Stanno snaturando Alexander-Arnold, per il bene del Liverpool

Com’è cambiata la funzione del terzino da Klopp a Slot

 

  Dopo mezz’ora di partita, il Liverpool era riuscito a tirare 10 volte in porta e a toccare 23 volte il pallone nell’area avversaria, rispetto ai due tiri in porta e ai quattro tocchi del Tottenham. Salah aveva cercato cinque volte la porta prima del 20esimo minuto, colpendo anche la traversa e il  Tottenham ha concesso il gol iniziale per la 14esima volta in casa sua nell’anno solare 2024. Quando il pallone lasciava il prato, quando ieri sera volteggiava per l’aere, il dominio del Liverpool sembrava finanche più sfacciato. Diciotto passaggi di testa, cinque del solo Szoboszlai, l’ultimo dei cinque è stato dopo un lancio lungo di Alexander-Arnold. 

Nonostante i tre gol subiti ieri, nella sera in cui ne ha segnati sei, il Liverpool conserva la miglior difesa della Premier [in compagnia dell’Arsenal] ed è l’aspetto su cui Arne Slot ha lavorato di più subentrando a Klopp. Ci ha lavorato soprattutto normalizzando l’atteggiamento e le funzioni di Trent Alexander-Arnold, uno dei quattro-cinque totem del calcio contemporaneo venerati da Slalom

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TAA ve lo ricordate. È il ragazzo che nel marzo di cinque anni fa decide la sfida di Champions con il Barcellona con una giocata da strada. Un calcio d’angolo da leggenda. Andò verso la bandierina pensando che avrebbe lasciato a un altro compagno la battuta. Ma mentre si allontanava dalla palla, intuì che i difensori del Barcellona in mezzo all’area non erano piazzati, parlottavano scomposti tra loro, indicando come sistemarsi. In mezzo all’area c’era una maglia rossa, l’altro eroe della serata, Divock Okoth Origi, che aveva già segnato il gol dell’1-0. Retromarcia veloce, passaggio, gol.

TAA è stato da allora gloria e tormento di tutti gli allenatori che vogliono dai terzini la botte piena e la moglie ubriaca, come si diceva una volta in un proverbio oggi molto politicamente scorretto, li vogliono alla Julio Iglesias sia pirati sia signori, sia pericolosi incursori sia inappuntabili esecutori di diagonali. Periodicamente TAA è finito sotto l’accetta loyalista dei difensivisti, conservando intatto quel suo tratto furfantesco di destabilizzatore. 

Ora che è arrivato Slot tutto questo evapora. Cioè. Non è che evapora, ma si smolecola. Come fa notare The Athletic in un’analisi assai nerd, il nuovo allenatore del Liverpool ha conservato i fondamentali del gioco di Klopp per rendere la transizione più fluida, tuttavia fra le pieghe ha cambiato qualcosa. La modifica più degna di nota è il ritorno di Alexander-Arnold a un ruolo più tradizionale di terzino destro, con una minore partecipazione alla costruzione del gioco da mezzala, come faceva nell’ultima stagione di Klopp. Dai grafici di The Athletic emerge una quota notevolmente inferiore di tocchi nella parte centrale del campo rispetto al 2023-24. 

 

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Forse Slot – ipotizza il magazine americano – è stato scoraggiato da come sono andate le cose nella Nazionale inglese agli Europei, con l’operazione get-Trent-into-midfield. Ora ci sono meno occasioni in cui Alexander-Arnold si sposta a centrocampo per formare un doppio perno insieme a un compagno di squadra quando il Liverpool parte da dietro. In generale, il Liverpool è più propenso a schierarsi in difesa con tre uomini ravvicinati per il ripiegamento di Andy Robertson sulla linea, lasciando Alexander-Arnold qualche metro più avanti dall’altra parte, formando una sorta di lettera L [la foto che spiega tutto è qui], così da fornire un angolo di passaggio tra la difesa e il centrocampo, per favorire una circolazione più rapida

TAA è notevolmente meno coinvolto nel gioco con una media di 53 passaggi ogni 90 minuti. In quella famosa partita del 2019 contro il Barcellona arrivò oltre gli ottanta, una riduzione significativa rispetto alle sue sei stagioni precedenti. Non è più il regista principale come nella scorsa stagione, la costruzione del Liverpool ora è incanalata verso il centro del campo, con un ringiovanito Ryan Gravenberch più propenso a riceverla dai suoi difensori centrali prima di avanzare e cercare i compagni davanti a lui

Quel che colpisce ulteriormente nelle tabelle di The Athletic è che Alexander-Arnold effettua molti meno cross e meno cambi di gioco con Slot. Lo stile di gioco dell’allenatore olandese si basa su un maggiore controllo in fase di costruzione, meno palloni incrociati da una parte all’altra del campo. Insomma: un approccio più calcolato. I passaggi lungo la linea tipici di Alexander-Arnold rimangono una parte importante del gioco, spesso trovano Curtis Jones o Dominik Szoboszlai, nel flusso di tocchi per avvicinarsi a Mo Salah. Tuttavia, spiega The Athletic, il suo gioco sembra portare un maggiore senso di cautela, che è indicativo di come Slot vuole che la sua squadra giochi. Una maggiore disciplina con la palla ha portato il Liverpool verso una struttura difensiva più compatta, senza palla, con Alexander-Arnold apparentemente molto meno vulnerabile quando difende sul fianco destro. Questi ritocchi al suo posizionamento sono la chiave del successo della squadra. Sebbene il suo ruolo non sia cambiato drasticamente, alcuni sottili aggiustamenti hanno avuto un impatto notevole sul Liverpool.

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