Lo Slalom del 24 aprile | Cosa leggere, sapere e vedere

 

#2 giorni alla Diamond League di Xiamen

   

►  Il Milan ha battuto per 3-0 l’Inter nella semifinale di ritorno di Coppa Italia e giocherà per il trofeo, probabilmente contro il Bologna [stasera il ritorno con l’Empoli]  ◇  I quattro recuperi di campionato si sono conclusi con le vittorie del Parma sulla Juventus, della Lazio sul Genoa, del Torino sull’Udinese e della Fiorentina a Cagliari   Thomas Ceccon sta partecipando ai campionati d’Australia open. Ha vinto 100 e 200 dorso [con primato italiano] e anche i 100 farfalla, facendo i tempi per la partecipazione ai Mondiali Il Masters 1000 di Madrid è iniziato con la vittoria di Federico Cinà sull’altra wild card Coleman Wong. Fognini ha perso con Djere, Cobolli ha battuto Marozsan

 

 

Quando c’è il muro di Huy nessuno scatta a 60 km dall’arrivo

La vittoria diversa di Pogačar alla Freccia Vallone

 

La corsa femminile

E allora le donne? Ha vinto Puck Pieterse, olandese, ma un’olandese diversa. Non un’olandese delle sei salite sul podio ai Mondiali negli ultimi dieci anni, non un’olandese che ha vinto il Giro o il Tour, non un’olandese tra quelle che hanno dominato le Classiche. È un’olandese di 23 anni che ha vinto i Mondiali giovanili di ciclocross e i Mondiali assoluti di mountain bike – se proprio servisse un’altra conferma sulla nuova fluidità acquisita dal mondo della bicicletta, e soprattutto sulle caratteristiche tecniche che occorrono per brillare alla Freccia Vallone. Il sito Bici Pro ricorda che Remco Evenepoel aveva detto alla vigilia: «Non dobbiamo portare Thibau Nys in carrozza sotto al Muro». E in tantissimi davano per favorito, o comunque rivale numero uno di Pogačar, Tom Pidcock. [Infatti si è piazzato terzo]. 

Pieterse ha spiegato che il muro di Huy le ricordava il circuito di Coppa del mondo di ciclocross a Leogang. «Sono partita con grande tranquillità. E lo sono stata per tutta la corsa. La tattica? Era semplice. Aspettare il passaggio finale sul Muro. Devo dire che sono state brave le mie compagne a mantenermi sempre coperta. Ho anche rivisto le ultime dieci edizioni. E in più ho ricevuto consigli da Annemiek Van Vleuten. In realtà quando le ho chiesto qualcosa mi ha riempito di dati e analisi. In pratica mi ha mandato un libro». Le gare di cross e di mountain bike hanno in comune con la Freccia Vallone gli sforzi esplosivi. Una corsa che si decide con un colpo di schioppo di una ventina di secondi è adattissima. E comunque Puck Pieterse ha vinto pure gli ultimi Mondiali su strada Under-23.

Che cos’è la Superlega di ciclismo

Ne scrive Emanuele Peri per gli abbonati a Bicisport: Dopo anni di indiscrezioni, sembra essere sempre più definito il progetto One Cycling, una superlega del ciclismo sostenuta da investitori sauditi, con l’obiettivo di rinnovare il panorama delle corse professionistiche. L’annuncio ufficiale potrebbe arrivare prima del Tour de France, segnando una potenziale svolta epocale per questo sport. Il progetto, fortemente voluto dall’Arabia Saudita, prevede la creazione di un circuito parallelo con almeno quattro tappe premium a partire dal 2027, distribuite tra Asia, America e Medio Oriente. L’idea è quella di concentrare i migliori corridori in eventi selezionati, evitando la dispersione attuale, dove i big si incrociano raramente durante la stagione. In realtà il progetto arriva proprio mentre i big non fanno altro che incrociarsi, ma come si sa le Superleghe per nascere qualcosa si devono inventare, una volta è l’interpretazione dei desideri dei giovani [da parte di qualche over-cinquantenne], un’altra volta è l’idea che l’attesa di un duello non sia essa stessa un duello – come quasi diceva quel tale. 

 

Rispetto, laicità, buon senso: cosa è andato storto con il calcio nei giorni di lutto nazionale per il papa

La Coppa Italia

Dopo la sconfitta per 3-0 subita dal Milan, Paolo Condò sul Corriere della sera scrive che Simone Inzaghi non può più sbagliare. l’Inter – si legge – ha subito in quattro giorni due colpi che la fanno vacillare: campionato riaperto e Coppa Italia perduta. Al di là dell’ovvio fastidio di aver dato strada al Milan, la questione del Triplete sfumato lascia il tempo che trova: la mancanza della coppa non toglierebbe un grammo alla gioia per la conquista di Champions e scudetto. Ma arriverà? Il problema dell’Inter, amplificato dalla rotondità della scoppola di ieri, è la scansione infernale degli impegni che le restano, e la loro connessione: se è vero che vincere aiuta a vincere, il contagio di due sconfitte consecutive — non accadeva da due anni — va interrotto subito, entro domenica, quando anche un pareggio contro la Roma, con il Napoli che gioca dopo, diventerebbe un rischio inaudito. Il Barcellona in questo momento sembra lontanissimo, l’augurio è che il rientro di Dumfries e Thuram lo sia meno, perché la grande stagione dell’Inter lo è stata per pochi, i titolari più un paio di alternative. E Inzaghi ha un bisogno immediato di gente forte e fresca.

 

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Io non sono un allenatore diverso da 2-3 giorni fa e anche i giocatori sono gli stessi. Non va tutto benissimo, ma neanche prima era tutto brutto

SERGIO CONCEICAO

      

La psicologia del giocatore di biliardo nel suo teatro del silenzio

  C’è un ritmo lento che accompagna le partite di biliardo, c’è un ritmo lento che chiede ai giocatori, glielo impone, un controllo feroce dei pensieri. Gli chiede di mantenere la concentrazione per lunghi periodi, spesso immersi in un silenzio carico di attesa che caratterizza le sale da biliardo. Ogni colpo richiede calcolo, visualizzazione, esecuzione precisa, con il peso aggiuntivo della consapevolezza che una singola mancanza di concentrazione può cambiare le sorti di una partita.

Questo succede, questo fa del biliardo un posto dove più che altrove bisogna battersi con i demoni che ti abitano dentro. Tanti altri sport sono un regno di solitudine. Het Nieuwsblad ha spiegato che nel tiro con l’arco o nelle freccette, ogni atleta ha un certo numero di colpi. Si alternano. Al biliardo invece vieni al tavolo solo se il tuo avversario sbaglia. Questa è la sua unicità. «Ogni giocatore di biliardo lo sa: le partite si vincono e si perdono sulla sedia», questo è il parere di Eddy Merckx, un altro che di solitudine ne sapeva. Lui la cercava andando in fuga. «Una delle cose che si impara prima è stare seduto sulla sedia, seguire il gioco del tuo avversario. Non dovrebbe farlo, perché si perdono energie inutili. Bisognerebbe solo stare calmo e aspettare che tocchi a te. Ma l’attesa consuma. Quando mi siedo su quella sedia – ha detto una volta Luca Brecel – finisco con la testa in un altro mondo. Certe volte mi metto a pensare a cose divertenti da fare il giorno dopo».

Snookerpot ha provato a raccontare la psicologia di un giocatore di biliardo e parla di lotta psicologica che si combatte sul tavolo, sottile e intensa. I giocatori non devono solo tenere a bada i nervi, ma anche padroneggiare l’arte della resilienza psicologica, gestendo le emozioni e i livelli di stress nel mezzo del flusso e riflusso del gioco. È in quest’arena mentale che le partite vengono vinte o perse, molto prima che l’ultima palla nera venga imbucata.

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