La piscina di Doha viene da Mantova, dalla stessa azienda che sta montando a Parigi quella per i Giochi. Con il medesimo principio adottato per la trasformazione del campo di rugby a Nanterre, la Castiglione ha montato quattro vasche dentro l’Aspire Dome, 40mila metri quadrati di ambienti progettati dall’architetto francese Roger Tallibert, l’architetto del Parco dei Principi, dello stadio di Montréal e di molto altro ancora.
C’è questa tecnologia modulare in acciaio inossidabile [si chiama Myrtha] che consente di trasformare delle arene pensate per il basket o per i concerti in strutture acquatiche. Così si risparmia rispetto alla costruzione da zero di una vasca e si possono trasportare le vasche altrove a evento concluso. Due piscine sono riservate al nuoto, altre due a tuffi e sincronizzato, la quinta è dei tuffi, una delle più profonde mai realizzate, arriva fino a sei metri e consente di lanciarsi da 27 d’altezza. Se siete appassionati di queste cose, sappiate che sono serviti 61.500 bulloni per montare i pannelli e la struttura e che occorreranno 11mila 685 metri cubi d’acqua per riempire le vasche.
PERSONE
Ehi, ma quello è Tom Daley
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È qui che fa il suo ritorno sulla scena internazionale Tom Daley, un oro olimpico, tre mondiali, alla ricerva della biglietto per la quinta partecipazione ai Giochi. Daley si è preso due anni di vacanza dopo Tokyo, prima di annunciare l’intenzione di riprovarci nell’estate scorsa. Lo vedremo nella piattaforma sincronizzata, dai 10 metri in coppia con un nuovo partner, Noah Williams. Hanno già vinto la gara d’esordio alla British Diving Cup di Edimburgo, con 422,46 punti, diciassette in meno di quanti ne servirono a Tokyo per il bronzo e a cinquantadalla prestazione d’oro. La sua giornata è giovedì 8 febbraio.
CHI È Nel nome di papà ► “La prima volta che si affacciò dal trampolino dei dieci metri, e guardò giù, rifiutò di tuffarsi e pianse per quindici minuti dallo spavento. Aveva poco più di otto anni. … Quello di Tom è un prodigio sviluppato in virtù di indubbie doti naturali ma anche di una dedizione assoluta. Si allena dalle quattro alle sei ore al giorno. La sua giornata tipo comincia con un’ora di tuffi in piscina il mattino presto, prima di andare a scuola. Dopo la scuola torna a casa, mangia, fa i compiti e a quel punto, invece di mettersi davanti a un computer, a una Playstation, alla tivù, corre di nuovo in piscina, per altre quattro ore di allenamento. Durante le vacanze, il training è ancora più rigoroso: fino a sei ore al giorno. Lo stesso rigore lo mette nell’alimentazione, seguendo la dieta prescritta dai suoi coach: solo ogni tanto si concede un gelato. … Il primo tifoso di Tom è suo padre, Robert, a cui nel 2004 è stato diagnosticato un tumore al cervello, e da allora il giovanissimo tuffatore si getta dalla piattaforma come un missile, entrando nell’acqua a oltre cinquanta chilometri orari, anche per il suo papà. [di enrico franceschini, la Repubblica, 25 luglio 2008]
| IL COMING OUT ► “«C’è qualcosa che sento di dover dire… non è una decisione facile da prendere, io spero che voi possiate sostenermi!:)». Il tweet rimanda a un video su YouTube. Un auto-filmato tremolante, girato con uno smartphone da un giovanotto su un divano, sprofondato tra cuscini con l’Union Jack: «A primavera, la mia vita è cambiata in maniera sostanziale: ho conosciuto una persona che mi ha fatto sentire così felice e così sicuro, e questo qualcuno è un uomo». … Il 25 marzo del 2008 in un container di Eindhoven, a neanche 14 anni (è nato il 21 maggio del 1994), dopo aver conquistato l’oro agli Europei, Tom puntava lo sguardo dentro le telecamere con la naturalezza della star e l’apparecchio tra i denti. Come tutti coloro che non hanno abbandonato del tutto l’infanzia, mescolava sicurezze («voglio essere campione olimpico») e desideri (un gelato, negatogli da una dieta feroce). Una vita in equilibrio tra allenamenti durissimi (durante la scuola 45 minuti la mattina, prima di andare in classe e 2 ore e mezzo il pomeriggio, in vacanza 6 ore al giorno) e un interesse quasi morboso della gente. Tom era uno dei «figli del Tass» il programma per scovare e sostenere atleti di talento nelle scuole e avviarli allo sport di vertice. Aveva anche il sostegno del Daily Mail : suo padre, a cui era stato diagnosticato il male nel 2004, non lavorava più [di roberto perrone, Corriere della sera, 3 dicembre 2013]
| LE POLEMICHE ► Con buona pace dell’hashtag #TomGayley che ha subito dilagato su Twitter, Daley non ha mai usato la parola «gay» nel video, senza contare quella frase sul fatto che continuano a piacergli le ragazze. Molti commentatori hanno accolto favorevolmente questa ambiguità, altri hanno storto il naso.
Le rivelazioni di Daley hanno riacceso un dibattito infuocato all’interno della comunità Lgbt, imperniato sulla terza lettera della sigla. La bisessualità è un orientamento che chi non la pratica di solito ritiene che non esista. Gli stereotipi abbondano: i bisessuali sono persone promiscue, che mentono agli altri o a se stesse. Sono gay che ancora non ammettono di esserlo o «lesbiche fino alla laurea», che sfogano i loro ardori giovanili fino a quando non trovano un marito. [di michael schulman, New York Times, 7 gennaio 2014]
COSA GUARDARE
Le ragazze cinesi non perdono mai
Si comincia con il trampolino da 1 metro femminile e con il team event. La prima gara non è da programma olimpico e da tempo promette una rivalità permanente tra le cinesi Lin Shan e Li Yajie, campionesse del mondo nelle ultime due edizioni, 22 e 21 anni. A Fukuoka sono state separate da 12,25 punti. La Cina non manca un oro mondiale in campo femminile dal 2017. Ne ha presi 15 su 15 alle ultime tre edizioni. Ma alcune fonti danno le cinesi assenti. Vedremo. Sul podio può affacciarsi Pamela Ware, canadese, 31 anni, bronzo dai tre metri e quarta da uno l’estate scorsa a Fukuoka, dove si prese il suo dolce riscatto dall’incredibile zero che i giudici dovettero darle in semifinale alle Olimpiadi di Tokyo, per una scivolata maldestra dal trampolino. L’Italia schiera Elena Bertocchi e Chiara Pellacani.
Come siamo messi in chiave-Parigi? Se Mameli vi ruggisce dentro, placatelo dicendogli che i costumi azzurri hanno in tasca quattro pass per il trampolino da 3 metri nella gara individuale – sebbene i costumi non abbiano materialmente delle tasche [Chiara Pellacani, Elena Bertocchi, Giovanni Tocci, Lorenzo Marsaglia] e uno per il sincro femminile dai 3 metri. Cosa manca? La qualificazione nel sincro da 3 metri maschile, nel sincro dalla piattaforma maschile e femminile, nelle gare individuali dalla piattaforma maschile e femminile. O qui o niente.
IL PROGRAMMA DI VEN 2 FEB
ore 8 preliminari trampolino 1 metro femminile [con Elena Bertocchi e Chiara Pellacani]
ore 13.30 finale Team Event [con Irene Pesce, Chiara Pellacani, Eduard Timbretti e Matteo Santoro]
ore 17 finale trampolino 1 metro femminile
in tv su Rai Sport e Rai Play