| A pochi giorni dalla partita di apertura dell’Inghilterra contro la Serbia, la polizia tedesca si sta preparando alla prospettiva di gravi disordini. È la partita descritta più ad alto rischio nel torneo. Il Telegraph rivela che alla polizia tedesca risultano in arrivo a Gelsenkirchen circa 500 ultrà di Belgrado. Ben Rumsby racconta allora chi sono “gli hooligans più feroci che i tifosi inglesi possano affrontare da quando sono stati attaccati dai russi agli Europei di otto anni fa”.
E niente, non c’è verso di parlare di una bella sforbiciata, d’altra parte Rooney non gioca più. Tra inglesi e serbi esistono dei precedenti, tipo Manchester City-Stella Rossa in Champions League a dicembre. Il Telegraph parla di mix tossico in arrivo e ha sentito “un esperto di cultura ultrà serba, che ha chiesto di non essere identificato”. Avverte che gli inglesi potrebbero trovarsi in inferiorità numerica alla partita di domenica.
«Dobbiamo anche considerare – dice – che in Germania vive una grossa fetta di figli della diaspora serba. C’è un enorme interesse ad assistere alle partite. La Uefa ha riservato loro 10.000 biglietti e ci sono state circa 30.000 richieste per ogni partita. Sono già tutti venduti e sicuramente non saranno solo 10.000. I serbi sono pieni di risorse, avranno trovato un modo per ottenere anche i biglietti riservati al tifo neutrale. Saranno 15.000-20.000 per ogni partita della fase a gironi. Resta la domanda – dice – se questi tipi di serbi si comportano meglio degli ultrà oppure no. A volte succede che questo patriottismo, questo nazionalismo sia perfino maggiormente radicato in chi vive all’estero. Vogliono dimostrare di essere serbi».
Il Telegraph ricorda il precedente di Genova 2012, con il famoso Ivan Bogdanov detto il Terribile sugli spalti – e quello di Euro 2016 con l’apparizione del drone per la partita con l’Albania. A marzo, sottolinea il giornale inglese la nazionale serba è stata la prima d’Europa a giocare in amichevole contro la Russia messa al bando dall’inizio della guerra.
“I paralleli tra le due nazioni – dice Rumsby – non finiscono qui, la Serbia è accusata di scivolare verso un’autocrazia sotto il presidente Aleksandar Vucic. Vucic si è vantato di essere un sostenitore radicale della Stella Rossa in gioventù, più recentemente ha avviato un’apparente repressione dei legami tra gli hooligan e la criminalità organizzata. Un’operazione culminata in un procedimento penale in corso da tre anni fa, iniziato con l’arresto degli ultras del Partizan, accusati di aver utilizzato uno speciale bunker all’interno dello stadio per eseguire torture e decapitazioni, prima di smaltire i corpi utilizzando un tritacarne industriale”.
Il caso ha travolto il presidente della federcalcio serba, Slavisa Kokeza, costretto a dimettersi dopo essere stato interrogato dalla polizia sui suoi presunti legami con un gruppo accusato peraltro di aver pure complottato per assassinare Vucic. Kokeza ha bollato le affermazioni come bugie pericolose. Il Telegraph scrive che “negli stati balcanici dilaniati dalla guerra è stato permesso al teppismo di prosperare a tal punto che coloro che tentano di esporre la reale portata del suo impatto sul paese e sulla sua politica, lo fanno mettendo a rischio la propria vita. La giornalista investigativa serba Brankica Stankovic ha avuto bisogno della protezione della polizia per molti anni, quando il suo programma televisivo Insajder [Insider] ha mandato in onda una puntata su questo argomento nel 2009. Stankovic era ancora oggetto di minacce di morte fino all’anno scorso e i giornalisti di Insajder hanno rifiutato la richiesta del Telegraph di parlare, per paura”.