Il calcio italiano piange e spende

Il calcio italiano piange e spende

Sia sulla Gazzetta dello sport sia su Tuttosport sono presenti stamattina interventi critici verso le decisioni del governo, in difesa degli interessi confindustriali del calcio. Uno – a firma del vicedirettore del quotidiano milanese Andrea Di Caro – denuncia i limiti imposti alla capienza negli stadi e parla di ritardi per il ritorno al 75% (dal 1° marzo). L’altro editoriale – di Xavier Jacobelli, direttore del giornale torinese – lamenta l’esiguità dei ristori.

Scrive Jacobelli: Del miliardo e 600 milioni stanziati il 21 gennaio per le attività economiche in crisi a causa della pandemia, soltanto 100 milioni sono stati destinati allo sport, con la beffa di sapere che 50 milioni sono appannaggio di un fondo già esistente. Nessuno eccepisce sugli aiuti al cinema e al teatro, ma è inaccettabile che la più grande azienda dello spettacolo, cioè lo sport, che garantisce occupazione, paga fior di tasse, contributi e ha una fondamentale valenza sociale, venga trattata a pesci in faccia. Chi bistratta lo sport, bistratta l’Italia.  

Stamattina Repubblica dedica una pagina alle sale cinematografiche che stanno chiudendo a Roma, strangolate dalla crisi. 

Nella stessa pagina dell’intervento del direttore Jacobelli, proprio di fianco, nelle due colonne finali di Tuttosport, un’analisi di Stefano Salandin riprende il report Fifa chiamato International Trasfer Snapshot, un documento che analizza le attività mondiali sui trasferimenti dei calciatori nelle varie finestre di mercato. Il documento pubblicato ieri – fa sapere Salandin – è ovviamente relativo alle trattative di gennaio e certifica addirittura il massimo incremento storico, con un aumento del 40% rispetto ai livelli di gennaio 2020, prima della pandemia. Il titolo di Tuttosport è: Mercato, un colpo alla pandemia

Il calcio dell’Italia che si lamenta per i mancati introiti da stadio e per l’esiguità dei ristori, questo calcio che assai chiagne è lo stesso che si piazza al secondo posto dei mercati più spendaccioni – si legge su Tuttosport – alle spalle dell’inarrivabile Inghilterra, trainata dalla locomotiva Premier League.

Il calcio italiano ha speso 113 milioni e 600 mila euro in trenta giorni. 

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