Lara Gut-Behrami non lo porta
Apparvero dieci anni fa. Una conquista. Gli airbag rendevano lo sci più sicuro. Sono diventati obbligatori da questa stagione nelle discipline di velocità, la discesa e il super-G, eppure non tutti li mettono. La federazione internazionale ha esentato una quarantina tra uomini e donne perché i modelli disponibili non sono adatti a loro. C’è chi ha invocato una questione di libertà di movimento, altri la paura di un innesco prematuro. Ne scrive L’Équipe facendo i nomi di Vincent Kriechmayr, Dominik Paris, Ilka Stuhec, Lara Gut-Behrami.
Adrien Théaux dice che la federazione dovrebbe essere più severa, se l’air bag è obbligatorio deve esserlo per tutti. La scomodità non può essere un criterio per ottenere un’esenzione. «Porto l’airbag da quando esiste. Non abbiamo tutti lo stesso rapporto con gli incidenti, ma quando abbiamo vissuto quel che abbiamo vissuto con David Poisson… [morto dopo una caduta in allenamento in Canada nel 2017, ndSl]. In velocità, a parte il casco e la nostra protezione alla schiena, non abbiamo altro, quindi è bene accettare qualsiasi aiuto aggiuntivo come l’airbag, anche se non ci salverà necessariamente la vita. L’algoritmo che dice all’airbag quando aprirsi migliora nel corso degli anni, più atleti lo indossano, più dati ci saranno per alimentarlo».
LE PROSPETTIVE
Romane Miradoli spiega che non saprebbe sciare senza airbag, lo trova addirittura comodo. Ricorda che in due cadute il dispositivo l’ha sicuramente salvata dall’urto della testa sulla neve e si rammarica che non tutte le avversarie facciano uso della tecnologia mutuata dal motociclismo. Stéphane Bulle, medico della squadra francese, usa un’immagine significativa.
«Una discesista senza airbag è come un motociclista senza casco: per me è incomprensibile. Alcuni atleti sono infastiditi dall’attrezzatura? Lo abbiamo detto anche delle cinture di sicurezza delle auto quando sono apparse per la prima volta. L’airbag può prevenire lesioni gravi. I ragazzi e le ragazze sono quasi nudi sugli sci e sfrecciano a 130 miglia all’ora».
La federazione reagisce spiegando che dalla prossima stagione si fa sul serio, gli airbag saranno davvero obbligatori, pare di capire che questo inverno venga considerato un periodo di transizione. Ogni pezzo costa tra gli 800 e i 1.500 euro, il fornitore è in una situazione di semi monopolio. Restano da realizzare altri progetti per rafforzare la sicurezza. Esistono per esempio indumenti o sottotute anti-taglio. Alcuni li portano già, ma non sono obbligatori. Anche i caschi possono migliorare, da molti anni i cambiamenti sono minimi e Nils Allègre confessa la sensazione che quelli della MotoGP siano più efficienti.