Stile o sostanza: il dilemma dei tifosi del Tottenham davanti a Frank

Stile o sostanza: il dilemma dei tifosi del Tottenham davanti a Frank

Ci sono manager che arrivano per cambiare tutto e altri che si presentano per rimettere le cose a posto. Thomas Frank, scrive Jamie Carragher sul Telegraph, appartiene a questa seconda specie. Eppure, nemmeno portando il Tottenham dal quartultimo posto al terzo in cinque mesi è riuscito a conquistare davvero i tifosi dopo la fine turbolenta dell’era Postecoglou”.

Con Ange Postecoglou era stato amore a prima vista — un calcio vertiginoso, una promessa di rivoluzione e  l’Europa League come ultimo bacio d’addio. Il  Tottenham di Frank vive ancora nell’ombra del fantasma del suo predecessore: c’è meno fuoco e più controllo; c’è meno romanticismo e più pragmatismo. Quello di Frank è un approccio che per ora è più tollerato che amato – perché quando chiesero una volta a Maturana cosa si potesse definire Bellezza nel calcio, Maturana rispose: «È quando la gente se ne accorge».  

Carragher sottolinea come i numeri siano comunque inequivocabili. Gli Spurs, insieme a Chelsea e Manchester City, hanno uno dei migliori attacchi della Premier League e hanno una difesa da titolo: solo l’Arsenal ha subito meno gol. In trasferta, poi, sono diventati “un animale completamente diverso”, vincendo quattro delle prime cinque partite fuori casa dopo appena tre nelle precedenti diciotto con Postecoglou.

Ma il vero banco di prova resta il Tottenham Hotspur Stadium, dove il pubblico, scrive Carragher, vuole sentire il cuore accelerare. Dal 2024, il rendimento interno è stato il peggiore tra le squadre mai retrocesse del campionato. Anche sotto Frank, il dato resta deludente: pochi punti, pochi gol, poche emozioni. E in un club dove la memoria del we’ve got our Spurs back risuona ancora come una preghiera, non basta essere solidi — bisogna essere belli.

Il Chelsea, che arriva oggi a Londra, sarà un test. La partita di due anni fa contro i Blues era stata la quintessenza del caos postecogliano: nove uomini, linea alta, una disfatta spettacolare scrive Carragher. Quella sconfitta aveva aperto una lunga crisi, suggellata poi dall’esonero di Ange. Ora lo stesso avversario diventa il simbolo del nuovo ciclo: niente paillettes, solo efficienza.

Per Carragher, Frank è “un allenatore difficile da incasellare”. Un tecnico camaleontico, capace di adattarsi al contesto, che usa il cosiddetto “percentage football” per costruire basi solide, ma che parla anche di ambizione e bellezza quando le circostanze lo permettono. A Brentford aveva già mostrato il suo metodo, puntando su organizzazione, fisicità e schemi da palla ferma: Quel modello ora è diventato di moda, ma Frank lo praticava quando tutti cercavano di imitare Guardiola e Klopp.

A Londra ha portato João Palhinha, un mastino più che un regista, e Xavi Simons, il talento che incarna il vecchio ideale estetico degli Spurs. Il primo per dare sostanza, il secondo per infinarci dentro un po’ di poesia. Ma anche qui la sintesi è complessa: In casa, la coppia Palhinha-Bentancur viene vista dai tifosi come troppo prudente.

Eppure, la prudenza funziona. Il  Tottenham è terzo, e con cinque posti Champions per l’Inghilterra la strada verso la Champions è apertissima. Frank ha restituito struttura a una squadra che per troppo tempo è stata forma senza sostanza. Ora, dice Carragher, l’obiettivo è l’inverso: sostanza prima dello stile. Ma il fascino, quello vero, nascerà solo se riuscirà a fondere le due cose. Vedere come Frank proverà a dare agli Spurs il meglio di entrambi i mondi sarà affascinante quanto lo era l’approccio sfrontato di Postecoglou.

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