Com’è nato il Flickelona, l’evoluzione alla tedesca del Barça

    Hansi Flick ha trasformato il Barcellona in una squadra completa. Ha preso un brand del possesso palla esasperato, una squadra che a lungo ha cercato per la propria panchina solo un clone di Pep Guardiola, se non un clone un sosia, una sua fioritura, una sua gemmazione, un aggiornamento del sistema operativo. Ha cercato un altro cruyffiano in Tito [Villanova] e Tata [Martino], in Luis Enrique e Quique Setién, in Koeman e Xavi. 

Di fronte a molte copie di mille riassunti, al culmine della disperazione, ha rivolto lo sguardo verso questo tedesco fresco di débâcle con la sua Nazionale evidentemente per hybris – castigato dagli dèi per la tracotanza di aver preso il Bayern con un interim da vice, averlo portato a vincere sei trofei in una stagione e averlo lasciato da un giorno all’altro, sentendosi uno Zeus. 

Il Barcellona e Flick stanno facendo insieme un percorso di rieducazione. Domenica sera, per la prima volta dal 2007, dunque prima dell’avvento del cholismo, l’Atlético Madrid ha perso una partita nonostante fosse in vantaggio di due gol. Quando una squadra si fa rimontare da 0-2-0 a 2-4 viene sempre da chiedersi cosa sia cambiato a un certo punto, quale idea sia riuscita a soppiantare un’altra. Cerchiamo sempre una ragione in quello che succede, anche quando ragioni non ce ne sono. Ci pare che una debba per forza esistere solo perché l’indagine avviene dopo. Dopo sapevamo tutto prima

Allora ha scritto The Athletic che in realtà non c’è stata una battaglia tattica. O meglio: sì, possiamo raccontarci un mucchio di cose su questo e quello, su Lewandowski e Raphinha, su tagli e incursioni, intensità nel mezzo e giocatori fra le linee, possiamo dirci un mucchio di quelle cose che al 91esimo 97esimo sembrano delle buone teorie a sostegno del risultato. La verità è che il Barcellona di oggi, il Barcellona di Flick, gioca «il miglior calcio di squadra in termini di combinazioni, e con delle grandi individualità. Possono segnare anche dei gol anche con i cross»

L’ha detto don Diego Simeone in persona con il tono di chi sta manifestando un’eresia. Solo tre club della Liga, l’Athletic Bilbao, il Villarreal e il Girona, hanno segnato più gol su cross rispetto agli 11 del Flickelona. Una decisa sorpresa considerando le sua identità tradizionale di squadra votata a tenere la palla a terra. È una caratteristica del suo gioco in questa stagione e qui c’è tutta una galleria di situazioni che soddisfano curiosità nerd

Non è qualcosa per cui il Barcellona vada solitamente famoso – scrive The Athletic – ma il fatto che Flick abbia aggiunto delle caratteristiche al Barcellona più classico [pressing e controllo del centrocampo] rende questa squadra insolitamente completa. Per Ramon Besa su El Pais la più bella e la più divertente di Spagna. Ma di un divertimento post-ideologico, ecco. Adesso forse si può dire così. 

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