Lo Slalom del 14 agosto | Cosa leggere, sapere e vedere

 

 

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# 1 giorno al via di Premier, Ligue 1 e Liga

 

     

►  IL PSG ha vinto la Supercoppa europea battendo il Tottenham ai rigori dopo aver pareggiato 2-2 una partita che stava perdendo per 0-2 a cinque minuti dalla fine. Il caso Donnarumma può finire in tribunale, l’agente Enzo Raiola parla di principio di mobbing. 

◇  La Juventus giocato la sua tradizionale amichevole d’agosto in famiglia, ma allo Stadium non più a Villar Perosa. C’era quasi il pieno, commozione per il ricordo di Vialli e fischi per Vlahovic che non se ne vuole andare. Il Corriere della sera scrive che il peso degli errori del passato rallentano la possibile rinascita. Oggi la Juve non vale né il Napoli – scrive Bocci – né l’Inter, forse neppure il Milan. E Tudor non può colmare il gap da solo

◇  È morto Franco Cresci, difensore del Bologna da oltre 400 presenze fra 1968 e 1979. Aveva vinto due volte la Coppa Italia. Nel 1971 era stato convocato dal c.t. Valcareggi in una Nazionale sperimentale [con Capello, Anastasi e Bettega] per un’amichevole contro una selezione del campionato francese. 

◇  Compravendita. Se ne va in Premier un altro giovane difensore dopo Calafiori [Arsenal] e Coppola [Verona]: il Liverpool ha preso Leoni dal Parma per 35 milioni. Leoni ha 18 anni e 17 presenze in serie A. Nessuno in Italia aveva quei soldi o la voglia di spenderli. 

◇  Venus Williams ha ricevuto come previsto una wild card per il torneo di Flushing Meadows. A Cincinnati Sinner ha eliminato Mannarino in due set. Ricorderemo Cincinnati per i bocchettoni dell’aria condizionata che sparano refrigerio addosso ai campioni, per il numero record di ritiri (ieri è toccato all’americano Tiafoe, rimasto senza fiato con Rune) e per una certa resistenza di Jannik Sinner a ritrovare se stesso [Gaia Piccardi, Corriere della sera]

◇  Filippo Conca è quel ciclista che una quarantina di giorni fa vinse la maglia tricolore al campionato italiano pur correndo con una squadra semi dilettantistica. Domani debutta al Circuit Franco-Belge con la maglia di una squadra professionistica, la Jayco-AlUla. Colore: viola. 

 

   

Con le mani sbucci le cipolle

Zucchero

 

Lo scherzo di Chevalier

Un truc de dingue è quel modo francese per dire che è capitato qualcosa di incredibile, o di bizzarro, o di inatteso, e tutt’e tre le cose assieme. Qualcosa di folle nella folle estate parigina, come accennava ieri mattina L’Équipe. Un truc de dingue è il titolo di una canzone di PLK, rapper parigino: le tre consonanti stanno per polak, le origini della sua famiglia paterna, il nonno emigrò durante la seconda guerra mondiale. PLK è cresciuto con la nonna, il suo ultimo album si intitola Enna perché è la contrazione dei nomi di suo fratello e sua sorella. Un rapper tutto rabbia e famiglia, con una condanna a un anno di domiciliari sotto sorveglianza elettronica per aggressione in stato di ebbrezza e recidiva a un agente di polizia municipale. 

Tutto rabbia e famiglia è stato pure ‘sto PSG, sotto per 0-2 al minuto 85 quando pareva fiacco e apatico, pareva la perfetta rappresentazione di una squadra da raccontare senza originalità come vittima di un mese senza calcio, senza amichevoli precampionato, senza la sufficiente preparazione eccetera eccetera. Perfino il secondo gol subito, un errore di Lucas Chevalier, era della taglia giusta, si incastrava preciso preciso dentro la bozza già scritta della partita: lo vedete che vi serve Donnarumma?

Ma quanto si diverte il pallone a cancellare con un’onda le certezze scritte sulla sabbia. Il PSG ha trovato due lampi di genio, si è portato ai rigori, e ai rigori Chevalier ha parato il tiro di Micky Van de Ven, offrendo alla capitale di Francia la prima Supercoppa di un club di Francia. 

Ora, perfino noi tutti dannarummiani, mettiamoci nei suoi panni. Esaminato, sollecitato, colpevole poi decisivo è la sintesi di Loic Tanzi per il quotidiano sportivo francese. Il contesto – dice – non impedirà lunghi dibattiti su Lucas Chevalier e Donnarumma nei prossimi giorni, ma in questa Supercoppa, l’ex giocatore del Lille ha comunque dato una risposta positiva. Chevalier è nato sotto una buona stella. Quella tipica dei grandi portieri

Ha giocato molto con i piedi con i due difensori centrali, come evidentemente gli viene chiesto, come spesso si fa nel calcio contemporaneo anche se ancora un po’ ce ne scandalizziamo e resistiamo, rigettando l’idea che le cose mutano, si trasformano, che nessun lavoro al mondo è rimasto uguale a quello di cinquant’anni fa, ma neppure rispetto a dieci, a cinque. Il portiere no. Il portiere lo vorremmo come Albertosi, meglio ancora se come Bacigalupo e Combi. Deve parare e basta. 

Questo non significa che Donnarumma sia superato.

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 Che cosa stanno leggendo in Europa

 🟨   In Francia e in Inghilterra la finale di Supercoppa europea – In Spagna cose di Real Madrid e Barcellona – In Italia il calciomercato e i fischi a Vlahovic

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I temi del giorno

 

   

Bentornato Berardi, c’è un c.t. calabrese come te

LE VENTI SQUADRE DI SERIE A: IL SASSUOLO

  Tornano in un colpo solo in serie A un campione del mondo e un campione d’Europa. Il campione del mondo è il signore del rigore decisivo di Berlino [Fabio Grosso], e siede in panchina.

NON SI PUO CHIUDERE BOCCA DI  – Il campione d’Europa è un tipo ormai di 31 anni che da Sassuolo non si è mosso mai. Domenico Berardi è l’incarnazione perfetta dei nostri giudizi orientati. Se i calciatori ti mollano e vanno via, non esistono più le bandiere di una volta. Se Berardi si tiene una maglia per tutta la vita, lo guardiamo con sospetto: gli è mancata la fame, la fama, la voglia di mettersi in discussione e di misurarsi con qualcosa di più grande. Lorenzo Longhi una volta ha chiamato a testimoniare i Pink Floyd e su Domani ha scritto che la domanda può porsela chiunque, anzi dovrebbe porsela ognuno. Did you exchange a walk on part in a war for a lead role in a cage?, faresti il cambio tra un ruolo di comparsa in una guerra e quello da protagonista in una gabbia? È Wish you were here, ha cinquant’anni e a prescindere dalla genesi, dalla figura a cui è dedicata e dall’esegesi del testo, mette il dubbio: sempre. La domanda è quella e la risposta, se la scelta è libera, è comunque quella giusta, anche se un certo spirito del tempo invita a pensare che solo puntare al massimo sia una soluzione accettabile e degna.

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Le analisi

 

Che cosa vi ha fatto di male il Fantacalcio?

Il suo destino è uguale a quello del calcio

    Se non siamo più gli stessi davanti al calcio, se non siamo più gli stessi di trent’anni fa, la responsabilità e chiare e le colpe sono evidenti. Il Fantacalcio. Quel gioco che nacque come un sovvertimento chic alla metà degli anni Novanta e quando ha conquistato le masse, oddio, ha causato una strana divisione culturale, una sorta di dualismo snobismo/infantilismo dice stamattina Jonathan Liew sul Guardian ragionando su chi siamo, dove andiamo, a che ora si mangia. Liew dice che si diffonde sempre più l’opinione che ossessionarsi per squadre inventate in un gioco inventato sia fondamentalmente una banale assurdità, la sostanza della rovina della civiltà, un parassita entrato nel corpo del football. Spesso queste accuse – sottolinea – vengono mosse dalle stesse persone che sostengono che urlare ai cavalli di correre più veloci costituisca in qualche modo la forma più alta di impresa sportiva.

Dall’altro lato del tavolo, fa notare, c’è però una schiera di uomini ormai adulti che analizza la conferenza stampa di Eddie Howe fin nei mini dettagli per capire se questo o quello giocherà dall’inizio o va messo in panchina. Quando Ange Postecoglou arrivò al Tottenham, ammise con un certo rammarico di essere stato costretto a lasciare il fantacalcio che faceva con i suoi amici da 20 anni. Nessuno gli chiese se fu costretto dagli amici o se lasciò lui. 

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L’inquietudine per la magrezza di Ferrand-Prevot. E allora gli uomini?

Dieci giorni dopo la vittoria al Tour de France, Pauline Ferrand-Prevot è ancora sulla bocca di tutte. Per il suo fisico. Per il suo corpo smagrito di proposito, per essere leggera in salita, scattare in montagna e lasciarsi tutte alle spalle. Ci sono troppi corpi troppo magri nel ciclismo [se ne parlava qui] e Ferrand-Prevot si è dovuta premurare di dire che per lei si tratta di una condizione transitoria, non fate come me, mi serviva solo per il Tour [se ne parlava qui].

Ieri la svizzera Marlen Reusser è tornata sull’argomento parlandone con il quotidiano svizzero Tages Anzeiger: «In segreto speravamo che non vincesse. Ha fissato un nuovo standard, e quando una ciclista raggiunge il successo mette pressione alle altre». Il timore di Reusser è che ora parta l’emulazione. 

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Interpreti

 

 

 

Se ci fosse un Duplantis anche nelle altre discipline

Uno studio della NASA aveva individuato tempo fa in 6,10 la misura oltre la quale sarebbe stato impossibile andare nel salto con l’asta per l’umanità contemporanea. Mondo Duplantis è già 19 centimetri più su. Rispetto alla misura di Renaud Lavillenie che nel 2014 aveva il record prima di lui, il miglioramento è stato del 2,1%. L’Equipe si è divertita a mettere in piedi due pagine per misurare cosa significa questo progresso, applicandolo a cinque altre discipline per generare altro stupore virtuale, come se non bastasse quello effettivo. Così un miglioramento del 2,1% applicato al 9.58 di Usain Bolt porterebbe oggi il primato del mondo a 9.38. Guy Ontanon, ex allenatore dei più grandi sprinter francesi, dice al giornale che il limite biologico per un uomo è di 9.30. 

Il 2,1% di miglioramento nel lancio del giavellotto porterebbe i 98,48 metri di Jan Zelezny [resistono dal 1996] alla misura di 100,55 metri. Jacques Danail, il coach del primatista di Francia, pensa che Vetter avrebbe potuto superare quella barriera. 

[Oh, un giorno bisogna prendere un cronometro e vedere in quanto tempo un giavellotto percorre 100 metri, se è più veloce o meno di Bolt. Magari qualcuno già lo sa]. 

Il miglioramento del 2,1% nella maratona porterebbe il record introno a 1 ora e 58 minuti: ieri qui si segnalava che secondo le tabelle di World Athletics la misura di 6m29 con l’asta vale 1 ora, 59 minuti e 10 secondi. Lo stesso giochino produce un record del mondo di 9,13 nel salto in lungo e di 2,50 nel salto in alto, la disciplina nella quale invece il rendimento medio non cresce da tanto. Con il 2,37 della medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atlanta 1996, il polacco Artur Partyka avrebbe vinto l’oro in tutte le edizioni successive tranne una, più tutti i titoli mondiali dal 2001 tranne uno.


 

Le immagini della giornata di ieri

   La vittoria di Sinner a Cincinnati

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Oggi

 

 

La prima partita della Nazionale delle Isole Marshall

L’ultimo Paese al mondo senza una nazionale di calcio giocherà la sua prima partita domani negli Stati Uniti, con l’obiettivo di ottenere presto il riconoscimento della FIFA. Su un campo di football americano in una piccola città dell’America centro-meridionale, Springdale, Arkansas, capitale mondiale del pollo, si decide il destino dell’ultimo Paese indipendente che non ha mai avuto una maglia e un pallone da prendere a calcio. 

Quando saranno le tre del mattino in Europa, mentre poco più su in Alaska staranno discutendo d’altro, le Isole Marshall affronteranno la squadra numero #207 del ranking FIFA, le Isole Vergini americane e la loro stella J. C. Mack. Lo chiamano Outrigger Challenge Cup, ed è stato organizzato proprio dalle Isole Marshall per sostenere la campagna di iscrizione alla FIFA.

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Guida allo sport in tv di oggi

La Nazionale di Pozzecco contro l’Argentina

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