Lo Slalom del 1 novembre | Cosa leggere, sapere e vedere

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  • IL TEMA. Le conseguenze sullo sport delle devastazioni di DANA; la MotoGP si chiede se è morale correre a Valencia
  • EUROGOL. Forse lo United prende Amorim per fare un dispetto al City SPAGNA: Flick ha rigenerato Lewandowski FRANCIA: La riforma del calcio studiata in Senato
  • DISCUSSIONI. Il rugby apre la stagione degli esperimenti. PERSONE  Tupou Vaa’i domani a Twickenham con gli All-Blacks: gioca a rugby nel ricordo del suo fratellino morto annegato a 7 anni sotto i suoi occhi
  • TENNIS. A Paris-Bercy tutti i grandi stanno pensando al Masters. O alle vacanze
  • La guida ragionata allo sport in tv
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VENERdì 1 NOVEMBRE 2024
#1 giornO alle finali WTA

 

Dei mali della vita ci si consola con la morte, e della morte con i mali della vita

Arthur Schopenhauer

 

IL TEMA

Le conseguenze sullo sport delle devastazioni di DANA

La MotoGP si chiede se è morale correre a Valencia

 

  La Spagna ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale per le devastazioni di Dana. Il bilancio ancora provvisorio è di oltre 150 morti e centinaia di dispersi. Le piogge si stanno spostando nella metà occidentale dell’Andalusia, nel basso Ebro e nelle isole Baleari. A Valencia stanno lavorando per riconnettere il paese al più presto con i territori danneggiati dalla piena e si preoccupano di difendere dallo sciacallaggio le case abbandonate dalle persone durante la fuga. Ci sono polemiche per la gestione dei soccorsi e c’è un riflesso adesso che riguarda lo sport. 

Valencia è la città che avrebbe dovuto ospitare l’ultima corsa per il Mondiale di MotoGP, probabilmente la tappa decisiva nel duello tra Francesco Bagnaia e Jorge Martin. Le chance che il circuito possa reggere l’impatto con la gigantesca macchina del motomondiale sono pochissime, ma al di là dell’organizzazione si pone soprattutto una questione morale, come hanno sottolineato ieri i piloti stessi in conferenza stampa. 

El Pais racconta che la cittadina di Cheste, la più vicina al circuito, è isolata da mercoledì a mezzogiorno dalle sue strade principali, l’accesso è possibile solo tramite vie secondarie. Il sindaco José Morell dice che le comunicazioni sono molto complicate, così come la fornitura elettrica, la rete telefonica, internet. Secondo la testimonianza resa a L’Équipe da Jérémy Guardoni, pilota endurance francese residente a Valencia, la strada che dà accesso al paddock è squarciata per più di venti metri. I parcheggi sono distrutti. Non esiste la possibilità di tenere una corsa davanti a un pubblico. Gli alberghi della zona sono in difficoltà. 

Ma poi una finale è una festa, ha detto Francesco Bagnaia, e che festa vuoi fare in un posto dove stanno contando i morti e cercano i dispersi. Anche per Marc Marquez è inimmaginabile che si svolga il GP di Valencia, dice che ci sono cose più importanti da fare che mettere a posto un circuito per le moto, quando vedi tutta questa gente che non ha più un tetto sopra la testa e che ha perso tutto. Jorge Martin sostiene che per rispetto delle vittime, la finale deve svolgersi da un’altra parte. Tutti sono d’accordo che non sarebbe giusto cancellare la corsa e arrivederci, ci vediamo l’anno prossimo. Non sarebbe giusto, insiste soprattutto Bagnaia, che deve rimontare 17 punti a Martin per rivincere il titolo. 

 

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  EUROGOL 

Forse lo United prende Amorim per fare un dispetto al City

 

  Era dai tempi di Cristiano Ronaldo che l’Inghilterra non parlava tanto di un portoghese. Rubén Amorim è atteso in panchina al Manchester United dopo la prossima sosta per le nazionali, ma è giù dovunque, nei titoli, nelle discussioni, nelle speranze, nelle obiezioni. Stamattina ne scrive anche Jamie Carragher sul Telegraph facendo notare che qualunque influenza positiva dovesse avere nel breve termine sulla squadra sarà irrilevante”, e lo sarà fino a quando non riuscirà a trasformare il club in un pretendente alla Premier e alla Champions

Nella sua rubrica settimanale per il Telegraph, l’ex difensore fa notare che chi arriva al Manchester United si giova sempre di una buona dose iniziale di entusiasmo. Riesce finanche a portare a casa qualche trofeo. Louis van Gaal ha vinto la Coppa d’Inghilterra nel 2016. José Mourinho la Coppa di Lega e l’Europa League nella sua prima stagione. Ole Gunnar Solskjaer ha raggiunto la finale di Europa League e si è piazzato al secondo posto in Premier nel 2021. Lo stesso Erik Ten Hag ce l’ha fatta, con la Coppa d’Inghilterra dello scorso maggio.

Ma non è questa la sfida, ammonisce il Telegraph. L’entusiasmo iniziale a un certo punto scema e lascia spazio all’incostanza, finché la spirale discendente e la distanza dalle avversarie diventano insostenibili. Amorim porterà senz’altro una scossa di benessere a breve termine. I nuovi manager dello United sono tutti accolti come una boccata d’aria fresca e in genere non c’è molto lavoro da fare per far sì che la squadra migliori molto rapidamente. È uno dei motivi per cui il lavoro allo United è così allettante: ogni allenatore di alto livello ha guardato le partite degli ultimi 15 mesi e crede di poter organizzare lo stesso gruppo di giocatori per ottenere prestazioni molto migliori

La vera sfida è reggere, arrivare dopo 18 mesi a giocarsi il campionato. È qui che il tenore delle valutazioni si fa più spesso e profondo. Carragher fa notare che Amorim è tra gli allenatori della nuova generazione che schierano tre difensori centrali: come Xabi Alonso al Bayer Leverkusen e Simone Inzaghi all’Inter. Il mio sospetto – dice – è che sia uno dei motivi per cui il Liverpool alla fine gli ha preferito Slot. L’olandese difende con la linea a quattro, quindi la transizione sarebbe stata più facile per la squadra ereditata. Ashworth e Wilcox hanno considerato il cambio di stile da Ten Hag ad Amorim come un potenziale problema per lo United? O hanno raggiunto un punto per cui questa preoccupazione è secondaria?

Non dovrebbe essere secondaria, lascia intendere Carragher, perché quasi mai l’arrivo di un nuovo allenatore porta con sé un cambio massiccio di uomini nel suo spogliatoio, quindi scordatevi l’idea che otto o nove degli attuali titolari siano scaricati alla prima occasione. Se Amorim diventerà il primo allenatore dello United da Alex Ferguson a durare oltre il terzo anno, Jim Ratcliffe potrà dirsi sicuro di aver trovato l’uomo giusto per il lavoro. Ma fino a quel giorno: hai voja. 

James Gheerbrant sul Times anticipa sul Times che le idee tattiche di Amorim potrebbero essere una pessima notizia per Bruno Fernandes. Nel 3-4-3 di Amorim, considerando anche Marcus Rashford e Alejandro Garnacho, dove si collocherebbe il capitano?. Martin Samuel, ancora sul Times, a questo punto si spinge a chiedersi: Amorim è davvero l’allenatore migliore per il Manchester United, oppure lo prendono per fare un dispetto al Manchester City? Eh sì, perché Amorim era sulla lista della proprietà emiratina come possibile sostituto di Pep Guardiola. L’arrivo di Hugo Viana nel ruolo di nuovo direttore sportivo aveva dato fiato alle trombe, Turchetti. Il fatto che Amorim piacesse al Manchester City lo ha per caso reso più attraente? Negare al City la sua prossima mossa fa parte dell’attrazione? Ricordate – scrive il Times – quando si disse che personaggi di spicco dello United avessero contattato Cristiano Ronaldo per dirgli che non poteva proprio andare al City nel 2021? Non si è rivelato certo l’astuto stratagemma immaginato, non è vero? Amorim deve pure sapere che andare allo United praticamente mette fine a ogni possibilità che lui diventi un giorno l’allenatore del City

▥   Intanto Van Nistelrooy si sta godendo questo lampo da protagonista. Il 5-2 sul Leicester in Coppa di Lega è stata l’occasione per mettersi in vetrina, scrive il Guardian: Il manager ad interim conosce il suo destino e i tempi stretti del suo incarico. D’altra parte è per lui un’opportunità di dimostrare il suo valore come membro dello staff tecnico

 

    SPAGNA

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Flick ha rigenerato Lewandowski

Non sempre a suo agio con Xavi allenatore del Barça, Robert Lewandowski ha ritrovato tutta la sua efficacia all’inizio della stagione. Il merito viene attribuito dalla stampa spagnola ad Hansi Flick, che aveva lavorato con l’attaccante già al Bayern Monaco. Con 14 gol in 11 giornate, Lewandowski ne ha sette di vantaggio su Ayoze Perez in classifica marcatori, otto su Kylian Mbappé e Raphinha, ma soprattutto è a soli cinque gol di distanza dal suo totale della scorsa stagione. Il suo linguaggio del corpo, fa notare invece dalla Francia L’Équipe, è lontano da quello mostrato solo pochi mesi fa. L’arrivo di Flick ha messo fine a tutte le polemiche. Mentre con Xavi il rapporto oscillava tra l’ottimo e il mediocre, con Flick è quasi filiale.   

 

  FRANCIA

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La riforma del calcio studiata in Senato

Com’è successo in Inghilterra, com’è successo in Italia attraverso l’emendamento Mulè, anche in Francia la politica si sta accostando al calcio con l’intenzione di riformarlo. Dopo sei mesi di lavoro, una sessantina di udienze, un sopralluogo presso la sede della Ligue 1, una commissione d’inchiesta del Senato si è data per obiettivo la fine dei conflitti di interessi e la lotta alla pirateria. Ha prodotto un rapporto di 132 pagine con 35 raccomandazioni presentato l’altro giorno con l’obiettivo di migliorare la governance e rafforzare la regolamentazione. La commissione è guidata dai senatori Laurent Lafon (UDI) e Michel Savin (LR). 

È stato votato all’unanimità, indipendentemente dalla sensibilità politica dei suoi membri. Molte delle sue proposte e delle sue obiezioni guardano esplicitamente al funzionamento della Ligue e alle responsabilità del suo presidente Vincent Labrune. I senatori auspicano che le loro raccomandazioni prendano la forma di un disegno di legge transpartisan per andare in aula nella prima metà del 2025. Il Senato ritiene che il ministero dello sport e la federcalcio francese non abbiano svolto adeguatamente il loro ruolo di controllo sulle azioni della Lega, andando contro la natura giuridica della sotto-delega statale. Nel rapporto si parla di disfunzioni profonde e di visione a breve termine”.

Libération sottolinea che Vincent Labrune è personalmente preoccupato dal rapporto dei senatori. Dopo le polemiche sull’aumento del suo stipendio da 420.000 euro a 1,2 milioni all’anno – ora ridotto del 30% – la commissione vuole stabilire un tetto simile a quello esistente per le aziende pubbliche, da 450mila euro

DISCUSSIONI

Il rugby apre la stagione degli esperimenti

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  Sono giorni di grosse riflessioni intorno al rugby in Inghilterra. La visita di domani degli All-Blacks a Twickenham ha fatto quest’effetto, oltre che innescare un dibattito sulla attualità della haka. Stamattina sul Guardian Andy Bull ragiona sui trent’anni compiuti dal rugby moderno, inteso come rugby professionistico, annunciato da Louis Luyt, presidente della South African Rugby Union, dopo che il suo paese aveva ospitato la Coppa del Mondo. Luyt fu la prima figura significativa nel suo sport a dire ad alta voce quel che gli altri dicevano a sussurri. Ci vollero altri 12 mesi per partire davvero. 

Trent’anni non sono tantissimi, fa notare il Guardian, eppure il rugby è allo stesso tempo sia così vecchio che nessuno sa esattamente quando sia stato giocato per la prima volta, sia così giovane da non sapere ancora cosa sarà da grande

Il Guardian dice tutto ciò alla luce delle modifiche nel regolamento proposte qualche settimana fa: qui su Slalom le abbiamo sintetizzate come l’ingresso nel perimetro di Sportify. 

Le partite internazionali del fine settimana [Inghilterra contro Nuova Zelanda e Scozia contro Figi sono le prime degli ultimi Test autunnali. Nel 2026 dovrebbero essere sostituite da un Nations Championship biennale, una competizione con 12 squadre che sarà decisa da una finale tra le migliori squadre dell’emisfero settentrionale e meridionale. I Test d’autunno sono carichi di attenzione perché sono i primi in cui si sperimenta la nuova norma del cartellino rosso: i giocatori che sono stati espulsi possono essere sostituiti dopo 20 minuti [in alcuni casi]. I neozelandesi sono i principali sostenitori della svolta: sono convinti di aver perso l’ultimo Mondiale per colpa di un’espulsione. Meno entusiasta dell’idea è la Francia, l’unico paese al mondo – fa notare il Guardian – in cui il gioco di club prospera e dove i dirigenti locali hanno un’idea su come far crescere lo sport. Dunque: non avvertono alcun bisogno di cambiare. 

Mark Robinson, amministratore delegato di New Zealand Rugby dal 2020, sostiene invece che le riforme porteranno più spettacolo e più sicurezza, dove per riforme intende sia l’introduzione del rosso a tempo sia il nuovo torneo con il nuovo format. Dice che bisogna essere in sintonia con i tifosi e i tifosi «vogliono partite più veloci, di durata più breve, con regole più semplici». Sportify.  Andy Bull sul Guardian fa solo notare che ascoltando tutti questi dirigenti – e la cosa non  vale solo per il rugby – pare che siano tutti molto interessati a cosa desiderano i tifosi, assai meno a cosa potrebbero desiderare i giocatori, anzi di cosa hanno bisogno per divertire gli spettatori.

 

PERSONE  Tupou Vaa’i

Dentro la partita della Nuova Zelanda a Londra c’è la storia di Tupou Vaa’i, intervistato dal Guardian alla vigilia. Giocare per gli All Blacks, dice, è un modo per dimostrare l’amore per suo fratello. Le cose sono andate così. Negli anni ’90 i genitori di Vaa’i, Susana e Ueini, si sono trasferiti dalla piccola isola di Tonga di ‘Eua in Nuova Zelanda, in cerca di una vita migliore per tutta la famiglia. Dovevano lavorare senza sosta per arrivare a fine mese con nove figli seduti a tavola. Vaa’i è uno di nove, tra sei sorelle e solo un fratello maggiore, Tevita. Ma Tevita aveva appena sette anni quando annegò mentre nuotava in un ruscello nei dintorni di casa. Fu Tupou [pronuncia Doo-po] a dover correre a casa per dare la brutta notizia al padre. 

Quattro anni fa la sua videochiamata a casa per avvertire che stava diventando un All Black è diventata… è diventata… è diventata… [mmm… niente… non esce] – la sua telefonata è stata molto diffusa e condivisa in rete. «Ci furono molte lacrime di gioia e anche di sollievo perché tutto il duro lavoro era stato ripagato». Tupou ora ha 24 anni e dice di giocare a rugby per il fratello perduto. «Mi ha dato un motivo quello che faccio. Tratto i giocatori più giovani della squadra come dei fratelli minori. È qualcosa che non ho sperimentato davvero quando ero più piccolo, ma sento che si tratta di un bel modo per dimostrare il mio amore per mio fratello»

  TENNIS

A Paris-Bercy tutti i grandi stanno pensando al Masters. O alle vacanze

 

    E se prima erano in cinque a ballare – tutti Galli – adesso è rimasto uno a ballare senza i Topi. Parigi-Bercy è quel torneo mai vinto da Borg, mai vinto da McEnroe, mai vinto da Connors, mai vinto da Nadal. Arriva a fine anno, ultimo appuntamento medio prima del Masters e chi s’è già qualificato per le finali prende fiato. Così Jannik Sinner si è arreso a un virus, Medvedev a un australiano, ieri sera Carlitos Alcaraz a uno dei cinque francesi passati agli ottavi di finale, Ugo Humbert, un nome tra letteratura e fumetto, alla prima grande vittoria, la più bella in assoluto della sua carriera, e di gran lunga, dice Eurosport France. Stamattina l’Équipe gli ha dedicato l’intera prima pagina perché è rimasto il solo in corsa. Gli altri quattro: tutti fuori. 

Laurent Vergne per Eurosport France dice: Davanti a un pubblico tutto dalla sua parte, ha prodotto un tennis di straordinaria qualità. Che sia la genesi di qualcosa o meno, lo dirà il futuro, intanto qui e ora, nel calore di Bercy, ha vissuto qualcosa di grande

Una vittoria su cinque. Ma che impresa commenta Le Parisien parlando di una prestazione clamorosa che lo porta in una nuova dimensione e gli apre le porte di un’alta classifica

  Le Monde la butta in politica e scrive che Germain Roesch è l’outsider che vuole porre fine all’autocrazia della Federazione francese di tennis. Il capo della sezione dell’Ile-de-France, la più grande per tesserati e numero di voti, intende sbarrare la strada a Gilles Moretton, candidato nel mese di dicembre alla rielezione alla guida della potente federazione, la più ricca del paese con 490 milioni di fatturato nel 2024. Moretton si è detto spiazzato da questa candidatura, arrivata nel pieno di quella che Le Monde chiama una grave crisi sociale che mette in discussione la sua governance. Alcune inchieste giornalistiche hanno rivelato un ambiente tossico. Con una lettera aperta, nel mese di febbraio, un centinaio di dipendenti hanno denunciato le loro condizioni di lavoro e il clima all’interno della federazione. Successivamente, in primavera, la società indipendente Technologia ha redatto un rapporto rivelato a metà agosto da Mediapart, nel quale si denunciano pratiche autoritarie, comprovate situazioni di sofferenza sul lavoro e perfino un presidente percepito come autoritario, brutale

 

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