Le gomme sono in viaggio per l’Australia ma forse in Australia non si corre

  Manca ancora l’ufficialità, ma come anticipava il sito di Sport Mediaset il primo GP di Formula 1 della stagione pare destinato a essere rinviato. Oggi si insedia come ad di Liberty Media Stefano Domenicali e trova come regalo di benvenuto un calendario da ridisegnare

Il GP di Melbourne sarà probabilmente rinviato a fine stagione, quando in Australia sarà primavera. Probabilmente dopo la novità dell’Arabia Saudita (28 novembre) e Abu Dhabi (5 dicembre). Se andrà così, l’inizio del Mondiale slitterebbe dal 21 al 28 marzo e si partirebbe da Sakhir, in Bahrain. L’Australia ha restrizioni all’ingresso nel Paese molto severe, come ha scoperto il tennis, e preoccupano gli arrivi dalla Gran Bretagna, dove hanno sede 7 dei 10 team del Mondiale. 

Il problema maggiore – scrive Giorgio Pasini su Tuttosport – è la quarantena obbligatoria di due settimane. Per le squadre sarebbero costi mostruosi e ci sono i test di Barcellona da considerare. Inoltre anche a Melbourne non vogliono fare un altro inutile bagno di sangue economico. Tant’è che non sono iniziati né l’allestimento del circuito semicittadino di Albert Park né la vendita dei biglietti. L’anno scorso il GP saltò a poche ore dal via. 

Fulvio Solms sul Corriere dello sport-Stadio aggiunge che Melbourne vuole la corsa ma è spaventata all’idea di spalancare le porte al circus, che arriverebbe da un’Europa notevolmente infetta. Le gomme Pirelli già sono in viaggio via nave per Melbourne, ma non sarebbe un problema dirottarle altrove o anche stoccarle nei loro stessi container termocontrollati (20°) per usarle in un’altra data.

L’incertezza viene estesa a Shanghai e l’appuntamento in Vietnam del 25 aprile è saltato. Jean Todt ha detto: «Il virus circola ancora e molti Paesi stanno adottando nuovi lockdown. Dovremo iniziare la stagione partendo da un foglio bianco». Molto più realistico di quel foglio inizialmente riempito da 23 date, record di tutti i tempi in tempi di pandemia. 

 

  C’è del nervosismo in Mercedes, secondo diversi media, perché l’accordo con Lewis Hamilton ancora manca. Quella che secondo il capo della Mercedes, Toto Wolff, doveva essere una formalità da risolvere tra amici, sembra una trattativa spigolosa e complicata scrivono stamattina Daniele Sparisci e Giorgio Terruzzi sul Corriere della sera. Hamilton non vuole fare marcia indietro rispetto alla sua richiesta iniziale, la Mercedes ha le prestazioni di George Russell da opporgli nel braccio di ferro. La mossa decisiva a favore di Re Lewis – scrive il Corriere della sera – l’ha prodotta molto probabilmente Ineos, il gigante petrolchimico inglese fresco di acquisizione del 33% delle quote del team Mercedes, disposto a tutto pur di cominciare l’avventura con a bordo il pilota che della F1 è il simbolo. L’ipotesi più probabile è che si sia accollata una parte dello stipendio di Hamilton coprendo il gap che Mercedes non sembrava disposta a concedere. Aspettando l’annuncio. 

 

 

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