I campioni al nandrolone: scopo e ideologia degli Enhanced Games


❝Con la liberalizzazione si arriverebbe a dosi mortali❞

Sandro Donati

Molto prima dello stanozololo di Ben Johnson, dell’EPO di Lance Armstrong e dell’Oral-Turinabol in uso nella DDR, prima che gli anabolizzanti e i corticosteroidi arrivassero a rompere l’innocenza di chi praticava lo sport e chi guardava, l’uomo già sapeva che il corpo non era solo destino, un dono naturale, ma una materia su cui si può intervenire. Anche nel mondo greco delle Olimpiadi antiche gli atleti cercavano vantaggio con tutto quello che avevano. Facevano un largo uso di funghi, erbe, vino, preparati stimolanti, sesamo, fichi secchi, carne, perfino testicoli o cuore di animali, dentro una logica quasi sovrannaturale. Mangiare una parte dell’animale concedeva la trasmissione della sua forza e della sua virilità.

Molte di queste notizie vanno trattate con cautela. Spesso sono ricostruzioni storico-mediche, non cronache precise che vengono da Olimpia. La cosa sicura è che la dieta atletica era già una scienza, o almeno una tecnica. Diogene Laerzio, per esempio, ricordava che gli atleti greci si nutrivano di fichi secchi, formaggio fresco e grano, e che poi il modello cambiò verso la carne. Non è doping, ma l’idea che il corpo dell’atleta si possa costruire. La cosa più vicina al doping come lo conosciamo era il pharmakon, una sostanza preparata come un rimedio, un aiuto ambiguo. La stessa parola poteva stare tra medicina e magia, tra la cura e l’inganno. Ma come fa a dirsi doping se non esisteva una lista di prodotti vietati? Il doping arriva quando nasce il divieto. Prima casomai c’erano pratiche ergogeniche, non percepite sempre come frode. La frode olimpica antica era più chiaramente la corruzione di un avversario. Aiutare il corpo era un uso diffuso dentro una zona senza norme.

In fondo lo aveva fatto pure Giasone con Medea. Prima di affrontare i tori che sputano fuoco e la prova dei denti di drago, Medea gli dà un unguento magico che lo rende capace di resistere alle fiamme e al ferro. È una sostanza esterna che permette all’eroe di compiere una prova fisicamente impossibile. Dinanzi a Circe che usa i suoi pharmaka per trasformare gli uomini in porci, anche Hermes dà a Odisseo una pianta magica, il moly, che lo protegge dall’incantesimo. E Achille, poi, il divo Achille dopo la morte di Patroclo nell’Iliade, si fa infondere nettare e ambrosia da Atena perché possa reggere senza mangiare e tornare alla battaglia. Ma forse in questo caso siamo solo nel campo degli integratori.

Il più celebrato tra i cantori dello sport italiano, Gianni Brera, aveva nei confronti del doping un atteggiamento – come dire – lasso. Dopo l’imbroglio di Ben Johnson [“Ercole mio fasullo”], scrisse su Repubblica: “La chimica non ha confini leciti o illeciti. E se davvero li ha, debbono essere meglio definiti. In tutti i Paesi in cui non viene perpetrato il caffè espresso, io sonnecchio da stelle a stelle. Segno che il caffè mi serve da eccitante, dunque da droga. E la coca-cola, che contiene caffeina, viene sconsigliata dai russi ai loro atleti, perché ad un eventuale esame anti-doping risulterebbero positivi… Certe vitamine, proclamate innocenti, farebbero correre un vecchio a zampa gnecca (gergo lombardo della Bassa profonda: saltellare su una gamba sola). Carl Lewis, bennato nero borghese integrato come Dio comanda, si dimostra debitamente scandalizzato dai disonesti del doping, e addirittura accusa ben si capisce chi lo batte stabilendo anche il record mondiale. Eppure verrebbe fatto di sfidarlo a dimostrare che non abbia incoraggiato a suo tempo qualche ghiandola endocrina”.

Non sono tesi invulnerabili, diciamo la verità, ma danno l’idea del suo atteggiamento verso la materia, ribadito durante il caso Lipopill per Peruzzi e Carnevale. “Quando infuriano i moralisti, io ricordo immancabilmente Fausto Coppi, dotato di ingegno e muscoli eccezionali. Sosteneva quel grande campione che un atleta (quale che sia) ha il dovere di far rendere il proprio corpo come un meccanico fa con il motore della propria auto: e poiché la medicina è un’ arte felicemente tributaria della scienza, nessuna meraviglia che l’ atleta desideroso di migliorare le proprie prestazioni si rivolga al medico per averne soccorso e consiglio. A differenza di frate Cipolla, Coppi predicava al modo in cui razzolava; quando batté il primato dell’ora, improvvisandolo quasi, in quel triste autunno di guerra, mi confessò di aver praticato l’ergogenia medicamentosa ingerendo 7 pillole di simpamina, che allora era la più diffusa delle anfetamine. Questa sincera confessione mi indusse ad ammirare Coppi ed a volergli bene più che non mi accadesse prima”.

Brera parlava di ipocrisia verso il doping [“Chi non si è mai dopato più o meno coscientemente in questa valle di lacrime, scagli la prima pietra”], chissà che avrebbe detto di questi Enhanced Games molto strillati, tanto strombazzati e adesso pronti a cominciare. I Giochi – facciamo così: i giochi – con il doping dichiarato. Ma gli Enhanced Games fanno un salto diverso. Trasformano il doping in programma. Se è vero che per millenni l’aiuto al corpo ha abitato una zona ambigua, fatta di rito e di superstizione, di medicina e di furbizia; se è vero che pure i Miti del Novecento – sui pedali e con la penna – accettavano di navigare su un confine mobile e spesso ipocrita, è senza dubbio vero che un confine esisteva o cominciava a esistere.

Gli Enhanced Games fanno un’altra cosa: quel confine lo vendono. Non appartengono all’epoca ingenua del pharmakon, sono il suo sfruttamento industriale.

La vecchia ambiguità del doping nasceva dal desiderio di nascondere l’aiuto. Gli Enhanced Games nascono dal desiderio opposto che è esibirlo. 

 

 

CONTINUA A LEGGERLO NELLA VERSIONE COMPLETA SU SUBSTACK

 


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER


scopri la newsletter di oggi

I campioni al nandrolone. Come si spiegano gli Enhanced Games di Lo Slalom

Dove si legge della controversa manifestazione organizzata con il doping libero. Cosa c’è dietro

Leggi su Substack


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.