L’America si è ripresa il giocattolo del baseball

Il baseball ripara i nostri guai, ed è una benedizione

Walt Whitman

 

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L’America si è ripresa il giocattolo del baseball

 

▻ I Giants prevedono percorsi obbligati all’interno di Oracle Park. I Dodgers apriranno lo stadio solo un’ora prima del primo lancio. Per andare a vedere gli Yankees, a New York bisognerà essere stati vaccinati o avere un test negativo nelle 72 ore precedenti la partita. Al Fenway Park di Boston, quando giocheranno i Red Sox, faranno dei controlli sanitari all’ingresso. I Colorado Rockies terranno chiuse le aree picnic a Coords Field, non si vendono noccioline né semi, niente. I Miami Marlins hanno usato i droni per sanificare lo stadio, i Seattle Mariners raggi ultravioletti e aria ionizzata. Gli Oakland Athletics vendono biglietti solo ai residenti in California. Nella maggior parte degli impianti, usati in molti casi per le campagne di vaccinazione, è vietato l’ingresso di borse e borsoni, con l’eccezione di quelle per pannolini. Ma la stagione del baseball americano inizia con un calendario completo di 162 partite per ogni squadra e inizia con il pubblico. 

In Texas perfino senza limiti. Il governatore li ha cancellati tutti, mettendo in fuga gli organizzatori dei convegni, spaventati, ma promettendo agli Houston Astros di avere i loro 20 mila spettatori e ai Rangers addirittura 40 mila per l’esordio a Globe Life Field, dopo i 12 mila arrivati nei giorni scorsi per un’esibizione. Al contrario, i Toronto Blue Jays, come successo ai Raptors in NBA, hanno dovuto lasciare il Canada e trasferirsi negli USA per dribblare le restrizioni di viaggio tra i due Paesi e i 14 giorni di quarantena previsti: inizieranno il campionato a Dunedin, in Florida, poi contano di spostarsi a Buffalo. Terry Francona, manager a Cleveland, dice che per i giocatori va tutto bene, passando da zero a qualsiasi cosa.

 

  Dopo aver vissuto la stagione più breve mai giocata dal 1878, con sole 60 partite in nemmeno 10 settimane e a porte chiuse, l’America ritrova da stasera il suo passatempo preferito, quello che fa dire a Joe Maddon dei Los Angeles Angels che «il baseball è un confine: torni a casa dal lavoro, un giorno qualsiasi, durante l’estate, accendi la radio o guardi la TV, e vedi la tua squadra preferita. Finisce la scuola, passa l’estate, torni a scuola, e il baseball c’è ancora».

Il baseball c’è sempre, di nuovo, la MLB al completo con 2 mila e 430 partite da oggi al 3 ottobre. Per Matt Snyder della CBS i favoriti sono ancora i Dodgers, tre volte in finale negli ultimi quattro anni ma con un solo titolo. I campioni uscenti non rivincono dal tris 1998-2000 degli Yankees a New York. 

Chi ne sa, indica in Mike Trout la stella del campionato. Pare che sappia fare tutto. In attacco e in difesa. Quando si parla di baseball, degli americani tendiamo a fidarci quasi come dei virologi in una pandemia. Altrimenti è la fine. Trout gioca a Los Angeles, ma non nei Dodgers, gioca negli Angels, che non vincono dal 2002. Trout è un Lebron James che si sta stancando di perdere dicono a Sky Sport. Il rivale è Mookie Betts, lui sì ai Dodgers, e anche nella Major League esiste una cosa più o meno definibile come NextGen, il cui segretario di partito viene individuato in Fernando Gabriel Tatis junior, dominicano che gioca con i San Diego Padres, figlio molto banalmente di Fernando Gabriel Tatís senior, l’unico giocatore nella storia della Major League ad aver colpito due grand slam in un inning. Qualunque cosa significhi. 

 

«L’anno scorso è stato uno sprint – ha detto Dusty Baker, manager degli Houston Astros, – non so se tutti fossero pronti, non dico solo nella nostra squadra ma ovunque. Così invece è più divertente». David Ross, manager dei Chicago Cubs, ha usato l’immagine delle ragnatele sui sedili negli stadi, per sospirare e accogliere questo ritorno a un principio di normalità dopo una stagione con un asterisco grosso così. Tyler Kepner sul New York Times ha scritto che solo per fortuna sono arrivate alle World Series la squadra con il miglior record, i Los Angeles Dodgers, contro la squadra con il secondo miglior record, i Tampa Bay Rays. Con la famosa ultima finale durante la quale Justin Turner venne mandato in campo nonostante gli esiti equivoci di un test e richiamato in fretta e furia negli spogliatoi a partita in corso. Era positivo, ma se ne andò lo stesso a festeggiare con i compagni, senza mascherina. Il Los Angeles Times la definì una macchia indelebile sul titolo. 

Nella sua newsletter Intelligencer legata al New York Magazine, lo scrittore Will Leitch parla di un’incredibile opportunità per uno sport che ha perso una quota di mercato considerevole e l’interesse del pubblico negli ultimi due decenni, e che quindi potrebbe sfruttare ogni possibilità. Mentre la decisione dei Texas Rangers di aprire il loro stadio al 100% della capacità non sembra saggia, quella di ogni altra squadra che permette di farlo a una porzione di tifosi, non sembra saggia lo stesso. Allora la domanda non è se i nostri stadi di baseball saranno pieni o meno quest’estate, ma la domanda è quanto presto succederà.

A questo punto, sostiene Leitch, non importa quanto vi interessi il baseball. A questo punto importa che di tutti gli eventi collettivi che non siamo stati in grado di vivere nell’ultimo anno, quelli di sport sono i più predisposti ad accogliere il ritorno della folla prima degli altri. Non vi sembra fantastico andare a una partita in questo momento? Non suona come la cosa più lussuosa e indulgente al mondo?

Il mese scorso, James Hamblin su The Atlantic ha scritto di come a periodi di intenso disagio siano seguiti momenti unici di catarsi collettiva o di risveglio. Perciò la prossima estate, secondo Leitch sarà tale e la Major League di baseball è in una posizione unica per beneficiarne. Proprio il baseball, leggiamo, che deve continuamente lamentarsi per aver perso la sua anima e perché il gioco non è così entusiasmante come una volta. Il baseball ha la tendenza a spararsi tra i piedi e ha buone opportunità per farlo ancora. Succede che a dicembre scadrà il contratto collettivo, si intravede già tensione tra i giocatori e i proprietari. Quanta pazienza si aspettano che avrà un tifoso medio per un braccio di ferro di lavoro in questo momento?.

Effettivamente.

 

in tv oggi ore 19 Sky Sport Arena: NY Yankees-Toronto | 22 Sky Sport Arena: Colorado-LA Dodgers

 

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