La bulimia dell’atletica felice: il week-end dei fenomeni prima del tempo. Duplantis a La Stampa: «Sono un performer»

Nel giro di ventiquattr’ore l’atletica manda in scena la prima tappa della Diamond League nella Cina post-covid, il meeting di Nairobi, un festival della velocità in Florida, la Coppa del mondo di marcia che vale come qualificazione olimpica per la nuova specialità della staffetta, la maratona di Londra. Editoriale: gulp. Fine dell’editoriale. 

Giorgio Cimbrico ha scritto su Domani  che “in un evo neanche tanto lontano, il 20 aprile era la data che un atleta sceglieva per il primo assaggio, senza particolari ambizioni, giusto per verificare la condizione e valutare il lavoro invernale”. Siamo a meno di 100 giorni dai Giochi e l’atletica invece pare già in piena bulimia di sé stessa. “Lo sport va di fretta – dice Cimbrico – cambia, elimina quella che era una delle sue caratteristiche, il fascino dell’attesa: un evento dopo l’altro, senza sosta, nell’anticipo continuo di quel che verrà. Gli atleti guadagnano e allora meritino i loro guadagni, dicono i padroni del circo”. Anche nello sport che un tempo squalificava i dilettanti e che oggi mette in palio 2 milioni e mezzo di montepremi per chi salirà sul podio a Parigi. Una iniziativa di Sebastian Coe – forse già in campagna elettorale per il dopo-Bach al CIO. Non è piaciuta a David Lappartient, il capo del ciclismo – forse già in campagna elettorale per il dopo-Bach al CIO. 

 

    LE STELLINE DELL’ATTESA

Chi c’è da vedere oggi

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★★★★★ Il volo di Duplantis

Ogni volta che Armand Duplantis appare su una pedana, non si può escludere che sia un giorno buono per far cadere il primato del mondo di salto con l’asta. La Svezia lo porterà anche agli Europei di Roma in giugno, prima che ai Giochi.

Stamattina lo ha intervistato Giulia Zonca su La Stampa chiamandolo “una rockstar della pedana che senza «musica, rumore e delirio» non si diverte”. Avrà per avversari altri tre giovanotti che hanno passato i 6 metri, gli americani Nilsen e Kendricks, il norvegese Guttormsen. 

Duplantis dice che il suo rapporto con la misura, con l’idea di record del mondo, nel frattempo è un po’ cambiato. «Ho elaborato una visione semplice. Ho smesso di considerare l’obiettivo la misura più alta che esista, lo vedo come il personale. L’obiettivo che chiunque cerca in qualsiasi gara». Dice di avvertire la pressione, «sono realista, so che la gente è lì per vedermi, come minimo, tentare di toccare il cielo e quando non ci sono le condizioni avverto la delusione e sento salire un filo di depressione perché a quel punto a loro non interessa più. Mi vedo come un performer e voglio mettere su uno show mentre gareggio. Voglio sentire la gente: quando volo alto e arrivo dall’altra parte, oltre l’asticella, entro in un’altra dimensione e avverto il respiro delle persone sugli spalti. È come un superpotere, sento tutto amplificato, suoni, sensazioni, emozioni». 

 

★★★★☆  La prima di Barshim

Mentre Gianmarco Tamberi si allena in Turchia e dà bellissime interviste, in Cina si affaccia pure Mutaz Barshim nel salto in alto, contro il neozelandese campione del mondo indoor Hamish Kerr.  Sergio Arcobelli ha parlato con il qatarino che divise l’oro con Tamberi a Tokyo. Barshim si aspetta che il CONI scelga il suo gemello italiano come portabandiera e dice di aver approfittato in questi mesi «per prendermi una pausa per stare con la mia famiglia. Poi ho ricominciato ad allenarmi. Adesso sento che l’allenamento sta andando bene, quindi sono felice. Sono curioso di vedere quanto riesco a spingermi in alto. Ma siamo ancora ad aprile»

 

★★★☆☆ Coleman vs Kerley nei 100

Altri grandi duelli da Diamond League: Pedro Pichardo vs Hugues Fabrice Zango nel salto triplo, Christian Coleman vs Fred Kerley sui 100. È la prima uscita sullo sprint da distanza olimpica per l’oro mondiale di Glasgow sui 60. Sha’Carri Richardson è attesa nei 200, sui 100 ostacoli c’è la primatista del mondo Tobi Amusan, nei 5000 il primatista mondiale delle siepi Lamecha Girma. Se Mameli vi ruggisce dentro e chiede spiegazioni, dategli in pasto il nome di Gaia Sabbatini, iscritta nei 1500 metri. È annunciata la presenza della campionessa del mondo dei 10.000 Gudaf Tsegay, quella dall’argento mondiale dei 1500 Diribe Welteji, dell’oro mondiale indoor Freweyni Hailu. Sabbatini è alla prima uscita all’aperto. È la seconda italiana di sempre dall’estate scorsa, con il 4:01.24 corso a Chorzow.

 

★★☆☆☆ La nuova Vallortigara a Nairobi

Al meeting di Nairobi c’è più Italia: Elena Vallortigara nell’alto, alla prima uscita dopo aver scelto come coach Antonietta Di Martino; Fausto Desalu sui 200, Chituru Ali sui 100 dopo la finale mondiale sui 60 a Glasgow. Desalu avrà per avversario il ventenne botswano Letsile Tebogo, che in Kenya su questa pista ha vinto l’oro mondiale Under-20 nel 2021 sui 100. Ha già corso quest’anno in 19..94, Desalu in Sudafrica ha fatto un 20.40 e un 20.70.

 

★☆☆☆☆  I 100 di Tortu in Florida

In Florida, ancora sui 100 metri, Filippo Tortu si concede la seconda uscita stagionale al meeting Pure Athletics Spring Invitational di Clermont, batteria e finale un’ora e venti minuti dopo. Una settimana fa a Gainesville ha corso in 10.15, il suo miglior debutto delle ultime cinque stagioni. 

TV   |   13.00 Diamond League da Xiamen – su Rai Sport e Sky
15.00 Meeting di Nairobi di atletica – su Sky

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