La guida allo sport in tv oggi [martedì 4 marzo] | Il Teleco-Slalom

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LO SPORT TV DI OGGI 4 MARZO: ORARI E PROGRAMMI

COME E DOVE VEDERE IN TV E IN STREAMING |  LA CHAMPIONS LEAGUE SU SKY, I MONDIALI DI SCI DI FONDO SU EUROSPORT, LA CHAMPIONS FEMMINILE DI PALLAVOLO SU SKY

 

ACQUE, GHIACCI E NEVI

11.20  Biathlon, mondiali jr da Ostersund: Staffetta femminile – DISCOVERY+

12.45  Sci nordico, Mondiali di Trondheim: 10km maschile TC – EUROSPORT

14.50  Biathlon, mondiali jr da Ostersund: Staffetta maschile – DISCOVERY+

15.15  Sci nordico, Mondiali di Trondheim: 10km femminile TC – EUROSPORT

RUOTE

13.00  Ciclismo, Le Samyn – EUROSPORT

LA DIRETTA SCRITTA DELLA CORSA FEMMINILE

Non era previsto che ci fosse al via Mathieu van der Poel. Eccolo qua. Lui lo ha chiamato prurito. Gli è venuta voglia di uno strappo al programma, una corsa prima della Tirreno-Adriatico e della Sanremo.

Ciro Scognamiglio sulla Gazzetta ha scritto: "Dopo una stagione nel cross perfetta – non per modo di dire: 8 successi su 8 gare disputate, Mondiale compreso – Van der Poel si era goduto qualche giorno di vacanza, andando anche in uno dei suoi posti da sempre preferiti, Livigno, con la fidanzata e una coppia di amici. Ha sciato, ha fatto qualche prova speciale sul ghiaccio in auto, e nell’arrivare in Alta Valtellina in elicottero aveva chiesto al pilota di sorvolare luoghi simboli del ciclismo, come l’Aprica e il Mortirolo. Poi si è allenato in Spagna facendo base all’hotel Syncrosfera, nella zona di Alicante, dove nelle camere si può simulare l’altura: in questi giorni però lì il meteo è peggiorato, mentre in Belgio è buono e ciò ha influito nella scelta, oltre a una defezione dell’ultima ora nel team. Magari anche il successo di domenica del compagno e amico Jasper Philipsen alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne lo avrà ispirato ad accelerare i tempi". 

LA DIRETTA SCRITTA DELLA CORSA MASCHILE

PALAZZETTI E DINTORNI

18.00  Basket, Eurocup: Wolves vs Cluj – DAZN

18.30  Basket, Champions: Nymburk vs Nanterre – DAZN

20.00  Volley, quarti Champions femminile: Milano vs Eczacibasi Istanbul – SKY SPORT

20.30  Basket, Champions: Tortona vs Prometheus – DAZN

EUROGOL

18.45  Champions League: Bruges vs Aston Villa  – SKY SPORT

È forse la cocozza meno lucida di tutto il cucuzzaro. Eppure finanche qui ci sono i finalisti del ‘78 contro i vincitori del 1982, le due primavere che precedettero i più bei Mondiali per la Generazione X.

vite europee 

Nick Hayen

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Chi proprio non sospettava di trovarsi qui è Nick Hayen, allenatore del Bruges. Tre anni fa stava ancora ammirando panorami gallesi dalla sua panchina all’Haverfordwest County nella Cymru Premier. Per la sua prima partita c’erano 102 persone, lo stadio si trova accanto a una cava in disuso. Quando Hayen ricorda quel giorno, dice che in campo si distraeva perché la vista era incantevole.  Se ne andò con le lacrime agli occhi. Al Bruges gli avevano dato da allenare la squadra riserve: estate 2022. Ha preso l’interim nel marzo scorso con l’esonero di Ronny Deila e il club al quinto posto nella stagione regolare. Lo ha portato ai play-off, e ai play-off ha vinto il campionato. Per forza che poi gli hanno rinnovato il contratto. Hayen sembra il più sorpreso di tutti nell’intervista data a the Athletic. Ha 44 anni e dice che mai avrebbe pensato di allenare una squadra negli ottavi di finale di Champions League.

Un uomo misurato e umile, così viene definito dal magazine americano. Ex calciatore professionista in Belgio con più di 250 partite in serie A, aveva allenato per quasi un decennio a vari livelli (giovanili e senior, campionati inferiori e massima serie) prima di accettare il lavoro in Galles – una specie di atto disperato e sconsiderato. Il suo precedente incarico si era concluso con la retrocessione del Beveren nel 2021. L’Haverfordwest lo ha chiamato offrendogli una sorte simile, la squadra era penultima e lui niente sapeva di quel campionato né di quel paese, mai aveva messo piede in Galles prima. 

In Belgio pensarono e scrissero che era davvero strano accettare. Hayen si mise a studiare, a prendere informazioni sul campionato e sugli stadi. Dice che il calcio è calcio sia quando giochi davanti a 30.000 persone sia quando ce ne sono 100. Si fece dare una mezza dozzina di video della squadra e oggi ricostruisce che tre furono davvero utili da guardare perché ne uscì terrorizzato, pienamente consapevole della portata dell’impresa.

Da dove si comincia? Si comincia, spiega Hayen, dall’introduzione di un gioco che ti restituisce fiducia e autostima, un gioco che ti toglie la paura della sconfitta. L’Haverfordwest vinse le prime quattro partite sotto la sua guida, segnando 15 gol e dandogli la possibilità di essere uno dei prossimi ospiti di Francesca Fialdini la domenica pomeriggio in A ruota libera [storie di vita quotidiana fra sorprese e situazioni dai sapori diversi]. 

 chi vedere 

Raphael Onyedika

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Ora. Diciamo la verità. Col tempo lo abbiamo imparato. Quando Pep Guardiola ti elogia, quando dice che wow, lui non ha mai visto una squadra giocare così, un calciatore giocare così, il dentista, tutte quelle cose là – quando Pep Guardiola ti elogia, un po’ sta prendendo per il culo e un po’ sta mettendo le mani avanti. Esagera, ecco. Eppure non c’è motivo di dubitare che la sua ammirazione per Raphael Onyedika fosse sincera. Il giorno prima della partita, disse che gli piaceva la maniera dei belgi di stare in campo e gli piaceva coso, quello là, quello di 23 anni, il centrocampista di contenimento. Non ne ricordava il nome, ma ricordava lui. Pare un segno definitivo di sincerità. Onyedika è il giocatore che lega il Bruges. Il sarto. Gli altri strappano e lui cuce. 

È dinamico, laborioso, combattivo fino all’eccesso – scrive The Athletic in una galleria di giocatori sottovalutati – e il suo cartellino rosso nella sconfitta contro il Milan è stato il secondo in quattro presenze europee. La sua più grande virtù,  è un po’ meno visibile. Onyedika è sempre nel posto giusto al momento giusto

Il Bruges non è la squadra più glamour tra quelle rimaste in corsa, ma la qualità non le manca [Joaquin Seys, Chemsdine Talbi, Maxime De Cuyper, Ardon Jashari]. Onyedika fa altro e probabilmente continuerà a farlo nella prossima stagione, se è vero che gli hanno messo gli occhi addosso Aston Villa,PSG e Bayern Monaco. Così la prossima volta il suo nome Guardiola se lo ricorda. 

 

21.00  Champions League: Real Madrid vs Atlético Madrid  – SKY SPORT

Gli spagnoli stamattina se la tirano un po’. Marca titola in prima pagina che si tratta del derby d’Europa, Diario AS è perfino più esplicito e dice che si tratta de IL derby d’Europa, per El Pais è il derby della verità e per El Mundo un derby senza poveri. Orfeo Suarez intende dire che con Diego Simeone, metà allenatore e metà messia, il continuo riferimento alla squadra del popolo in contrapposizione alla squadra dell’aristocrazia non esiste più perché l’Atlético, partita dopo partita, è diventato l’adattamento quotidiano del povero. Come narrazione ha funzionato, ma è una narrazione obsoleta sul campo, dove poveri non ce ne sono più. Da una parte il Real sovrano della Champions League, pigro come tutti i sovrani, ma unto dal dono divino di provocare fenomeni tellurici sull’erba del Santiago Bernabéu. Dall’altro lato, l’eterno aspirante a una rivoluzione che non arriva mai, ma oggi con la stessa polvere da sparo del re.

Ancelotti arriva alla partita enfadado, Simeone è più tranquillo, secondo quanto ha scrive Alfredo Relano. A Barcellona ovviamente se ne fregano, lo chiamano derbi colosal, ma il titolo più grosso sulla prima pagina del Mundo Deportivo va ai gol che segna il Barcellona.

Se ne segnano molti nelle partite che gioca il Real Madrid. Un’anomalia. Lo dice The Athletic che si domanda come facciano i Blancos a continuare a vincere la Coppa nonostante così tanti gol subiti. Thom Harris dice quella cosa secondo cui l’attacco fa vincere le partite, la difesa fa vincere i titoli e si domanda se valga pure per il torneo più prestigioso del calcio europeo. Finora s’è visto un Real a singhiozzo, undicesimo su 36 nella classificona e addirittura in preda a un affanno, con tre sconfitte in otto partite. Ma ha fatto fuori il Manchester City ai play-off con un 6-3 complessivo, nella sesta sfida di andata e ritorno in cui sono stati segnati almeno sette gol da quando Carlo Ancelotti è tornato. 

Non sembra il dipinto di una squadra che predica concretezza e la mette al centro dei propri piani strategici. Dal 1992 a oggi, da quando la Coppa dei Campioni è superfetata nella Champions League, solo sei squadre l’hanno vinta più di un gol a partita. Cinque di queste avevano lo stesso nome, e quel nome è Real Madrid: sia con Vicente del Bosque, sia con Zinedine Zidane, sia con Carlo Ancelotti in panchina. È curioso, no?

Secondo Harris succede perché Guardiola si sforza di avere il controllo del gioco modificando la struttura collettiva della squadra  mentre Ancelotti preferisce dare più libertà alle superstar che il portafogli di Florentino gli ha messo dentro lo spogliatoio. La libertà però può portare a situazioni non convenzionali e potenzialmente pericolose [chi non è d’accordo può mandare una mail a Harris] e spesso le star del Madrid si prendono del tempo – diciamo così – per respirare. Nel pezzo ci sono anche una serie di schemini assai nerd che mostrano tutto con frecce e freccette. 

Il fatto è che l’abilità nell’uno contro uno di Vinicius Jr e di Rodrygo, la velocità di Mbappé, l’abilità di Bellingham nel vincere duelli e segnare gol decisivi, la prestanza fisica di Valverde: tutto questo concorre a creare una squadra che deve prima di tutto essere spietata davanti alla porta. Il resto viene dopo. Certo – spiega The Athletic – la faccenda può diventare caotica. Ci saranno delle giornate-no davanti alla porta, ci saranno passaggi sbagliati, errori individuali. Eppure, le indiscrezioni secondo cui il Real Madrid sta cercando di convincere il terzino del Liverpool Trent Alexander-Arnold a unirsi a loro, il giocatore che ha perso più palloni di chiunque altro in Premier League questa stagione, ci dice che non hanno smesso di considerare centrale il loro approccio tutto-o-niente. La squadra di Madrid è un esperimento sontuoso, che ha lasciato spazio alla creatività e all’individualità dei calciatori più letali del mondo. Anche se concedono spazi e prendono gol, si tratta di un rischio che vale la pena correre: aiuta i giocatori di talento a raggiungere la gloria

 chi vedere  THIBAUT COURTOIS Così, da quasi sette anni, Thibaut Courtois è il salvatore della porta del Real Madrid. Visto dalla curva dell’Atlético è un traditore. È IL traditore. Ha giocato 270 partite con il Real e per 80 volte non ha preso gol. La Casa Blanca lo prese dal Chelsea per 35 milioni di euro ma prima era stato il numero 1 degli ex materassai, il portiere colchonero che ha subito il gol più importante nella storia moderna del Real: il colpo di testa del pareggio di Sergio Ramos al 93esimo minuto della finale di Champions League 2014. Ai supplementari i Blancos avrebbero poi vinto per 4-1 la loro Decima. Santiago Canizares, portiere del Real dal 1994 al 1998, oggi opinionista televisivo, dice a The Athletic che «Courtois è il Messi, il Maradona o il Ronaldo dei portieri. È molto più bravo degli altri ed è il più bravo ogni giorno. Ci siamo abituati a vedere parate incredibili, anche tiri all’incrocio dei pali. Di un altro portiere lo avremmo sottolineato, con lui ci pare normale. È questa la sua grandezza»

L’analisi dei dati dice che la sua migliore partita è stata la finale 2022 contro il Liverpool, nove parate, il numero più alto registrato da Opta in una finale. Nella rimonta compiuta in semifinale al Bernabéu contro il Manchester City — quando all’87esimo minuto erano sotto per 1-0 e perdevano complessivamente 5-3 — Courtois prese un tiro di Grealish con l’esterno della scarpetta sinistra. Il Bernabéu festeggiò come se il Real avesse segnato.

cosa succede in città    Jimena Marcos firma su El Pais una specie di invettiva contro la sindaca Ayuso e le istituzioni locali per i requisiti di assistenza ospedaliera pubblica che hanno portato al decesso di 7.291 persone, a cui è stata negata una cura perché fuori dai parametri. Se Madrid fosse una sala d’attesa, occuperemmo le 75.000 panchine pubbliche censite nella capitale, con la nostra pazienza e i nostri timori riversati su un pezzo di carta che indica quando riceveremo spiegazioni o consolazioni

 

21.00  Champions League: PSV vs Arsenal – SKY SPORT

La squadra che ha vinto la Coppa nel 1988 contro quella che perse la finale 2006 dal Barcellona. Cioè. Non è che sono gli stessi giocatori d’allora, no, questo no. Ma ci siamo capiti. l’Olanda sta celebrando le due squadre qualificate per gli ottavi di Coppa dopo vent’anni quasi. 

eccellenze JOHAN BAKAYOKO | Dice The Athletic che Bakayoko è per gli appassionati di calcio olandese un puntino rosso sul radar. È stato uno dei migliori interpreti dell’Eredivisie nella scorsa stagione con 12 gol e 9 assist. È un dribblatore elettrico e nessun giocatore ne ha completati più di lui in avanzamento [93], in sostanza quel movimento che sposta la palla di almeno il 15 percento della distanza che rimane verso la porta [adesso non fate quella faccia snob verso i dati]. Inoltre solo tre giocatori hanno effettuato più dei suoi 32 cross, ma è pericoloso pure quando taglia dentro, come dimostra il gol contro il Girona nella fase a gironi.

21.00  Champions League: Borussia Dortmund vs Lille – SKY SPORT

eccellenze   Con la squadra che arranca al decimo posto in Bundesliga, la Champions League rappresenta una buona distrazione da una stagione semi-disastrosa per la squadra di Nico Kovac. Gittens è il ventenne che sta garantendo lo stupore. Ha segnato quattro gol nei gironi, i suoi dribbling sono micidiali. Solo Jamal Musiala, Vinicius, Bradley Barcola e Rafael Leao ne hanno tentati più dei suoi 56 in Champions League. Il Dortmund ha spesso coltivato giovani talenti inglesi e Gittens è il prossimo. 

|   Come amante dell’arte, se dovesse paragonare il Lille a uno stile artistico?

«Visto che stiamo parlando di surrealismo, direi Magritte. Perché René Magritte era l’anti-formalità. Non tutto può essere sensato, ponderato, accademico, formale. A volte le cose si fanno senza pensarci. È un po’ quello che sta succedendo a Lille. Noi siamo degli outsider contro Atlético, Real, Juve, diamo tutto e vediamo cosa succede. È una specie di noncuranza, un non mi interessa da contrapporre al non pensano che possiamo vincere. È una questione di volontà, e lo staff sa trasmetterlo molto bene».

THOMAS MEUNIER intervistato da L’Équipe 

cosa succede in città    Gli agricoltori delle campagne intorno a Dortmund sono impegnati in una class action per milioni di dollari contro i rivenditori di prodotti fitosanitari per fissazione illegale dei prezzi dei pesticidi. L’ufficio federale sta intervendo ripetutamente con multe salate contro gli accordi illegali tra aziende. La Frankfurter Allgemeine Zeitung scrive che anche il gruppo Baywa, in piena crisi, pagherà. 

 

TENNIS

19.00 ATP e WTA Indian Wells: qualificazioni – YOUTUBE

NOTTURNO

1.00  Golf, TGL Golf League: 15ª giornata, Jupiter Links vs Atlanta Drive – SKY SPORT

1.30  NBA: New York Knicks vs Golden State Warriors – SKY SPORT

2.30  NBA: San Antonio Spurs vs Brooklyn Nets – SKY SPORT

 

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