Dirige l’orchestra Xabi Alonso. L’occasione del Leverkusen

  Nessuno toglie lo scudetto al Bayern dal 2012. I titoli consecutivi sono diventati undici. I due punti di vantaggio del Bayer Leverkusen – quando manca il 41 percento del cammino – sono un gancio al quale appendere l’ipotesi che possa succedere di nuovo. 

Ma l’altra volta era diverso. Il Borussia Dortmund era la quarta squadra differente che nel giro di otto anni riusciva a movimentare l’albo d’oro. Arrivava dopo il Werder Brema, lo Stoccarda, il Wolfsburg. Il calcio tedesco stava uscendo da una crisi di sistema che aveva azzerato tradizioni e gerarchie, una tabula rasa nata da una decrescita. Il fallimento del gruppo televisivo detentore dei diritti aveva impoverito le casse dei club. La Bundesliga era il campionato del poco, senza neppure uno straniero di richiamo, ma dentro quel poco stavano rilanciando le Accademie, tutti ripartivano alla pari.

Ora no. Ora esiste uno squilibrio che è prima di tutto finanziario, un fuoco che si auto-alimenta nel calcio-bancomat delle coppe, più vinci più guadagni, più guadagni più scavi un solco con chi vorrebbe venire a prenderti. I foot-conomisti sottolineano che a Leverkusen spendono circa 80 milioni di euro all’anno per la squadra, a Monaco il solo Harry Kane guadagna 25 milioni. Secondo il rapporto finanziario della federazione tedesca, nel 2022 il Bayern aveva a bilancio ricavi per 712 milioni di euro, il Bayer poco più della metà. Questo significa potersi permettere un certo tipo di rosa. In Baviera hanno giocato cinque volte più partite in Champions League [1026 contro 198]. Thomas Müller e Manuel Neuer insieme, da soli, hanno più esperienza dell’intero Leverkusen, dove nessuno è titolare in una grande nazionale.

 

ARTEFICI

Xabi Alonso

In comune con quel Borussia Dortmund c’è il clamore che circonda l’architetto della squadra. Lo Jürgen Klopp di oggi è uno spagnolo passato in Germania da calciatore, e proprio sulla sponda egemone della Baviera. Xabi Alonso ha avuto per allenatori cervelli di calcio assai distanti fra loro, da Manuel Pellegrini a Rafa Benítez, da Carlo Ancelotti a José Mourinho, fino a Pep Guardiola quando è arrivato al Bayern. Anche per questo pende dalla sua parte l’hype – si dice così, no? [Pino D’Angiò]. 

Xabi Alonso ha trasformato il Bayer Leverkusen in un candidato al titolo in breve tempo. E sta confutando un insegnamento comune in Germania su ciò che fa diventare un buon allenatore ha scritto Die Zeit. In certi casi l’ammirazione rasenta l’idolatria. Granit Xhaka, svizzero, 31enne, arrivato in estate dall’Arsenal per guidare il gioco, in una intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung ha detto che in allenamento «Xabi Alonso a volte corre più di noi».  

Sta trasformando i pani del Nordrhein-Westfalen in pesci saporiti. Il suo portiere Lukas Hradecky ha parlato dell’aura che lo circonda alla Suddeutsche Zeitung e si è fatto sfuggire che gli pare «l’anno giusto per mettere fine alla tirannia». Senza offesa. 

I tiranni occupano la vigilia parlando di politica. Uli Hoeness, il presidente onorario del Bayern, ha ripetuto la sua preoccupazione per i sondaggi che misurano il consenso intorno all’AfD – il partito dell’estrema destra [su Spiegel], mentre l’amministratore delegato Jan-Christian Dreesen è intervenuto su Die Welt per commentare le proteste dei tifosi contro l’ingresso dei fondi in Bundesliga e contro la Superlega. «È che qui da noi esiste una cultura dell’indignazione».  

 

I numeri lo dimostrano.Anche per lo stile di gioco Xabi Alonso è detto da L’Équipe un direttore d’orchestra. Sedici vittorie e quattro pareggi in Bundesliga, nessuna sconfitta in trenta partite stagionali complessive, 90 gol segnati, la candidatura a successore di Klopp non solo nella lista dei guasta-Bayern ma pure sulla panchina del Liverpool – altro posto che ha conosciuto benissimo da calciatore. È una squadra che logora, commentano gli avversari. 

Il direttore sportivo Simon Rolfes ha detto a L’Équipe che il club è molto rilassato. Xabi ha prolungato il contratto la scorsa estate fino al 2026. Pensano di poterlo trattenere, o forse fingono in pubblico, chi lo sa. All’età di 42 anni l’idea di calcio di Xabi Alonso è la stessa che aveva da calciatore, come ha racconta a fine gennaio in una intervisa con El Pais. «Da giocatore, cosa volevo? Giocatori migliori di me intorno a me. Volevo passargli dei buoni palloni in modo che facessero ciò che io non potevo. Far migliorare i miei calciatori: questo farà di me oggi un bravo allenatore».

Ce ne sono alcuni di migliorati con lui, certamente Piero Hincapie, certamente Jérémie Frimpong, certamente giovani come Palacios, Tapsoba o Florian Wirtz, il ragazzo del poster della partita insieme con Musiala secondo Kicker – e anche il solo del Leverkusen in grado di fare il titolare pure al Bayern, secondo Die Welt. Con i soldi della cessione di Moussa Diaby all’Aston Villa, i tedeschi sono andati a prendersi Victor Boniface in Belgio per metterlo al centro dell’attacco e completare il puzzle. Quando Xabi Alonso arrivò al Bayer, la squadra era al penultimo posto – ottobre 2022. In sei partite si prese la considerazione dei tifosi. Quella dentro lo spogliatoio era acquisita in partenza per il suo glamour da centrocampista. Gli mancava solo l’esperienza da guida di una stanza. Aveva solo una piccola esperienza nella squadra-B della Real Sociedad, ma al Leverkusen hanno un amministratore delegato spagnolo, Fernando Carro. Non gli serviva altro per giocare la sua fiche. 

 

I Paesi baschi sono fieri di lui, nato a Tolosa, ma Tolosa di Spagna, chiamata così da re Alfonso X perché era questa l’usanza, battezzare un posto nuovo con il nome di un’altra città potente. Xabi Alonso è nato nella provincia di Gipuzkoa, 28 km da San Sebastián, una cinquantina dal confine con la Francia. Fernando Aramburu, lo scrittore di Patria, ne ha scritto un paio di mesi fa un solenne elogio su El Pais. Amo ammirare. La giornata inizia e mi dico: vediamo chi devo ammirare oggi. Tra le persone a me più vicine, quello che mi rende le cose più facili è Xabi Alonso e non solo a me. Ha mezza Germania ai suoi piedi sia per gli ottimi risultati del suo lavoro sia per i modi educati, la cura, la considerazione con cui risponde ai giornalisti. Sul giornale della mia città lo chiamano il gentiluomo del calcio. Gli hanno rinnovato il contratto fino al 2026, ma difficilmente riusciranno a trattenerlo

Solo la magistratura basca non si lascia incantare. Il tribunale ha dichiarato illegale lo chalet che Xabi sta costruendo di fronte al mare a San Sebastián. Ne ha ordinato il sequestro e la demolizione [su qui]. Ma è un’altra demolizione che adesso gli passa per la testa. Abbattere la statua del Bayern e cancellare il numero zero accanto ai titoli del Leverkusen, così la smettiamo di chiamarlo il Neverkusen.

 

in tv stanotte ore 18.30 Sky: Bayer Leverkusen-Bayern

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