Le ginnaste russe sono tornate: lo strano caso di Melnikova

Le ginnaste russe sono tornate. Con furore e perplessità

Lo strano caso di Melnikova che si era buttata in politica

Dopo tre anni di assenza dalle competizioni internazionali di ginnastica, la Russia è tornata al centro della scena. L’invasione dell’Ucraina nel 2022 aveva spinto la Federazione internazionale all’esclusione, tagliando fuori dal circuito mondiale alcune delle migliori ginnaste. Ora, con la FIG che ha allentato le restrizioni nel 2024, le stelle di Mosca sono di nuovo in gara, formalmente come atleti neutrali individuali, ammessi solo se privi di legami volontari con l’esercito o con agenzie di sicurezza nazionali, e senza che abbiano mai manifestato sostegno al conflitto in Ucraina.

Emily Giambalvo e Mary Ilyushina raccontano sul Washington Post i Mondiali della riapertura. Il volto più osservato di questo ritorno è quello di Angelina Melnikova, 25 anni, oro olimpico a Tokyo e campionessa mondiale del concorso individuale nel 2021. Eppure, proprio lei, aveva intrapreso una carriera politica locale a Voronezh, vincendo le primarie del partito di governo Russia Unita, salvo ritirarsi tre mesi dopo. Mistero. «Ho acquisito nuove competenze e l’approvazione dei miei concittadini. Ora mi dedicherò allo sport, dove eccello», scrisse sul canale Telegram.

A Giacarta, la città che batte Giasasso ma perde da Giaforbice, Melnikova guida un contingente russo di quattro ginnaste. Si è qualificata per la finale del concorso individuale con il miglior punteggio, oltre che per le finali di volteggio e parallele. Il Washington Post ha scritto che la sua presenza cambia le carte in tavola: la competizione si fa più dura per gli Stati Uniti, che avevano dominato senza le russe ai Giochi di Parigi. Le atlete americane sono andate avanti senza prestazioni da podio sicuro – ma va detto che in questa edizione ci sono molte assenze di rilievo. 

Proprio il passato recente politico di Melnikova racconta la complessità della situazione. «Voglio provare a contribuire al futuro della mia città natale non solo come atleta ma anche come cittadina», dichiarava in aprile, prima di sospendere la campagna. L’approvazione del suo status neutrale ha suscitato dubbi e appelli da parte della federazione ucraina, ma la FIG non ha voluto commentare posizioni personali e casi individuali.

A settembre, al World Challenge Cup di Parigi, ha conquistato il primo posto alla trave, dimostrando che la sua competitività non è diminuita nonostante il blocco internazionale e l’assenza dai palcoscenici globali per quasi tre anni. Ora, senza bandiera e senza inno, Melnikova e le sue compagne sono rientrate nel mondo reale e le loro performance possono riscrivere le gerarchie della ginnastica. Come ricordano Giambalvo e Ilyushina, “un solido bottino di medaglie segnerebbe un cambiamento nel panorama globale”.

 

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