Lo Slalom del 19 gennaio | Cosa leggere, sapere e vedere

 

lunedì 19 gennaio 2026

 # 1  giorno a  Inter vs Arsenal

 

     

►  LA ROMA e il Milan hanno risposto a Inter e Napoli vincendo le loro partite domenicali con il Torino e con il Lecce, trovando i gol dei nuovi arrivati Malen e Fullkrug. 

◇  La Coppa d’Africa è stata vinta dal Senegal dopo una delle partite più assurde che la storia del calcio recente ricordi. I senegalesi hanno minacciato di lasciare il campo dopo un rigore assegnato al Marocco nel recupero. Mané ha convinto i compagni a restare dopo un quarto d’ora di interruzione. Diaz l’ha tirato con il cucchiaio e l’ha sbagliato. Ai supplementari ha segnato Gueye. Lacrime, dramma, polemiche. 

◇  Le due portabandiera italiane per Milano-Cortina si sono presa la scena domenicale. Arianna Fontana ha vinto l’oro europeo di short track sui 1.500 con l’altra Arianna [Sighel] medaglia di bronzo. Federica Brignone sta per tornare: domani a Kronplatz c’è un gigante a 292 giorni dall’infortunio in Val di Fassa. Oggi conferenza stampa. 

◇  La Virtus Bologna ha battuto di 11 Treviso, Brescia ha vinto di cinque a Cantù e la coppia resta in testa al campionato con due punti di vantaggio su Milano, passata sabato a Tortona. Ma Edwards ha preso una botta dopo 14 punti. Diouf ne ha fatti 17, quanti Della Valle con la maglia di Brescia. Sassari ha fatto una festa a Polonara, a bordo campo per la partita con Napoli [78-84].

 

   

I Have a Dream

Martin Luther King

 

  

Il senso dello sport per Martin Luther King

Martin Luther King non era un atleta e non aveva un corpo costruito per competere in qualcosa. Non costruì neppure la propria immagine sulla forza fisica. Eppure capì molto presto che lo sport in America era una forma di potere popolare. Era una grammatica capace di attraversare classi sociali e città. Negli anni in cui la radio, la televisione e i giornali stavano creando un immaginario nazionale comune, esisteva qualcosa a portata di mano, pronto a fare da amplificatore. Era una lingua parlata da milioni di persone, costruiva comunità, non si poteva ignorare. 

King era cresciuto in un’America che aveva già imparato a riconoscere alcuni eroi afro-discendenti, purché rientrassero in una forma accettabile. Da ragazzo aveva visto Joe Louis difendere il titolo mondiale dei pesi massimi con disciplina e silenzio, lo aveva visto diventare un simbolo nazionale ma senza pretendere di riscrivere le regole del gioco e della convivenza. Quel modello di eccellenza aveva aperto una breccia, ma si era fermato sulla soglia. Joe era disciplinato, silenzioso, non metteva in discussione l’ordine. Era stato il baseball a trasformare quella breccia in un varco. Nel 1947, quando Jackie Robinson entrò in campo con i Brooklyn Dodgers, King osservò per la prima volta che lo sport poteva andare oltre sé stesso. Robinson fu la testata d’angolo della presa di coscienza, un eroe fondativo della svolta non solo per il talento, ma per la capacità di reggere l’umiliazione pubblica senza arretrare. King vedeva in lui un modello di resistenza civile applicata allo sport. 

LEGGI TUTTO QUI

 

Il paese

Gli omaggi di NFL e NBA 

▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔

La NFL ha reso omaggio al reverendo King esponendo la scritta Choose Love nelle end zone dei campi e sugli adesivi dei caschi di tutte le partite dei playoff del turno del fine settimana.

Choose Love e It Takes All of Us appariranno sulle due end zone opposte del Super Bowl del prossimo mese. Per le finali di conference, saranno le squadre ospitanti a scegliere le scritte da utilizzare. «Il messaggio del dottor King continua a guidarci nei momenti significativi in tutta la lega», ha detto Anna Isaacson, vicepresidente senior per la responsabilità sociale della NFL. «Choose Love è diventato un messaggio importante e ampiamente condiviso dalle nostre squadre perché riflette i valori sostenuti dal dottor King — dignità, empatia e impegno verso la nostra comune umanità. Portarlo in campo nel turno divisionale e poi di nuovo al Super Bowl LX dimostra quanto sia ancora attuale».

Choose Love è stato introdotto per la prima volta nel 2022, quando i Buffalo Bills lo adottarono come messaggio di unità per la comunità dopo una sparatoria avvenuta in città. Da allora, molte squadre NFL hanno fatto propria questa scritta, utilizzata anche al Super Bowl dello scorso anno dopo l’attacco a New Orleans.

La NFL utilizza messaggi di giustizia sociale sul terreno di gioco da sei stagioni. Durante l’intero campionato, le squadre hanno potuto sceglierne uno da esporre in una delle end zone in ogni partita casalinga, selezionandolo tra quattro opzioni: End Racism, Stop Hate, Choose Love e Inspire Change. La scritta It Takes All of Us è invece comparsa nell’altra end zone in tutte le partite.

La NBA è la lega che celebra MLK con più solennità. Collabora con Realize the Dream, un movimento che si propone di realizzare 100 milioni di ore di servizio sociale entro il centenario della nascita di Martin Luther King. Anche oggi si rinnova la tradizione di onorare la sua eredità morale con un programma all’altezza di quella natalizio: nove partite nel suo nome. 

  dalle  19   su Sky Sport

 

Leggi anche  ▬▬▬▬▬▬▬

Il mio compagno di squadra Martin Luther King

Di lui si conosceva la passione per il biliardo. Una testimonianza dagli USA ce lo racconta anche come giocatore di basket, imitatore del gancio cielo di Kareem Abdul Jabbar.

Segue qui

 

 ▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

I temi del giorno

 

La resistenza del Milan alle spalle dell’Inter

Nel mese in cui sono sono sommati turni domenicali e turni infrasettimanali, finali di Supercoppa e turni di Coppa Italia, con il ritorno della Champions ormai alle porte, la Roma ha scardinato la partita di Torino con un attaccante che aveva ancora in qualche tasca la carta d’imbarco e le etichette dei bagagli dell’aeroporto, il Milan ha battuto il Lecce con l’unghiata finale di un tedesco arrivato in città tre giorni prima di Natale. È il segnale di un divario che può essere scritto da strategie e disponibilità economiche, mentre Conte a Napoli si agita come una mosca sotto un bicchiere tra infortuni e mercato bloccato, mentre Spalletti a Torino oscilla tra innesti riusciti di idee e crisi di rigetto. Solo che in cima a tutti l’Inter ha vinto otto delle ultime nove partite giocate in campionato. Sarà pur vero che l’ultima l’ha persa nel derby con la seconda in classifica e che la sola pareggiata è arrivata con la terza, ma se resta implacabile con tutte le altre i 10 punti di ritardo della Juventus sono incolmabili, e pure i sei del Napoli. 

LEGGI TUTTO QUI

 

 

Le immagini della giornata di ieri

I gol della domenica

🟨 Il tennis da Melbourne 🟨 Il basket della serie A

Guarda tutto

 

Una piccola comunicazione sulla newsletter 

Il prossimo passo di Slalom

  La newsletter che stai leggendo sta per migrare su Substack, la piattaforma di riferimento del settore. I tempi non saranno brevissimi ma non saranno neppure lunghissimi. 

Nei prossimi giorni, mi occuperò io del trasferimento degli indirizzi email: non dovrai fare nulla se desideri non fare nulla. 

Naturalmente, se lo avvertirai come un disturbo o se sentirai che questo spazio non ti interessa più, potrai cancellarti in qualsiasi momento, con un clic. Nessun automatismo opaco, nessun vincolo. 

Colgo l’occasione per dirti con un minimo di chiarezza preventiva che a regime questa newsletter tornerà a essere a pagamento, come alla sua nascita e fino all’interruzione del maggio 2023. Una parte dei contenuti resterà free sul sito, un’altra parte sarà premium per i sostenitori di questo progetto di racconto che si sta espandendo – come avrai notato – anche ad altri ambiti della cultura di massa. 

Non è una svolta improvvisa né una posa ideologica. È una scelta di realtà. 

Intorno a Slalom cresce un mercato in cui contenuti, tempo, competenze e attenzione producono valore. Far finta che Slalom possa stare fuori da questa dinamica — come se fosse un hobby o un’eccentricità — non ha più senso, nel rispetto prima di tutto di chi legge e vuole scegliere a cosa dedicarsi. Per te significa riconoscere che quanto arriva nella tua mail ha un peso, un’intenzione e una cura. Per Slalom significa provare ad allargare il parco delle firme e dei contributi, stare sui social con una continuità professionale, muovere un passo verso una nuova fase aziendale.  

Quando scatterà il passaggio, lo saprai senza forzature. Ma se fin da ora ritieni di non volere che la tua mail sia trasferita su Substack, puoi comunicarlo a digital@loslalom.it e lo staff provvederà a fermare la migrazione e l’invio mattutino.

Nel frattempo, grazie per aver letto fin qui — e per il tempo che scegli di dedicare ogni mattina a Slalom

Un saluto, Angelo

 

 


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER


 

▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

Dai campi

La finale più assurda vista su un campo di calcio

  Forse bisognerà cominciare a leggere gli interventi di Jonathan Wilson sotto un’altra luce. Ieri ci ha accompagnato alla finale di Coppa d’Africa parlando di un torneo dove era andato tutto liscio, tutto liscio da sembrare piatto. Senza una finale speciale, aveva scritto, questo torneo sarebbe stato dimenticato. Senegal e Marocco devono aver letto, oppure si è alzato un fluido dalle pagine del Guardian, qualcosa di magico e sovrannaturale che ci ha offerto quella che Tnt definisce la finale più pazza nella storia del calcio. Sembrava inventata. 

Così, stamattina, la prima cosa da fare è stata correre a leggere Wilson. Era stata la Coppa delle nazioni più prevedibile e meno drammatica a memoria d’uomo. È stato vero fino ai minuti di recupero della finale, quando una decisione della VAR ha prodotto il finale più ridicolo di qualsiasi partita importante della storia. Il Senegal ha vinto, ma questo è solo un piccolo dettaglio nell’epilogo che si è scatenato.

LEGGI TUTTO QUI

 

 ▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

Interpreti

     

Il regalo di Pam Shriver al suo ex marito James Bond

 

In fondo al corridoio di una casa in un sobborgo della Gold Coast, la signora Barbara avanza lentamente, appoggiata al deambulatore. George la vede, si ferma e la sorride. Non si incontravano da quattro anni. Hanno entrambi superato gli ottantacinque, la memoria è fragile, i movimenti incerti, ma quando si sono stretti le braccia, uno attorno al corpo dell’altra, il tempo e le cose hanno trovato un loro ordine.

George è Lazenby, George Lazenby, attore australiano, per un film è stato James Bond [Agente 007 – Al servizio di Sua Maestà], Barbara è sua sorella e l’incontro è stato organizzato dalla ex moglie di lui, Pam Shriver, l’ex tennista americana che giocò la finale degli US Open a 16 anni nel 1978, e poi tre semifinali a Melbourne, tre semifinali a Wimbledon, la finale di un Masters. Una ex numero tre del mondo, straordinaria doppista, con Martina Navratilova una delle coppie più forti di sempre, con 21 titoli dello Slam. Shriver e Lazenby hanno divorziato dopo tre figli, tre anni di battaglia legale e un ordine interdittivo. Ma oggi che il tempo ha addolcito le asprezze, Shriver ha organizzato per quel vecchio marito che fu Bond un viaggio che non aveva nulla di celebrativo e molto di pratico, fra sedili stretti dell’aereo, un corpo da sorreggere, una cura e un’attenzione continua per una persona che hai amato. Fin dove ci si può spingere quando chi ami è fragile, ma ancora desideroso di esserci?

LEGGI TUTTO QUI

 

 

Che cosa è successo nella giornata-2 del torneo

 

   

La parodia di Piqué fatta da Piqué

«Perché non proviamo a cambiare anche altri sport, come il basket? È vero che l’Nba diverte, ma si possono anche cambiare le regole. Si potrebbe giocare 3 contro 3, inserire i colpi da 10 punti, oltre a quelli da 2 e 3. Ma non solo».

A che altro sta pensando?

«Si può rivoluzionare qualunque disciplina e intervenire sulle regole più medievali. Ci sono altri sport, come il calcio, la boxe, l’Mma, anche le freccette. Si possono aggiungere creatori di contenuti, nuove regole, usare piattaforme di streaming, Twitch, TikTok o YouTube, in modo da raggiungere un nuovo pubblico con tipologie diverse di distribuzione. Tutto il mondo è connesso al cellulare e ai social. Abbiamo tantissime idee e tantissime cose da fare». – intervista di silvia scotti, Repubblica

 

 ▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

La Macchina del tempo 

 

 

 

La Svezia che c’era intorno alla culla di Stefan Edberg

  Il 19 gennaio nel 1966 è un mercoledì e il governo italiano sente la necessità di un chiarimento dopo la sortita di Fanfani alla Camera. Il presidente della Repubblica Saragat si è trattenuto per un’ora con Nenni dopo aver visto Moro. Il Quirinale diffonde la versione di colloqui normali ma cresce l’agitazione. Rumor vuole che la Dc si presenti compatta a un tavolo di verifica del governo, e insomma Palazzo Chigi balla. Nel giro di quarantott’ore in Vietnam siamo passati da spiragli di pace a settemila nuovi soldati americani sbarcati, quattromila fucilieri e tremila marines che portano a 190.000 il totale delle truppe USA a Saigon e dintorni. Dalle cronache italiane sbuca la bizzarra notizia di un cavallo morto ha morso un macellaio imolese. Una residua contrazione nervosa ha fatto chiudere la mandibola all’animale sulla sua mano sinistra. Il Corriere della sera informa che già nell’aprile del 1961 lo stesso macellaio er stato colpito alla testa da un calcio sferrato da una mucca, pure essa già morta. 

Non del Sessantotto alle porte in Europa ma di un Sessantotto spezzato in America si occupa invece il dibattito culturale. Il libro di Arthur Schlesinger jr. sui mille giorni di Kennedy alla Casa Bianca, appena uscito in Italia, viene accolto come qualcosa in più di una cronaca politica o di un memoriale scritto dall’interno. È un’opera che ambisce a restituire un’intera stagione della storia americana nella sua densità quotidiana, nei gesti minimi e nelle decisioni che hanno inciso sugli equilibri mondiali. La sua forza non sta solo nella competenza dello storico, ex assistente alla Casa Bianca, ma nel metodo narrativo scelto.

LEGGI TUTTO QUI

    

La giornata di sport in tv

Guarda tutto

     

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. 

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link 

Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico. 

           

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.