La base dell’ottimismo è il puro e semplice terrore
Oscar Wilde
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Quelli che non hanno più fretta di rientrare
La lunga sosta dello sport e i recuperi di Federer, Froome, Durant, Zaniolo
Si sono infortunati, si sono operati, si erano rassegnati a una lunga lontananza dai campi e a un lungo periodo da spettatori di successi altrui. Invece lo sport si è fermato, e ora sentono di avere più margine per raggiungere gli altri, il livello perduto, per recuperare con più serenità.
Non lo ha nascosto Dave Brailsford, il grande capo del Team Ineos, nel parlare di Chris Froome ieri in una intervista al Times. Questo rinvio può favorire la sua ambizione di vincere la corsa a 35 anni per la quinta volta, dopo le maglie gialle vestite a Parigi del 2013, 2015, 2016 e 2017.
A giugno scorso, solo dieci mesi fa, Froome trascorse più di tre settimane in ospedale per essersi rotto il collo, il femore, il gomito, l’anca e le costole in un incidente avvenuto mentre si allenava per il Delfinato, la tradizionale corsa di avvicinamento al Tour de France. Perciò Brailsford dice che adesso «la prima cosa da pensare sul conto di Chris è wow, può allenarsi. Quello che sta facendo nella sua caverna – in palestra la mattina – tutto quello che sta facendo è semplicemente da pazzi. Penso che lui veda il rinvio come un’opportunità. Pensa di avere il tempo per potersi allenare più duramente degli altri e recuperare il tempo perduto. Ne sta approfittando».
Froome ha due record in testa. Un quinto Tour come Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain – essendo stati cancellati i sette di Armstrong – e la vittoria da più anziano nella storia della corsa. Il primato al momento appartiene a Firmin Lambot, che nel 1922 vinse a 36 anni e 4 mesi. Prima del 2021 non se ne parla. Sui social intanto Froome ha rivolto un pensiero ai medici francesi, come quelli che a Saint-Étienne lo operarono, postando una immagine della gamba infortunata.
Il ciclismo ha un altro grande infortunato nell’olandese Tom Dumoulin. La sua ultima corsa risale al 14 giugno 2019, sesta tappa del Delfinato, arrivò con 11 minuti di ritardo e il giorno dopo non sarebbe ripartito per un problema al ginocchio. Non ha più corso e dunque quando avverrà il rientro, sarà stato fermo più di un anno.
Davide Bernardini su Suiveur ha scritto: “A dire la verità, un dorsale alla schiena Dumoulin se l’è riattaccato. Era dicembre, la corsa una prova di mountain bike, il terreno la sabbia della spiaggia di Scheveningen, Olanda. Chiuse sesto, mai risultato fu meno importante e interessante. Tuttavia, il momento fu emblematico: Tom Dumoulin, uno stradista eccezionale, che a dicembre inforca una mountain bike per gareggiare su una spiaggia; per doveri contrattuali, veste ancora i panni di un corridore della Sunweb nonostante abbia già firmato per la Jumbo-Visma da diverse settimane; pedala su una Giant, ovviamente, e non su una Bianchi. È un momento di transizione: per un pomeriggio, Dumoulin si trova a pedalare nel nulla. Nei suoi pensieri, il corridore che fu e il corridore che sarà”.
Un altro che si prepara alla rimonta è Roger Federer, che non gioca dal 7 febbraio. La sua ultima partita fu il match for Africa, l’esibizione contro Nadal. Il 20 febbraio si è operato al ginocchio destro. La lunga assenza lo avrebbe fatto scivolare intorno alla 35esima posizione del ranking. Invece lo stop dell’attività ha congelato le classifica. Resterà il numero 4. Quando si tornerà in campo, lui alle soglie dei 39 anni che compirà in agosto – non gli toccheranno più – come temuto – avversari forti nei turni iniziali. Secondo Stan Wawrinka, «Roger Federer è ancora capace di vincere uno Slam», verosimilmente Wimbledon, ma allora bisognerà aspettare fino al 2021. Roger ha già annunciato che ci sarà nel momento in cui ha fatto slittare la sua Laver Cup all’anno prossimo, sempre a Boston. E poi nel 2021 ci sono le Olimpiadi che non ha mai vinto.
Nel nostro calcio chi può riscrivere i programmi di recupero è Nicolò Zaniolo. In un contrasto con De Ligt, il 12 gennaio scorso, si ruppe menisco e crociato anteriore del ginocchio destro. Nonostante i buoni propositi, gli auguri e l’ottimismo, la sua partecipazione ai campionati europei con la Nazionale pareva compromessa. Gli Europei sono slittati al 2021, il campionato e le Coppe non sono ancora riprese, la prossima stagione potrebbe avere una data d’avvio posticipata rispetto alle convenzioni.
Le tabelle di Zaniolo dunque guadagnano un po’ di respiro. I quattro mesi tutti di un fiato non sono più una necessità. “In casa ogni giorno cyclette, elastici e il fisioterapista della Roma Marco Esposito che lo segue con delle video sessioni. Lavora due ore al giorno, poi il ghiaccio” ha raccontato il Corriere dello sport qualche settimana fa. Secondo suo padre servirà un anno per riaverlo al massimo. Un anno: gennaio 2021. Chissà a che punto sarà il calcio.
Il grande infortunato in NBA è Kevin Durant, il fuoriclasse passato da Golden State a Brooklyn, senza riuscire a giocare ancora una partita con la sua nuova squadra. Si è rotto in estate: stagione finita senza neppure iniziarla per l’infortunio al tendine d’Achille. È stato operato e il suo rientro – nonostante l’ottimismo anche qui – aveva dei tempi incompatibili forse addirittura con le Olimpiadi di Tokyo. Tra i colpiti dal virus in NBA c’è anche lui. Ma i Giochi nel 2021 lo vedono in corsa per un posto nella Nazionale USA. Il suo manager Rich Kleiman ha confermato la intenzioni di Durant a Ben Golliver del Washington Post premettendo che andranno verificati per bene tutti i parametri.
Caeleb Dressel ha vinto sei medaglie d’oro ai Mondiali di nuoto nell’estate 2019 e sette nell’edizione di due anni prima. Aspettava i Giochi di Tokyo per aggiungere alla collezione le prime d’oro ai Giochi in gare individuali dopo le due vinte in staffetta a Rio. Aspettava Tokyo per vedere riconosciuta una dimensione cresciuta nell’ultimo quadriennio. Ne ha parlato in una intervista con Giulia Zonca per la Stampa. «C’è una piscina aperta a 45 minuti da dove vivo: ci vado una volta al giorno, da lunedì a giovedì per un numero limitatissimo di ore. Ma sto bene e non ho motivo di lamentarmi. Frequento un numero molto limitato di persone e non vedo i miei genitori da parecchio, incrocio qualche compagno di squadra, sto con il mio coinquilino e la mia fidanzata. Basta».
➣ Il nuoto allena alla solitudine? «Non sono una persona socievole, sto bene nella mia corsia, il nuoto di certo richiede una concentrazione solitaria e una ripetitività che possono essere utili adesso, anche se decisamente non mi sento a mio agio in questa situazione. Evito che mi sconvolga».
➣ Lei prega prima di tuffarsi, la religione adesso la aiuta? «Molto, mette in evidenza i valori. Le Olimpiadi saltate non sono certo la fine del mondo. Detesto quando mi dicono “mi dispiace”, come se avessi perso il mio momento. Non nuoto per le medaglie e comunque quelle che i Giochi assegneranno sono ancora tutte lì».
➣ Primo giorno post quarantena. Cosa farà? «Nuoterò. Mi manca la vecchia routine. … Prima aprivo gli occhi e correvo dentro alla giornata, ora sono rallentato. Penso di più, metto alla prova la mia testa. La alleno ma è inutile immaginare una realtà parallela, superiamo la crisi e vediamo. Magari non sarà proprio tutto sotto sopra».