Bella questa palla al centro, sembra rugby

  Bello questo football, sembra rugby. Sembra di essere quasi tornati all’Ottocento, prima che per un caso fortuito quel solo sport si scindesse in due, da una parte gli omoni che giocano con le mani, dall’altra i signorini che invece usano i piedi. Uno guarda gli Europei e finisce dentro una specie di macchina del tempo che fonde i gesti.

La palla al centro, per esempio. Ecco. Prendiamo la palla al centro. La prima del torneo l’ha giocata la Germania contro la Scozia, terra appunto più di rugbisti che di calciatori. E come l’ha giocata? Come nel rugby, con un lungo kick verso una zona lontana del campo. Kai Havertz aveva a portata di piede la dolcezza dei creativi Florian Wirtz  e Jamal Musiala, aveva di fianco la razionalità di Ilkay Gundogan, e invece che ti combina quel satanasso [chissà se sin dice ancora nelle strisce di fumetti: satanasso]? Ti combina che calcia verso il terzino sinistro Maximilian Mittelstadt, guidando una carica dritta dritta al cuore dell’area di rigore scozzese. Quando la palla è caduta laggiù, dove potranno toglierci tutto, ma non ci toglieranno mai la libertàààà, ci sono voluti due rimbalzi un po’ frenetici per allontanarla e sventare il pericolo. Una cosa così antica che ti viene in mente l’Aronica Braveheart di Mazzarri.

Uno pensa: sarà un caso. Invece no. Il primo gol preso da una delle Nazionali dell’élite è arrivato a questo modo qua, e la Nazionale colpita era l’Italia. Palla al centro dell’Albania, tiro laterale a cercare la touche, e dalla touche di Dimarco siamo passati al touché, poff, patatrac, una serie di onomatopee che hanno portato al gol.

The Athletic allora racconta che diavolo sta succedendo sotto i nostri occhi a Germania Euro 2024, dove 14 squadre su 24 hanno calciato la palla al centro così, lunga, verso l’area di rigore altrui, un altro schiaffo al calcisticamente corretto del passaggio corto, breve, laterale, posteriore, palla dentro, palla fuori, tic, toc, tiki taka. Un calcione e via, Per gli scettici e i santommaso, The Athletic allega pure questa meravigliosa mappa della caccia al tesoro, dove il tesoro è una rimessa laterale sotto l’area avversaria.

 

 

È una strategia usata regolarmente in Premier League dalle prime due in classifica, il Manchester City di Pep Guardiola e l’Arsenal di Miki Arteta, due nomi che sono due certificati di appartenenza al canone egemone dell’ultimo decennio. Eppure. Contaminarsi, mescolarsi, aggiornarsi: così si evolve. Il calcio lungo, il kick rugbistico, è una specie di omaggio alle antiche scarponerie da partita fra amici al campo Astroni. 

“I calci senza meta – scrive The Athletic – possono sembrare la reliquia di un’epoca passata nel calcio di oggi, in gran parte costruito sull’idea di una battaglia continua tra una squadra che fa pressing alto e l’altra che cerca di trovare lo spazio per uscire, eppure questo approccio più rudimentale è tornato di moda“.

  COSA FANNO QUELLE CHE NON LO FANNO

Altre squadre si sono date una via alternativa per iniziare la partita. L’Inghilterra ha svuotato l’intero cerchio del centrocampo mentre Jordan Pickford si alzava per giocare con Harry Kane. La Polonia aveva cinque giocatori schierati sulla fascia opposta, ma ha usato quella disposizione come una trappola, era un’esca, per una giocata diversa affidata a Piotr Zielinski. L’Austria ha tentato una cosa raffinata, una specie di routine tra la ginnastica ritmica senza nastri e la pallanuoto senza l’acqua, una sofisticata combinazione di passaggi nel cerchio centrale del campo, prima di provare a lanciare la palla sopra la testa dei francesi, i quali non si sono affatto spaventosi giacché nella loro storia hanno avuto gente che le teste le tagliava. 

Ora, tenetevi forte: The Athletic definisce l’Italia come “i puristi del possesso palla” e racconta che ‘sti puristi un tempo detti catenacciari hanno posizionato cinque giocatori sulla linea di metà campo per dare l’impressione che stessero andando diretti verso l’orizzonte e oltre, con Alessandro Bastoni che ha fermato la palla davanti a Riccardo Calafiori come per offrirgli un tiro, “ma era un travestimento”, ohibò quante ne sanno ‘sti puristi, un travestimento per costringere l’Albania a indietreggiare e prendersi spazio per costruire. 

È interessante quel che dice Aaron Briggs, era al Manchester City come analista, ha lavorato all’Arsenal e più recentemente è stato vice allenatore al Wolfsburg. Oggi lavora come consulente presso la UEFA per monitorare le tendenze tattiche a Euro 2024 e questo è un tema che ha visto emergere. «Il calcio d’inizio è un momento davvero strano nel calcio perché è l’unico momento che assomiglia a una partita di rugby – eccolo qua – con entrambe le squadre sistemate su entrambi i lati della palla». 

Par di capire che la strategia più conveniente sia scaricare prima la palla sul portiere e affidare a lui il lancio lungo, anziché andare lungo direttamente dal cerchio di centrocampo, perché così più uomini possono conquistare la profondità nell’altra metà del campo.

«Nei corsi per allenatori – spiega Briggs a The Athletic – è stato dimostrato che quando le squadre giocano corte, finiscono per andare sotto stress e alla fine calciano lo stesso lungo, tanto vale farlo prima». Ora, senza mettere il caro davanti ai buoi, chissà che non fra 10 anni non parleremo di questo schema come del primo elemento che ha decostruito la costruzione dal basso. Il Marsiglia ha fatto qualcosa del genere nella stagione 2017-18 – quando arrivò alla finale di Europa League – calciando la palla direttamente nell’angolo più lontano, senza che gli attaccanti andassero a lottare per prendersela. Rugby purissimo.

La regola 50 comma 22 prevede che se la squadra in attacco calcia il pallone dalla propria metà campo e questo rimbalza all’interno della linea delle 22 yard prima di uscire, allora la rimessa laterale viene assegnata alla squadra che ha calciato, non a quella avversaria. Il calcio non prevede questa stessa ricompensa, ma consente di portare immediatamente il gioco in una zona sensibile, facendo a meno di qualche decina di passaggi orizzontali, il giro-palla per cercare spazi, la palla che va dall’attaccante al centrocampista centrale, dal centrocampista centrale al terzino, dal terzino al topolino che al mercato mio padre comprò.

Oh, poi magari succede che contro la Croazia, l’Albania la batte corta e ciao. 

MERC 19 GIU ORE 15

 

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