Cosa rimane delle ambizioni della Ligue 1
Dopo aver salutato quasi contemporaneamente Mbappé, Messi e Neymar – le tre stelle che nelle apocalittiche visioni del mondo avrebbero certamente portato la Ligue1 a superare la serie A – la Francia deve trovare in qualche modo una consolazione. Quando mancano cinque giorni alla prima palla al centro, in un campionato che lancia il proprio canale tv non per valorizzare il prodotto ma per disperazione, Vincent Duluc su L’Èquipe dice che saranno otto i campioni del mondo 2018 nel prossimo campionato, inclusi i tre nuovi arrivati: Paul Pogba al Monaco, Olivier Giroud al Lille e Florian Thauvin al Lens. Gli ultimi due vanno a vivere a un’ora di treno al Nord e stanno oggi in prima pagina sul giornale francese, uno di ritorno dalla MLS e l’altro dall’Udinese: “Una manna” si legge. Ehm.
Ma tra le righe l’editoriale è abbastanza malinconico. Ligue 1+ è la sesta piattaforma diversa che trasmetterà il campionato dal 2020 dopo Téléfoot, Canal+, Amazon Prime Video, beIN Sports e DAZN, dopo il rovescio inaudito vissuto ai tempi di Mediapro e i dati resi pubblici da So Foot qualche mese fa: il 37% dei potenziali telespettatori del campionato francese sceglie canali di trasmissione illegali, addirittura il 55% nella sera di Marsiglia-PSG e la Ligue è “la principale responsabile di questa situazione” – scrisse la rivista.
“Essere o essere stati”, rincula allora nel titolo di pagina 2 il quotidiano sportivo dopo le fanfare suonate in copertina, e Vincent Duluc considera che “la Ligue 1 non è dispiaciuta di essere stata scelta perché non c’era di meglio altrove. Prima di sapere se la quasi totale assenza di diritti televisivi indebolirà immediatamente e drasticamente la competitività dei club francesi in Europa, le ultime partite di preparazione, con l’avvicinarsi della stagione, hanno svolto la loro funzione. In primo luogo offrendo storie che ci fanno desiderare di sapere cosa succederà. In secondo luogo suggerendo che PSG, OM e Monaco sembrano poco preoccupate dalla recessione, in generale, ma molto preoccupate dall’imminente battaglia”.