Il ciclismo È diventato ufficiale che Tirreno-Adriatico (dall’11 al 17 marzo) e Milano-Sanremo (21 marzo) sono rinviate a una data non ancora identificata. Pier Bergonzi su la Gazzetta dello sport, giornale organizzatore, scrive: “Facile dire che la decisione presa ieri sia giusta quanto inevitabile. Al conto dei contagi e delle morti si è aggiunta l’ostilità delle squadre che non volevano correre da noi. Non c’era altra via. Adesso, però, tutti quelli che hanno a cuore le sorti del ciclismo, anzi dello sport in generale devono pensare a dove ricollocare, in questa stagione, la Sanremo e le altre gare rinviate. Il governo (dovrà ricordare anche il prezzo che lo sport sta pagando…) farà la sua parte come ci assicura il ministro Vincenzo Spadafora”.
Giovanni Battistuzzi su il Foglio sportivo ragiona sul fatto che “il ciclismo si ritrova all’interno di un limbo che si scivola sempre più verso un mesto abbandono della speranza di un rapido ritorno alla normalità. D’altra parte la bicicletta, sia essa mezzo di competizione o di semplice trasporto, si muove nella quotidianità, attraversa i luoghi di tutti i giorni, scorre verso panorami comuni, aperti a chiunque. Per questo il ciclismo è esposto più degli altri sport agli eventi inaspettati”.
Alessandra Giardini su Corriere dello sport-Stadio considera: “Il ciclismo paga quella che è la sua bellezza: non sei tu che devi andarlo a cercare, ma è lui che si muove, che passa veloce da una città all’altra, da una regione all’altra, da un Paese all’altro. In questo momento il suo segreto è anche la sua debolezza: uno sport che si sposta, che va in mezzo alla gente, che per tradizione è inclusivo, promiscuo, dove si viaggia insieme, si mangia insieme, si parla con tutti i corridori del gruppo fino a un minuto della partenza, ci si mescola, ci si tocca, si sta fianco a fianco, in questo momento è troppo rischioso”.
| in Francia Qualche chilometro oltre il confine però si corre. Nibali ha annunciato su twitter la variazione ai suoi programmi: “Con rammarico, devo posticipare il mio debutto in Italia. Mi auguro di cuore che la situazione migliori il prima possibile in tutto il nostro bel paese. Per proseguire il mio percorso verso il Giro d’Italia, domani volerò in Francia dove, da domenica, correrò Paris-Nice”. Una gara che si tiene con misure eccezionali. Scrive Marco Bonarrigo su Corriere della sera: “Niente foglio firma in partenza, niente premiazioni, pubblico mantenuto a distanza da doppie transenne, divieto per i corridori di lanciare borracce ai tifosi” Secondo Pier Augusto Stagi su Il Giornale i francesi “procedono spediti o così vogliono far credere, non si sa bene se per maggiore lucidità o miopia. Visione o incoscienza”. Giorgio Viberti su la Stampa si domanda “se siamo noi italiani a dipingere il mostro più brutto di quanto sia o i cugini francesi a snobbare il pericolo Covid-19”.
Le Strade Bianche la corriamo su Zwift
I giorni della realtà virtuale Nello sport più colpito dal Covid-19, quello che non può certo tenere le sue gare a porte chiuse, a porte chiuse i professionisti si stanno attrezzando per proseguire in qualche modo la loro attività. Marco Bonarrigo scrive su Corriere della sera che “ancora in quarantena dopo l’Uae Tour nel loro albergo di Abu Dhabi (dove sono arrivati i rulli su cui montare le bici) i francesi di Cofidis e Groupama riproducono pedalando al simulatore le corse cui non possono partecipare, condividendoli con i cicloturisti sulle piattaforme social. Vista sul monitor di una bici stazionaria la salita del Poggio non sarà il massimo della vita ma è sempre meglio del riposo forzato”.
Il bello arriva dalla Mitchelton-Scott, una delle squadre che si era cancellata dalle corse italiane prima che fossero annullate. Nel periodo senza competizioni ha lanciato quella che chiama “Bike Exchange” sulla piattaforma Zwift, in sostanza un programma di videogame, con allenamento fisico. Consente agli utenti collegati di interagire e anche di gareggiare tra loro nella realtà virtuale. Ecco. La Mitchelton mette così in gara su un percorso sterrato, di ghiaia, i suoi corridori Simon Yates, Daryl Impey e la olandese campionessa del mondo Annemiek van Vleuten non su strada, ma su Zwift, domani alle 11 del mattino ora europea, “per rendere omaggio alle Strade Bianche”, la corsa toscana cancellata.
Nel numero di Équipe Magazine del 21 febbraio scorso, il giornalista francese Nicolas Comte ha raccontato ai lettori la sua esperienza su Zwift, “così preso dalle mie cose che a volte mi chino di lato quando mi avvicino a una curva”. Ha scritto: “Se hai le gambe, puoi permetterti di gareggiare contro Cavendish, Barguil, Thomas, Greipel, De Gendt, Boasson Hagen”. Il norvegese è il più attivo di tutti, “ha corso più di 18.500 km sul contatore Zwift, e i corridori spesso ignari delle sfide che gli ho lanciato dal mio soggiorno”.