste di un ciclo per ragioni fisiche e psicologiche. Ora meno lavagne tattiche: Gattuso sia più motivatore e preparatore atletico”.
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Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 In Spagna il primo Real deludente e il mercato del Barcellona – In Italia il calciomercato e la Juventus da Trump – In Francia il fenomeno dei combattimenti clandestini – In Inghilterra il caso doping per Mudryk
L’imbarazzo della Juventus da Donald Trump
Prima di giocare contro l’Al-Ain, a Washington la Juventus è stata ricevuta alla Casa Bianca da Donald Trump, c’erano anche John Elkann e Maurizio Scanavino. Al presidente è stata regalata la maglia numero 47, no, non perché abbia mai avuto un particolare trasporto per Fabio Miretti che la vestiva nel 2021-22 né per Gianluca Frabotta che la vestiva prima di lui. Non c’entra neppure il morto che parla della Smorfia napoletana. È che 47 è il numero della sua presidenza. Repubblica racconta che il presidente ha chiesto «Giocate qui a Washington? Contro chi?», si è fatto presentare gli americani McKennie e Weah, “poi è passato con nonchalance a rispondere a domande dei giornalisti sulla guerra, con Tudor e i sei giocatori alle sue spalle”.
La prima uscita del Real di Xabi Alonso
Il Guardian era andato a vedere il Real Madrid per capire come poteva cavarsela il sommo Trent Alexander-Arnold passando dal rosso cardinalizio del Liverpool al bianco giglio del Real Madrid. Barney Ronay considera che ‘sta prima squadra di Xabi Alonso ha giocato in modo cupo, “90 minuti di pub-rock” qualsiasi cosa voglia dire. Invece ci sono complimenti per Simone Inzaghi: l’Al-Hilal è “ben allenato”.

Il PSG non gioca a calcio, cammina a calcio
In preda a un attacco di insonnia, oppure per allenarsi alla sveglia di domani notte per la NBA, si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale del PSG contro il Botafogo, quarto scontro diretto tra Europa e Sudamerica, il classico dei classici nel pallone per tutti noi boomer che abbiamo a lungo considerato solo folklore le presenze di altri continenti ai Mondiali. Nella prima giornata ci sono stati tre pareggi su tre: Palmeiras-Porto 0-0, Boca jr-Benfica 2-2, Fluminense-Borussia Dortmund 0-0.
Tre partite in cartellone con un bel nome robusto, un bel suono, tipo quelle che si leggevano negli specchietti sui giornali di una volta, dentro l’elenco delle amichevoli estive [Fluminense-Borussia Dortmund ore 18, Cesena-Juventus ore 21] quei bei quadrangolari organizzati nelle città ancora deserte di metà agosto oppure a Cesenatico – prima che arrivassero i triangolari da 45 minuti tutti in una sera.
Stanotte i campioni dell’Europa giocano contro una delle tre squadre di Rio de Janeiro qualificate per i Mondiali, quel Botafogo diventato di proprietà di John Textor, l’americano di FuboTV padrone pure del Lione, del Crystal Palace, dei Mondiali di snowboard, di qualche banca digitale e dell’azienda di effetti speciali che ha vinto l’Oscar per Benjamin Button. Ora, se Textor potesse, li userebbe per riavvolgere all’indietro le vite di Didi, Garrincha e Jairzinho – tutti ex Botafogo – così da scaraventarli in campo contro Luis Enrique e fargli girare il pallone sotto gli occhi. Se non dovesse riuscirci entro stasera – non si sa mai quello che possono fare ‘sti ricchi americani – se non dovesse riuscirci, toccherà rassegnarsi a guardare il pallone che gira fra i piedi di Vitinha e Fabian Ruiz.
The Athletic ha trovato una formula meravigliosa per dirlo. “Il PSG non gioca a calcio. Il PSG cammina calcio”. Lo passeggia. È una frase alla Carmelo Bene
Corriere della sera: “L’Inter di Chivu sbuffa come quella di Inzaghi ma qualcosa sta cambiando” – Il pareggio con il Monterrey complica la corsa agli ottavi ➔ Paolo Tomaselli ha scritto. “Riaccendere l’Inter, un motore di lusso che si è inchiodato nella seconda metà di maggio, è la missione di Christian Chivu. E a giudicare dalla prima uscita col modesto Monterrey, non sarà un lavoro semplice né breve. La novità principale introdotta da Chivu è stata la marcatura a zona sui corner, ed è naufragata per l’abilità di Sergio Ramos di liberarsi di Acerbi. Il gruppo è stanco, mentalmente e fisicamente e non è un mistero. La spia della benzina può accendersi sempre, da un momento all’altro.
Le immagini della giornata di ieri
L’occasione di vedere la Nazionale di Guadalupa
Come se non bastassero gli stadi semivuoti per i Mondiali dei club, tra Houston e Minneapolis, tra San Diego e Austin, hanno messo in programma altro soccer e stanno giocando la Gold Cup, in sostanza il campionato dei nord-americani. Dove però si divertono a confondere le idee ai ragazzini delle elementari sulla geografia, invitando un tempo il Giappone, e adesso il Qatar o l’Arabia Saudita, vai a capire perché c’è tutta questa simpatia per i pozzi di petrolio.
Ma non è questo il punto, non fate scroll e andate oltre. Il punto è che la Gold Cup è l’unico posto dove si può incontrare la Nazionale di calcio della Guadalupa, l’unico torneo dove viene autorizzata a partecipare. Ha perso 5-2 dal Panama all’esordio e domani notte ci riprova contro la Giamaica.
Come sapevano i bravi studenti di geo-storia prima che la geo-storia fosse cancellata dai programmi, il territorio della Guadalupa è un dipartimento francese d’Oltremanica. Il movimento del calcio laggiù nei Caraibi è controllato dunque dalla federcalcio di Parigi. Come accade per la Martinica e per la Guyana francese. Guadalupa non è membro FIFA, non può giocare le qualificazioni per andare ai Mondiali, altrimenti avrebbe potuto dare la sua maglia a Sylvain Wiltord, a Lilian Thuram e a Thierry Henry.
I vecchi povere stelle
Considerata l’aria che tira in serie A, dove torna Dzeko a 39 anni, arriva De Bruyne a 34 e sta per sbarcare modric a 40, Paolo Condò sul Corriere della sera si domanda se per caso non ci sia qualcuno che nell’ombra sta facendo un pensierino a Neymar dopo l’intervista del papà-agente a L’Équipe dell’altro giorno. “Qualche coraggioso in serie A è tentato dall’azzardo? Ad alti rischi, alte ricompense. E poi vuoi mettere la figura che fa nel museo del club la tua maglia col nome di Neymar?”.
Il Corriere dello sport-stadio aggiunge alla lista Ciro Immobile, un’idea venuta al Bologna. Condò avverte che “gli anziani possono esaltarti (Pedro) o deprimerti (Hummels), ma assecondano comunque una scelta «politica» forzata da quanto accade all’estero. Se vogliamo i giovani — e li vogliamo, anche in prospettiva Nazionale — dobbiamo crescerceli in casa, magari facendoli studiare dai succitati professori. Inutile illudersi, i giovani talenti di prima fascia sono preclusi alla capacità di spesa dei club di serie A, a parte forse il Como che si muove però secondo logiche anomale, non da sistema”.
Wirtz è andato da Leverkusen al Liverpool per 135 milioni, Mastantuono dal River Plate al Real Madrid per 45, Estevao dal Palmeiras al Chelsea per 60, Cherki ha esordito ieri sera col Manchester City, 42 pagati al Lione.
MERCATO Corriere della sera: “Il Parma sceglie l’allenatore record: Cuesta” – Guardiolista, 29 anni, mai uno così giovane in serie A: la mossa americana
▥ La Stampa: “Atalanta, pronti 22 milioni per Ricci. Il Toro resiste allo shopping di Juric”
▥ Corriere dello sport-stadio: “Juve, un film da David” – Gyökeres preferisce l’Arsenal: l’agente ha avvisato Comolli, che torna forte sul canadese. Attesa una risposta entro metà luglio. Vlahovic è la chiave juve un film da david È una storia da cinema quella dell’attacco bianconero
Il pokerino degli Europei di basket
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♧♧♡♡ DOPPIA COPPIA
La partita con meno centimetri
Cechia vs Montenegro è la partita con meno centimetri di tutto il campionato. Sono presenti nelle due squadre tre delle dieci giocatrici più basse fra le convocate. Le montenegrine Marija Baosic e marija Lekovic arrivano a 1,66, mentre con la maglia della Cechia gioca la più bassa di tutta la manifestazione, Katerina Zeithammerova, 1,62. .
Prima partita anche per la Germania, numero #13 della classifica mondiale. La pressione su Leonie Fiebich è enorme. Se la giocatrice avrà la manina calda, il passaggio del turno non sarà in discussione, altrimenti no. “Una formula – chiese il sito della FIBA – troppo semplice? Forse. Attenzione alla giovane promessa Frieda Bühner, che ha totalizzato 30 punti e 12 rimbalzi in una partita di preparazione”.
A proposito di centimetri: la seconda e la terza ragazza più bassa del torneo hanno questa maglia. Sono Jennifer Crowder e Alexis Peterson, rispettivamente 1,64 e 1,65.
La partita di stasera con la Svezia mette di fronte le due giocatrici più anziane di tutto l’Europeo: la tedesca Romy Bar, 38 anni compiuti a maggio, contro la svedese frida Eldebrink, 37 anni nel mese di gennaio scorso. Nella Svezia spicca pure Louice Halvarsson, di anni 36.
La Spagna è candidata almeno al podio e debutta stasera contro la Gran Bretagna. Numero 5 della classifica mondiale. “Poche nazionali hanno capito come creare problemi alla Spagna e Miguel Mendez sarà sicuramente contento della prospettive della sua squadra”. Non sarà facile comunque senza il trio Maria Conde, Maite Cazorla e Queralt Casas, tutte infortunate, ma ci sono sempre altre stelle nascenti alle spalle, stavolta Raquel Carrera, Iyana Martin e Awa Fam.
Come vivere lo sport in un momento come questo
TIMES “Il mondo è buio e minaccioso. Dubito di essere l’unico ad assistere agli attacchi missilistici in Ucraina e in Medio Oriente con crescente allarme. È comprensibile provare un senso di trepidazione. Ma non è forse in momenti come questi che lo sport – non diversamente da altre attività cultural i – è più prezioso che mai? Un’opportunità non solo di evasione, ma un’occasione per acquisire un senso della prospettiva. Non credo che lo sport sia una distrazione o una cosa frivola, o un modo per evitare di pensare a questioni cruciali. È un mezzo per staccare la spina, lasciarsi andare, perdersi per pensare meglio a questioni più serie. È triviale ma è prezioso.
Winston Churchill si concedeva vacanze rigeneranti al mare al culmine della Seconda Guerra Mondiale. Durante le crisi, Harold MacMillan si dedicava al suo amato Trollope: adoro la storia di quando al culmine della vicenda Profumo, il primo ministro accolse la notizia con aria seria e si ritirò al piano di sopra. La mattina dopo, riapparve, immacolato come sempre, e disse: Ho finito Phineas Finn. Si dice che Papa Giovanni Paolo II abbia detto una volta che di tutte le cose non importanti, il calcio è la più importante: una frase che mi ha sempre colpito. Non allude forse alla profonda verità che il serio e il banale non abitano in categorie opposte, ma in una profonda e taciuta simbiosi?
Ecco perché ho sempre trovato curiosa tanta diffidenza nei confronti dello sport. È irrilevante, dicono. È assurdo lasciarsi prendere così tanto da persone che tirano calci a un pallone, deridono. Se volete, guardatela pure così. Ma io ribatterei che lo sport è meraviglioso proprio perché è banale. Come disse lo storico Luciano: dovreste provare in prima persona l’incredibile piacere di stare in mezzo a una folla che ammira il coraggio degli atleti, la loro straordinaria forma fisica, la loro imbattibile determinazione e l’inarrestabile passione per la vittoria
– di matthew syed, Times [per intero qui]
Giovanni Malagò ha cominciato il tour di addio. Ma non è un addio
➣ Lo sport italiano non sa rinnovarsi: comandano sempre gli stessi.
«La politica sportiva non si rinnova? I paletti li ha messi il governo, rivolgetevi a loro».
➣ Lei ha portato molte donne ai vertici del Coni sostenendo anche la candidatura di Diana Bianchedi.
«Avrei voluto Diana, avrei voluto Silvia Salis. Quando ho consultato i presidenti federali e ho capito che avrebbero votato solo uno di loro, con franchezza ho detto a Diana di lasciar perdere. Quanto a Salis ha fatto una scelta politica diversa e di successo diventando sindaco a Genova».
➣ Una sola donna tra i 20 presidenti regionali del Coni. Lo sport italiano è maschilista?
«Tra i presidenti abbiamo avuto moltissime rielezioni: pensionati bravi, grandi lavoratori che si sono guadagnati la conferma. Ma già dal prossimo turno varrà il limite del terzo mandato ed entreranno più giovani e più donne». – intervista di marco bonarrigo e daniele dallera, Corriere della sera
Il giro dei combattimenti clandestini
Prima regola del Fight Club: dare la prima pagina de l’Équipe al Fight Club. È un successo sui social e un successo anche nelle stanze dove si fanno gli affari. Si chiama FPVS e secondo il giornale francese sta spopolando su Instagram “sfruttando il fascino per la violenza di una generazione disorientata e in cerca di emozioni forti”. Ecco.
Appare oggi sul giornale francese la terza di tre puntate sui combattimenti clandestini in Francia e Karim Ben-Ismail racconta come sono fatti questi combattimenti a mani nude, No Rules scrive, in inglese, non ci sono più gli sciovinisti di una volta. L’International Boxing Association, quella IBA messa dal CIO fuori dal perimetro dei Giochi olimpici, ha annunciato l’intenzione di estendere la pratica del pugilato alla disciplina a mani nude. La FPVS è la più grande lega al mondo del genere. È stata creata in Svezia nel 2013 “utilizzando una materia prima sempre più accessibile – la furia – e ha trovato un modello di business, vendendo i contenuti dei combattimenti tramite streaming a pagamento. Il suo canale YouTube conta 1 milione e 670 mila iscritti. Il suo sito web offre merchandising e archivi di combattimenti storici, come quello di un anno fa tra due giovani francesi: Maxime Bellamy, soprannominato Orsu Corsu, e Hamza Allal, un franco-marocchino della regione di Bordeaux”.
L’Èquipe segnala che in Francia questi combattimenti “hanno il vento in poppa ma i fight club stanno spuntando in tutta Europa: Gromda in Polonia, Klan FC in Ucraina, Strelka in Russia. L’onda è globale: in Corea del Sud è nato lo Yatcha Club”.
In Germania per un combattimento si possono guadagnare dai 500 ai 3.000 euro. Nel pezzo ci sono un po’ di considerazioni su questo e quel social, su chi accoglie e chi respinge le trasmissioni dei match, fino alla definizione di “pornografia della violenza” per quest’attività. Cosa significa FPVS? Non si sa. Forse significa Fratellanza per la sacra Violenza, forse Forza Popolare contro il Sistema. I praticanti si rifiutano di rispondere e decifrare. Qualcosa deve pur restare in vita della prima regola del Fight Club.
Le altre puntate de l’Équipe: 1] Un mondo parallelo dove le regole non esistono più – 2] Perché indagare sui combattimenti clandestini in Francia
Guida allo sport in tv di oggi
Sinner contro Bublik sull’erba di Halle
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.
Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link
Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico.