vite da calcio
Il licenziato dal baseball che guida il Le Havre
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Ogni tanto dai campionati sbucano partite che non si sono mai viste, nonostante cent’anni e passa di pallone. La Francia oggi celebra il primo Le Havre-Paris FC. In termini tecnici e statistici: la squadra che crossa di più in Europa e quella più vulnerabili per errori individuali che portano al gol. Da una parte la città dell’Europa continentale dove sbarcò per primo il calcio dall’Inghilterra, dall’altra la capitale che s’è lasciata contagiare tardi dal morbo, ma che adesso ha due squadre in Ligue 1.
L’Equipe racconta stamattina l’ascesa sorprendente di Jeff Luhnow, l’ingegnere americano-messicano che dopo essere stato prima celebrato e poi travolto dallo scandalo degli Houston Astros in MLB, oggi è alla guida del Blue Crow Sports Group, proprietario del Le Havre. Una parabola molto americana: dalla rivoluzione dei dati nel baseball alla multiproprietà nel calcio europeo.
Luhnow mostra la sua manchette con scritto Jefe, perché dal 27 giugno è il nuovo capo del club. Ex McKinsey, formatosi alle università della Ivy League, è diventato famoso quando i St. Louis Cardinals lo assunsero per applicare la logica di Moneyball. Da outsider — «Io non ero uno di loro: molti volevano che fallissi.» — conquistò due World Series.
Poi arrivò lo scandalo dei segni, Luhnow giura di non aver saputo nulla – ma ammette «avrei dovuto saperlo.» — viene sospeso e licenziato. È il punto di svolta: «Quando la vita è ingiusta, devi imparare, adattarti e andare avanti», gli ha detto il suo pastore. E lui è ripartito nel calcio.
Blue Crow possiede Leganés e Cancún, e applica al pallone la stessa cultura dei dati, dei processi e della governance condivisa: recluta calciatori come si seleziona un CEO. Luhnow vuole “far conoscere il marchio di Le Havre” e al tempo stesso capire il contesto: studia la cultura francese, incontra i tifosi, accetta le loro “linee rosse” [così le chiama: deve essere una cosa tipo il confine del tollerabile]. Il suo passato però lo insegue: anche a Leganés è apparso lo striscione «Luhnow go home», che lui ha archiviato come un vero francese, «J’ai le cuir épais», «Ho la pelle dura». Sta scrivendo un libro sulla sua storia.