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lunedì 16 dicembre 2024

#1 giorno ai Mondiali femminili per club di pallavolo

 

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ARTEFICI

I giorni delle freccette. Luke, dove eravamo rimasti?

DI ROBERTO LIBERALE

Nel primo anno della sua carriera da professionista delle freccette, Luke Littler ne ha lanciate approssimativamente circa 30.000, senza contare gli allenamenti. Arriva Natale e arrivano i giorni del Mondiale dei darts, con la duplice fortuna di avere Jonathan Liew che se ne occupa sul Guardian. La maggior parte di esse viene dimenticata all’istante. Ma alcune freccette le ricordi ha scritto in occasione della nuova edizione, cominciata ieri con le prime quattro partite. 

Luke Littler forse ve lo ricordate. È il ragazzino di 17 anni che l’anno scorso arrivò in finale contro l’altro Luke, Luke Humphries. Sono i favoriti anche stavolta, sebbene il campo dei potenziali vincitori sia più ampio che mai. Non c’erano mai stati tanti ex campioni in gara, sono otto [oltre a Luke Humpries, Michael Smith inglese, Michael Van Gerwen olandese, Rob Cross inglese, Gerwyn Price gallese, Gary Anderson scozzese, Peter Wright scozzese, Raymond Van Barneweld olandese]. Sono gli omoni che si sono spartiti gli ultimi 11 Mondiali dopo l’addio di  Phil Taylor, 14 volte campione nei precedenti venti. 

Littler avrebbe potuto aggiungere il suo nome, se non avesse mancato il tiro che lo avrebbe portato sul 5-2 nella finale. Ha perso i successivi cinque set di fila e addio ai sogni. Nei suoi momenti di ozio – scrive Liew – Littler a volte riguarda la partita, ed è in quel punto che deve spegnere.  

L’ascesa del baby prodigio è stata la storia dei Mondiali 2023-24, forse una delle più grandi storie di sfavoriti nello sport. Il Regno Unito fu travolto dalla sua simpatia. Iniziò a raccogliersi ai suoi piedi – scrive Liew – con storie di kebab a mezzanotte, canzoni e meme, selfie dei VIP e occhi gonfi al mattino per aver fatto tardi davanti alla tv. Le freccette erano cool. Le freccette erano di moda. Le freccette erano la storia. E tuttavia, a causa di quel doppio tiro mancato, la sua è una storia che rimane incompleta.  

Tutto sembra rimasto fermo alla sera del 3 gennaio scorso. Ci sono sempre i due Luke in cima alla lista dei favoriti. Gli anni 2010 hanno visto 11 vincitori di Major per la prima volta. Non ce n’era stato nessuno tra il 2012 e il 2017. In questo mezzo decennio siamo già arrivati a 15. Il campo dei potenziali vincitori è più ampio che mai, e tutto questo – sottolinea Liew – dà un’idea degli standard che Littler e Humphries hanno fissato.  Tutto ciò pone una domanda precisa. Chi è esattamente il terzo miglior giocatore del mondo in questo momento? Littler pensa che sia De Decker. Humphries pensa che sia van Gerwen. Probabilmente potremmo anche fare il nome di Gary Anderson

Thibault Tricole, primo francese a qualificarsi nel 2024, ha passato il primo turno ma è stato subito battuto da Humphries nel secondo. Le donne sono due. La solita Fallon Sherrock e Noa-Lynn van Leuven, olandese. È lei la prima atleta transgender a partecipare a un Mondiale. The Independent le ha dedicato un ritratto. Ha completato la transizione di genere nel 2021 e si è unita alla Women’s Series l’anno successivo. È entrata nella storia diventando la prima donna trans a giocare in un torneo di freccette trasmesso in tv a luglio, al torneo femminile di Blackpool. Si è assicurata un posto all’Alexandra Palace dopo una schiacciante vittoria contro la numero uno Greaves.  Sia Sharrock sia van Leuven esordiranno domani. 

POST-IT    Aspettiamoci che il Telegraph abbia qualcosa da ridire. 

PALAZZETTI E DINTORNI

Il titolo europeo di pallamano alle ragazze norvegesi, la squadra piena di gemelle

     Le ragazze francesi ci sono rimaste male. Hanno perso la partita per la medaglia di bronzo agli Europei femminili di pallamano [24-25] contro l’Ungheria, la vera piccola piccolissima novità di questo torneo, di nuovo sul podio dopo 12 anni. Ci sono rimaste male al punto che valeva la pena di appiccare il fuoco durante la cerimonia di premiazione ha scritto Anouk Corge su L’Équipe perché gli organizzatori di Vienna hanno avuto un’ideona. 

Va bene che l’Austria è il paese delle deliziose palle di Mozart, ma la federazione europea ha avuto il cattivo gusto di assegnare una vera medaglia di cioccolato alle quarte classificate

Tira un’aria cupa intorno alle vice-campionesse olimpiche. Erano arrivate quarte anche due anni fa. Grace Zaadi, la nostra Grace Zaadi, ha giocato un magnifico torneo: 7 in pagella anche ieri, voto 8 per l’altra stella Pauletta Foppa. Il nuovo cittì aveva organizzato le rotazioni in modo da arrivare con 7 vittorie su 7 alle semifinali ma ha perso le due partite decisive per il podio, un lusso che alla fine non è servito a nulla, la panchina non ha dato un contributo sufficientedice il giornale francese. 

Il titolo è andato alla Norvegia per la decima volta, nonostante la portiera danese Anna Kristensen sia stata votata mvp del torneo, per le sue 100 parate e il 38 percento di efficienza. Un oro europeo per separarsi dall’allenatore islandese Thorir Hergeirsson, papà di Maria, calciatrice, difensora per il Brighton. È stato il settimo titolo personale per Katrine Lunde [oltre a tre Olimpiadi e due Mondiali], 44 anni, portiera, sorella gemella di Kristine che però si è ritirata nel 2018 dopo aver vinto tutto di tutto. Nessuna giocatrice norvegese ha meno di 23 anni. La più giovane è Ane Hogseth, anche lei portiera, figlia di un preside ed ex corridore di orienteering, nipote del politico Bård Hoksrud, ex ministro dell’Agricoltura. 

Anniken Obaidii, 29 anni, ha altre due sorelle che giocano a pallamano. Sono figlie di un immigrato del Bahrein. Maren Nyland Aardahl giocava in precedenza per la Nazionale di beach handball. Stine Skogrand aveva saltato i Mondiali del 2021 perché incinta del secondo figlio: il suo secondo nome è Ruscetta, e si racconta che sia un omaggio a suo nonno Antonio, napoletano. Il  fatto strano è che non esiste nessuna Ruscetta a Napoli: deve trattarsi di una corruzione nordica di Rosetta o una cosa del genere. Sarebbe affascinante approfondire.  Live Rushfeldt Deila, 24 anni, è figlia dell’allenatore di calcio Ronny Deila. Anche lei ha una sorella gemella, Thale, con cui divide l’esperienza di giocare in Nazionale. Si distinguono perché Live ha il numero 8 e Thale il 33. L’ex calciatore Sigurd Rushfeldt è loro zio. Silje Solberg-Østhassel ha 34 anni, sua madre è svedese, e anche se non ci crederete pure lei ha una gemella, Sanna, pure lei convocata a questi Europei. 

Capocannoniera del torneo è stata Katrin Klujer [Ungheria], 60 gol all’età di 25 anni – una condizione certamente preferibile a 25 gol all’età di 6o anni. 

    EUROGOL

Spagna

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Il regalo del Barcellona all’Atlético Madrid

Barcellona e Real Madrid giocano a farsi i regali. Ne stanno distribuendo in dosi così massicce che si trova con le braccia ricolme l’Atlético Madrid, arrivato in cima alla Liga accanto ai catalani, e con una partita da recuperare. La sconfitta in casa con il Leganes getta nella disperazione la stampa locale [Mundo Deportivo: Disastro, Sport: Che frustrazione] e spinge Alfredo Relano su Diario As a commentare in termini Boomer. 

Ai tempi della schedina avremmo detto che il Leganés ha fatto esplodere il montepremi. La schedina viveva di queste macchie, quando si verificavano il numero dei 14 diminuiva così tanto che a volte ne rimaneva solo uno. Magari era una suorina che nulla sapeva di calcio, magari un contadino che faceva la sua colonna con uno di quei dadi che aveva segni 1-X-2 sulle facce, oppure era qualcuno che riempiva la colonna alla cieca, succedeva di tutto. La sorpresa era enorme, così come è stata enorme per il successo di questo Leganés guidato dal giovane Borja Jiménez, che ha ottenuto dalla sua squadra il massimo sforzo di concentrazione e sacrificio difensivo

Una linea difensiva anche a sei, con tre centrocampisti di copertura e un attaccante solitario sperduto laggiù, sacrificato in un belvedere lontano, un naufrago. Non è facile affrontare in queste condizioni così a lungo l’attacco del Barça, senza commettere errori. Lo hanno fatto.  Per il Barça è stata una partita molto spiacevole. La freddezza del Montjuïc – scrive AS – con un pubblico turistico, lascia i giocatori senza quella marcia in più che li aiuti a insistere. Flick le ha provate tutte, ha cambiato le carte, ma chi entrava si smarriva nello stesso labirinto bianco e blu. Madrid e Atlético gli saranno grati

L’Atlético di più. Il Real aveva lasciato altri due punti in campo sabato sera, pareggiando 3-3 contro il Rayo Vallecano. Santiago Segurola su As dice che Il Real Madrid ha lasciato a Vallecas una fotografia abbastanza precisa del suo stato, brillante in attacco – 16 gol nelle ultime sei partite di campionato – e più che irregolare in difesa”

Dopo lo 0-4 contro il Barça, la debolezza difensiva è stata molto evidente in Europa. Nelle ultime quattro partite di Champions, Carlo Ancelotti ha preso sempre almeno due gol, contro Borussia Dortmund, Liverpool e Atalanta. Il Milan ne aveva fatti tre al Bernabéu. Per essere una squadra ligia alla contro-ideologia della Sostanza, sono decisamente troppi. 

La partita con il Rayo – scrive Segurola – è stata più simile alle notti europee che al cammino in campionato, merito soprattutto della magnifica proposta della squadra vallecana, che non patisce complessi. Gioca a pieno ritmo, con un modello di gioco che ricorda l’Atalanta. Ritmi alti e impegno continuo non si addicono al Real Madrid. Non è un Madrid armonioso, né gioca un calcio fluido. Gli alibi non gli mancano: gli infortuni sono stati tanti e le formazioni di Ancelotti non trovano la continuità necessaria. Il Rayo ha messo il Real Madrid in una situazione molto delicata. Íñigo Pérez conserva lo stile di gioco che caratterizzava la squadra ai tempi di Andoni Iraola. Due ex giocatori dell’Athletic che presentano molte delle caratteristiche che delinearono la squadra di Bilbao nell’era Bielsa”. [Ahia, allora qui si configura il reato di cedimento all’estetica]. 

Segurola insiste e dice che il Rayo è squadra che prova a prendere alle spalle gli avversari. Corre senza svenire, non specula, propone un calcio offensivo nonostante i limiti della rosa e dell’economia del club. Sorprende l’acquisto di James Rodríguez, un veterano squisito in una squadra dalla mentalità stacanovista.

  Francia

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È arrivato finalmente Doué

Non così forte, ma abbastanza forte. Non più dominante ma superiore. Il PSG non perderà neppure questo campionato. Nonostante tutto. Ha un tono rassegnato stamattina Vincent Duluc su L’Équipe dopo la sconfitta del Lione al Parco dei Principi [3-1]. La suspense al vertice della Ligue 1 ha avuto un duro colpo nel fine settimane scrive l’editorialista del quotidiano francese. Il PSG sarà campione d’autunno, non importa a nessuno, e sarà senza dubbio campione di Francia, lo sanno tutti, se mercoledì sera riserverà al Monaco la stessa sorte. Non basta per affermare che Parigi è più forte, ma è più che sufficiente per constatare che è molto più forte delle altre. Al Lione non rimane che correre per un piazzamento, come a tutte le altre. 

Votacci ne abbiamo? Certamente. Maitland-Niles si è preso un bel 2 in pagella per la sua partita catastrofica nella quale è stato imprigionato da Doué

Eccolo il fatto, Désiré Doué. Arrivato l’estate scorsa al PSG per 50 milioni di euro, stava iniziando a suscitare una certa insofferenza con questa sua presenza felpata, discreta, educata, lontana dall’arrevuoto promesso con la maglia del Rennes. Questo è il destino dei treni dell’alta velocità: ci accorgiamo di loro soprattutto quando sono in ritardo metaforeggia José Barroso su L’Équipe. Nelle ultime settimane Doué ha dimostrato perché Luis Enrique ha insistito così tanto per averlo. 

C’è del talento poliedrico in lui, sulle fasce o in prima linea, senza trascurare l’impegno difensivo. C’è soprattutto questo benedetto primo tocco, che offre grandi prospettive a una squadra come il PSG, costantemente alla ricerca di qualcosa che produca uno squilibrio fatale

Per la sua quarta partita da titolare in Ligue 1, il 19enne ha servito un assist a Ousmane Dembélé per il primo gol dopo aver lasciato sul posto l’intronato Maitland-Niles, cinque minuti dopo si è preso il rigore segnato da Vitinha. Finalmente fa danni – scrive il giornale francese – ed è ancora decisivo, come martedì a Salisburgo, dove ha segnato un gol e ha servito un assist partendo dalla panchina.

30  I record del mondo battuti tutti insieme nell’edizione dei Mondiali in vasca corta terminati ieri a Budapest. Undici sono arrivati dalla sola Gretchen Walsh, nove individualmente e due con le staffette USA. Quattro li ha battuti Regan Smith [3+1] e quattro pure Luke Hobson [2+2], tre individuali per la canadese Summer McIntosh e per lo svizzero Noè Ponti. Storico Jordan Crooks delle Isole Cayman, primo uomo a nuotare i 50 stile libero in meno di 20 secondi [19.90], se fossero altri tempi il cinema gli darebbe il ruolo di nuovo Tarzan. Ci sono stati pure quattro ragazzi russi con il miglior crono di sempre nella 4×100 misti [Miron Lifintsev, Kirill Prigoda, Andrei Minakov, Egor Kornev], sotto le spoglie di Atleti Neutrali Autonomi. Sono stati cancellati gli ultimi record stabiliti in vasca corta con i costumi in poliuretano nel biennio 2008-2009. Ora ne restano altri 8 in vasca lunga, 7 sono maschili. Hanno vita breve. 

 

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