regia È stata la mano di Chivu
Due volte è capitato in questa serie A che il miglior attacco del momento sfidasse la miglior difesa del momento. Indovinate com’è finita tutt’e due le volte? È finita con un gol di Bonny all’Olimpico contro la Roma di Gasperini e con i quattro segnati sempre dall’Inter ieri al Como. Ma chi siamo noi per disturbare un luogo comune che dorme.
Paolo Tomaselli sul Corriere della sera ha scritto che “la sintesi perfetta di quello che si sono persi gli assenti, è il terzo gol al Como, con la pressione asfissiante di Barella, Mkhitaryan, Lautaro e Calhanoglu, fino al magnifico tiro da fuori del turco, dopo il rimpallo di un difensore. Non male per la squadra più vecchia (30 anni e 86 giorni di media) contro l’avversario più giovane affrontato fin qui (25 anni e 46 giorni): se limita gli alti e bassi, perché cinque sconfitte tra campionato e Champions non sono poche, la squadra di Chivu può essere quella giusta, come qualità e quantità della rosa, per trovare la continuità necessaria per uscire dal mucchio e vincere lo scudetto”.
Arianna Ravelli sulla Gazzetta considera che “la sua Inter (sempre più sua) ha aggredito dal primo minuto il Como, gli ha impedito di fare il Como, l’ha asfissiato con un pressing molto alto tipico di altre latitudini e scuole, per esempio quella dell’Ajax che sta all’origine della formazione del tecnico romeno, è arrivata in porta a due tocchi per vie centrali che Fabregas non è riuscito a proteggere. Il capolavoro di Chivu però probabilmente non è tattico, bensì gestionale. Dopo che in Coppa Italia si era messo in mostra Diouf, ieri è stato Luis Henrique finalmente a sbocciare. Con pazienza, scegliendo tempi e modi giusti (per esempio preferendo le gare in trasferta per i debutti visto che Chivu conosce bene il peso del mugugno di San Siro), l’allenatore è riuscito a lanciare ragazzi che avevano evidenti difficoltà a inserirsi e ora si rivelano utili alla causa”.
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trucco Il make-up della Roma in attacco
Tre sono le scintille creative del campionato congegnate in panchina. La prima è Leao centrattacco di Max Allegri, la seconda è Koopmeiners restituito alla difesa da Spalletti, la terza è il falso o il falsissimo centravanti di Gasperini, secondo che sia Dybala o Baldanzi. Ferguson ha avuto un’altra chance contro il Napoli, oggi col Cagliari pare che tocchi al tridente leggero: la Roma aliante. Così, sul Corriere dello sport-stadio si legge che in panchina l aRoma ha una forma evoluta di AI e si chiama Chat GPG [Gian Piero Gasperini]. Anche dopo la sconfitta con il Napoli, la Roma resta nella sua migliore stagione alla 14esima giornata da 10 anni. È seconda in A per recuperi offensivi, il Cagliari penultimo per qualità delle riconquista e non vince da 9 partite. Sebastiano Esposito segna da due gare consecutive ed è uno dei pochi italiani a tre gol.
la prima scena Le partenze di Cremonese e Lecce
La Cremonese vive la seconda miglior partenza della sua storia e lo stesso Lecce oggi ha la chance di eguagliare il miglior avvio di sempre dopo 14 turni. Davide Nicola guida la squadra con la migliore percentuale realizzativa, segna 15 gol ogni 100 tiri in porta.
▥ SPECCHI Vardy vs Camarda
Due età del calcio che si guardano negli occhi. L’esperienza che corre ancora e la giovinezza che sa cosa vuole diventare. Jamie Vardy entra in campo con la fame di chi non ha ancora dimenticato da dove viene. Si concede scatti leicesteriani e sfida la linea del fuorigioco come se fosse un gioco d’azzardo, Vive di tempo rubato e di cattiveria. Francesco Camarda ha tecnica che deve affinarsi, gesti che sono bozzetti pieni di intenzione, appoggi puliti, controllo morbido, un desiderio di farcela più luminoso e meno disperato.
sceneggiatura La squadra della UE ai Mondiali
Nella sua rubrica domenicale per Repubblica, lo scrittore Gabriele Romagnoli ha fatto un sogno. “Dopo il venerdì nero della dignità, l’Europa intera ha un sussulto, “un volgo disperso repente si desta”, solleva la groppa mirando alla coppa, “con l’agile speme precorre l’evento”, la squadra s’aduna, di tante anime una. Vengono ritirate le nazionali, nasce la continentale. Invece di 16 posti, uno solo: UE Football Team. Escluso l’Egitto alla memoria di Giulio Regeni, restano 32 squadre, come sarebbe sensato. Invece di “104 Super Bowl”, compreso Curaçao-Ecuador, solo partite vere. All’Europa resteranno vent’anni di civiltà in agonia e due secoli di calcio dominante. Mettiamo Guardiola in panchina, davanti il tridente Mbappé- -Haaland-Yamal. In porta, riserva Donnarumma, titolare l’ucraino Trubin, e che niente e nessuno passi il confine tracciato tra i pali. Una cavalcata trionfale coast-to-coast fatta da un terzino (Calafiori o Cucurella). Non abbiate fifa, abbiate Uefa”.