L’assalto di Sinner alla prima finale Slam. Ma è ancora Djokovic il favorito

  ITALIANISMI

C’è un motivo grosso così per il quale Novak Djokovic è favorito contro Jannik Sinner. Nessun giocatore al mondo l’ha battuto per due volte di fila negli ultimi tre anni. Quando Sinner ci provò al Masters di Torino, uscì sconfitto in finale dopo aver vinto nel girone. La semifinale di Melbourne arriva stavolta dopo il singolare nella semifinale di Coppa Davis, la partita dei tre match point annullati – una partita che nelle statistiche ufficiali dell’ATP non viene conteggiata. 

L’ultimo braccio capace di sconfiggere Djokovic due volte su due è stato quello di Rafa Nadal tra settembre 2020 e maggio 2021. E poi? Prima di lui c’erano stati Daniil Medvedev e Dominic Thiem, ma siamo nel tennis pre-covid. 

Per immaginare il senso dell’impresa che serve a Sinner dall’altra parte del mondo, bisogna sapere che l’ultima volta di due ko consecutivi del serbo contro Roger Federer è stata nel 2012. Stan Wawrinka c’è riuscito fra 2016 e 2019 ma la seconda fu per un infortunio e un ritiro. C’è quella vecchia frase di Vitas Gerulaitis nell’aria, quella cosa che il biondo americano disse dopo aver finalmente superato Jimmy Connors alla fine di una rivalità equilibrata solo sulla carta: «Nessuno batte Gerulaitis 17 volte di fila». Ecco. Pochi battono allora Novak in due match su due. Per prendersi un posto in finale, a Sinner toccherà scavalcare quest’ostacolo e vincere contro il numero uno per la terza volta in assoluto, come altri 17 tennisti prima di lui. Dalle quattro sconfitte in su si scende a 12 temerari, dalle cinque in su il cliub si restringe a 9. 

 

| Claudio Savelli su Libero: si domanda: “Come si batte Novak Djokovic? Innanzitutto, si batte. Buona notizia. Secondo: lo sa meglio Jannik Sinner di chiunque altro. Lo ha già fatto a fine anno scorso e in modi diversi. Di strategia e forza la prima (letteralmente, contro il Djoker) vittoria, di testa e cuore la seconda”.

Arriva a questa nuova partita senza aver perso un set – pare che sia il terzo italiano a riuscirci. Ha concesso 28 palle-break e 26 le ha cancellate. Ha recuperato un tie-break che stava perdendo 1-5 contro il numero cinque del mondo, eppure tutto questo non pare ancora un’impresa.

| Andrea Scanzi sul Fatto quotidiano pensa che “la cosa più bella della semifinale di Jannik Sinner a Melbourne, è che non fa neanche notizia”.

| Vincenzo Martucci sul Messaggero lo incorona “giocatore moderno, completo, che sembra clonato sul miglior tennista di oggi, appunto Djokovic. Forte di servizio e risposta, completo da fondo, a cominciare dal rovescio a due mani, veloce e resistente di fisico, abile su tutte le superfici. Oltre a risposta e rovescio da favola, Nole ha portato quasi alla perfezione la battuta che gli ha costruito coach Goran Ivanisevic, aggiungendoci come variante soprattutto il servizio-volée che probabilmente userà molto contro Sinner”.  

Altri numeri. Dagli US Open di settembre, Sinner ha perso solo 2 volte su 27, negli ultimi nove scontri diretti contro i primi-5 ha vinto 8 volte. Djokovic ha invece lasciato 3 set e ha giocato finora complessivamente per 3 ore in più. “Non fanno testo”– dice Martucci – perché in tutti i 24 Slam vinti ha sempre lasciato qualcosa. “È un maestro anche nel trovare la forma torneo facendo”. 

Certe volte la trova nel giro di pochi minuti. Marco Lombardo sul Giornale ne ha contati otto trascorsi al bagno durante la pa[r]tita contro Taylor Fritz. Quando è tornato dal «toilet break» – scrive – era “fresco come una rosa. Ma che fa? Il sospetto: meditazione”. 

| Gaia Piccardi sul Corriere della sera confessa un dubbio, cosa sarà di Sinner se la partita si dovesse allungare sopra le 4 ore. Chi lo sa, “eppure – azzarda Piccardi – la sensazione è che questa sia la volta buona: per battere il numero uno in uno Slam, agguantare la prima finale in carriera, magari succhiare le ultime energie vitali a Medvedev o Zverev, entrambi già sconfitti e drenati da maratone che Jannik si è risparmiato con una gestione eccellente di modi e tempi. Il suo Australian Open, fin qui, è stato perfetto, gli dei del tennis paiono pronti al passaggio di consegne”. 

| Il Vecchio e il Bambino. Chi entra e chi esce. Piero Valesio su Domani ha scritto che questa partita sembra proprio quel che accade nella nostra società. Sottolinea che Novak ha nelle sue vele il vento di tutta la nazione, mentre Sinner non è ancora un atleta-paese perché c’è chi gli rimprovera la residenza fiscale a Monte-Carlo. Comunque sia, aggiunge, “Jannik è assurto al ruolo di immagine di nuovo italiano, così lontano dal modello di ragazzo choosy contro cui l’allora ministra Elsa Fornero puntò il dito, al tempo della riforma delle pensioni. Ammesso che quei choosy esistessero, Jannik è ora il leader di un gruppo di giovani che si coprono di gloria all’estero, perché dalle nostre parti la situazione è bloccata, non hanno trovato spazio”.

 | A proposito di modelli da incarnare, Massimo Gramellini sul Corriere della sera considera che “non è vero che non sembra italiano. Semplicemente non è l’italiano da commedia, creativo perché indisciplinato e cialtrone, che continuiamo a raccontarci di essere. E non è vero che non sembra giovane. Sinner conosce la timidezza e la fragilità. Al pari di tante altre ragazze e ragazzi che mi è capitato di incontrare, è molto più completo e consapevole di quanto fossi io alla loro età. Conosce l’arte dell’autocontrollo, non fa la vittima né il narciso e crede ancora nei sogni e nel valore della riservatezza, anche in amore. Non sono il suo commercialista, ma se riportasse la residenza in Italia, diventerebbe definitivamente il mio tipo preferito di italiano”.

 

GRILLI PARLANTI  Che cosa ne pensa John McEnroe

 ➣  Il fuoriclasse serbo resta favorito? 

«Djokovic sta giocando un tennis incredibile. La chiave per riuscire a batterlo, e questo vale anche per Sinner in semifinale, è la convinzione di poterlo battere. Il tennis è un gioco mentale, sei in campo da solo. C’è un fattore fisico, certo, e hai il tuo allenatore a bordo campo, ma si tratta di credere nel tuo piano di gioco e di eseguirlo pensando di poter battere chi sta dall’altra parte del campo. È molto difficile, perché Djokovic è un muro di gomma, sa come gestirsi quando è necessario, sa come amministrarsi. È completo. Conosce tutti i trucchi del mestiere, e non ha punti deboli. Batterlo in un match al meglio dei cinque set è un’impresa incredibilmente difficile. Ecco perché Djokovic può, e probabilmente vincerà di nuovo qui».

 ➣  Non crede che Sinner possa fermarlo? In fondo l’ha già battuto due volte a fine 2023, anche se non al meglio dei cinque set 

«Penso che Sinner fra tutti sia nella posizione migliore per farlo. Ha lavorato duramente per migliorare vari aspetti del suo gioco. Ha puntato di più sul servizio, muovendo un po’ il piede posteriore per darsi più spinta. Cerca di essere un po’ più imprevedibile, cosa che dovrà fare contro Nole. Dovrà essere disposto a venire a rete su alcuni punti cruciali. Sarà interessante vedere se è già pronto a farlo». 

intervista di stefano semeraro, La Stampa

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