I motivi della sua precocità
Succedono cose nella Coppa del mondo femminile di sci. Se ci fossero state Mikaela Shiffrin e Petra Vlhova tra di noi, forse non le avremmo viste. Ma certe volte per sentieri alternativi si scoprono panorami bellissimi, addirittura quando capita di sbagliare strada. Gianmario Bonzi, voce dello sci su Eurosport, ha definito lo slalom di ieri tra le gare più belle che gli sia capitato di commentare. Il duello tra Ljutic e Holdener, “una più brava dell’altra a superarsi ed esaltarsi su pista perfetta e ben preparata”.
Ha vinto la croata per 16 centesimi. Le telecronache di Bonzi e Merighetti o di Bonzi e Marsaglia su Eurosport sono come quelle di Elena Pero nel tennis su Sky: non importa che sia in campo o sulla neve una maglia-una tuta azzurra. Se una cosa è bella è bella.
È bella perché è incerta la corsa alla classifica generale di Coppa del mondo, non è ancora ben chiaro cosa sia possibile e a chi. Federica Brignone e Lara Gut-Behrami hanno perso una buona occasione a Kranjska Gora per imporre in modo perentorio la loro candidatura. Hanno lasciato punti e il pettorale rosso adesso è di Ljutic, la migliore pure nella specialità dello slalom.
È bella perché sta venendo fuori una teenager speciale, Lara Colturi, figlia di Daniela Ceccarelli, oro olimpico a Salt Lake City ventitré anni fa. Dopo il secondo posto dietro Shiffrin nello slalom di Gurgl, ha fatto seconda dietro Hector a Kranjska Gora. Solo quattro italiane erano riuscite a salire sul podio nella stessa stagione nelle due specialità di Coppa del Mondo: Daniela Zini, Claudia Giordani, Deborah Compagnoni e Manuela Mölgg. Non ci riusciva nessuna da 14 anni. Solo che. Ecco. Come dirlo. Lara Colturi gareggia per l’Albania, e quando si mette il naso fuori dalle telecronache oneste, questa cosa pesa, diventa un rimprovero, diventa motivo di rancore nazionalistico.
Sulla sua pagina facebook, Bonzi ha dovuto spiegare come sono andate le cose: “Cosa poteva fare la FISI? Dare un team privato a una 15enne? Allora lo devi dare a tutti. Inserire gli allenatori in squadra Nazionale, però con il compito di seguire solo Lara, a 15 anni? Allora lo devi fare con tanti altri genitori-allenatori (e ce ne sono). Nelle grandi Federazioni, Austria, Svizzera, Francia, Italia, ultimamente non escono fenomeni a 16-17 anni, arrivano a 20-22 come Odermatt, Hirscher, Worley o le nostre campionesse. Non dico che il caso Colturi non debba insegnare nulla, anzi. Dimostra che il processo può essere molto velocizzato, se si ha talento. Ma se Colturi fosse entrata in squadra Nazionale (senza poter andare in Sudamerica a 15 anni, da regolamento interno), avrebbe seguito un altro iter e oggi sarebbe allo stesso livello di Collomb, più o meno. E quindi nessuno griderebbe allo scandalo, perché non sarebbero ancora arrivati grandi risultati. Bisogna almeno rendersi conto che questi risultati sono il frutto del lavoro fatto da sempre privatamente. Poi, per carità, giusto chiedersi quale debba essere il futuro dello sci alpino. Team privati? Federazioni? Team sponsorizzati tipo ciclismo?”.
Così, dopo mamma Ninna Quario con Federica Brignone, adesso abbiamo mamma Daniela con Lara Colturi. Stamattina Ceccarelli racconta di sua figlia a Repubblica e in cinque risposte su sette parla di sé.