L’archeologia di Udinese-Napoli | I predatori della A perduta

L’archeologia di Udinese vs Napoli

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maggio 1985   Zico vs Maradona

  L’unico confronto in A fra Zico e Maradona. Sarebbe stata l’ultima presenza del brasiliano in Friuli. Partita storica, in mezzo a un via-vai di sudamericani tra i loro paesi e il nostro campionato per le qualificazioni al Mundial del Messico. Diego va in Argentina al mercoledì e torna in Italia la domenica. A Udine fa due gol. Uno su punizione, il colpo di Zico in casa di Zico; poi con la mano. Salta tenendo il pugno vicino alla testa, simula il colpo con la fronte e invece la mette in porta con il fascino del proibito. È la prova generale della mano de Dios. Zico insulta l’arbitro e si prende 6 giornate di squalifica. 


 marzo 1986   Carnevale contro il Napoli da napoletano

  Nessuno fa mistero del fatto che Andrea Carnevale sia già stato acquistato dal Napoli per l’anno che verrà. Nemmeno lui. Infatti alla vigilia della partita dice che vuole ripagare chi ha avuto fiducia in lui. Eccome se ripaga. Segna una doppietta con la maglia dell’Udinese e rischia di mandare in crisi la qualificazione alla Coppa UEFA del Napoli. Di lì a quindici mesi sarà suo lo storico gol del primo scudetto. 


gennaio 1998    Galeone sulla strada verso la B

  Il Napoli sta scivolando inesorabilmente verso la serie B. È l’anno dei 14 punti in tutto e dei quattro allenatori: Mutti, Mazzone, Galeone e Montefusco. È l’anno in cui un calciatore dà le dimissioni, il Principe Giuseppe Giannini, arrivato a Napoli per Mazzone e privo di un motivo per restare dopo le sue quattro giornate in panchina. È l’anno in cui Allegri ha sempre mal di schiena e Asanovic passa da Napoli per preparare i Mondiali. Di quella esperienza tanto desiderata sulla panchina della città in cui era nato, Galeone dirà: «Sono stato presuntuoso, se in un posto si arrende Mazzone, significa che non c’è niente da fare». Eppure, quel Napoli – nella sua Udine – gioca la migliore partita dell’anno. Va in vantaggio con Bellucci e si fa raggiungere al minuto 92 con un autogol di Crasson. Sta iniziando la fine. 


 settembre 2007  La prima vittoria in A di De Laurentiis

  Il momento della rivelazione. La generazione cresciuta con il fallimento del post-Maradona e con la serie C fa la scoperta improvvisa che col Napoli si può di nuovo sognare. Cosa non è ancora chiaro. Ma è la prima vittoria in A della nuova proprietà. Cinque a zero. Ci sono i gol di Zalayeta e una partita sesquipedale di un argentino semisconosciuto, quel Lavezzi detto il Pocho non si sa perché, tutto dribbling e follie. Più che un risultato, fu una presa di coscienza. Prima sfuriata tv di De Laurentiis che se la prende con i soloni che hanno dato 5.5 come voto al mercato del Napoli. 


 maggio 2023  Il terzo scudetto

  La lunga stagione trascorsa in testa alla classifica sembra non trovare mai una fine. Il Napoli è andato alla sosta-mondiale di dicembre con 8 punti di vantaggio e la storia già diceva che nessuno si era fatto rimontare un simile margine. Così sono cinque mesi di attesa e di festa pronta in canna, solo che nelle ultime giornate la festa non comincia mai, anzi non finisce mai, anzi non esplode mai, vabbè ci siamo capiti. Succede a Udine, dove Osimhen fa il gol dell’1-1 decisivo, nella porta alla destra della tribuna da cui viene ripresa la partita. Come il Carnevale 87 con la Fiorentina, come il Baroni 90 alla Lazio. Bisognerà aspettare McTominay contro il Cagliari [2025] per buttarsi con lo scudetto a sinistra. 

 

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