I biglietti per le partite dei tornei olimpici di calcio, sia quello femminile sia quello maschile, faticano ad andare esauriti. Ne sono stati stampati 2 milioni e mezzo, e un milione non ha ancora trovato un possessore.
A margine del passaggio della torcia olimpica del 9 maggio a Marsiglia, la ministra Amélie Oudéa-Castéra ha osato finanche lanciare un messaggio, con un linguaggio che Le Monde ha definito vivace. Deve aver detto più o meno: – Accattataville.
Dieci giorni dopo prevale la certezza che non è una brava venditrice. L’appello non ha prodotto effetti di rilievo. Sì, c’è stata una scossetta per le partite allo Stade-Vélodrome di Marsiglia, quelli al Parco dei Principi di Parigi sono esauriti, ma le vendite nelle altre sei città non reggono.
“Non c’è amore per il calcio” è la sintesi del quotidiano francese. È vero che “il calcio alle Olimpiadi non è naturale” e che i tifosi di calcio non mettono certo i Giochi in cima alla lista dei desideri, ma “non vendere tutti i biglietti avrebbe un impatto decisivo sul già precario equilibrio finanziario. Sebbene gli organizzatori non contassero sulla vendita del 100% dei biglietti delle partite di calcio per definire il proprio budget“.