Storia della trattativa fra Hamilton e la Ferrari

Storia della trattativa fra Hamilton e la Ferrari

La storia tra Lewis Hamilton e della Ferrari si macchia d’olio e di puzza di motori da domani, al massimo da mercoledì, con i primi giri al volante, i primi test non ufficiali sul circuito di Fiorano. L’Équipe coglie l’occasione per ritornare alla genesi di quello che definisce “il trasferimento del secolo”, l’incontro tra il sette volte campione del mondo britannico e la scuderia italiana. Quasi un anno fa, era febbraio, la notizia cominciò a circolare alle cinque del mattino. Quelli della Mercedes non ci potevano credere, i tifosi della Ferrari non osavano farlo

«Francamente se ci penso – racconta Fred Vasseur al giornale francese – sono ancora stupito di come siamo riusciti a mantenere il segreto. Fino all’ultimo momento siamo stati in non più di quattro o cinque persone a saperlo». La stessa riservatezza di Hamilton, che prese la decisione senza consultare le persone a lui vicine. «L’ho detto ai miei genitori solo il giorno dell’annuncio. Nessuno lo sapeva»

Le trattative erano cominciate nella primavera del 2023 con una telefonata informale di John Elkann, un modo sobrio per rompere il ghiaccio senza secondi fini. Per il momento. La chiamata diventò un pranzo, qualcuno dice che fu una cena. DIventò un caso, non se ne fece niente. Al GP di Baku, Hamilton incontrò Fred Vasseur, la sua guida nella F3 Euroseries vent’anni fa. Si abbracciano, ridono, una scena ordinaria ma chissà perché stavolta la scena fa rumore. Prende un significato diverso. 

«Ricordo di avergli detto, ridendo, che dovevamo sederci per discutere del contratto» ricorda Vasseur, «ma non ci pensavo davvero. Non ancora. Tuttavia l’idea stava guadagnando terreno». Si rivedono al compleanno di Vasseur, ma da soli, senza testimoni. È il momento in cui Lewis si dice interessato. Ma la Ferrari aveva appena prolungato i contratti ai suo piloti e non c’erano sedili liberi prima del 2025, dannazione, proprio mentre Hamilton era nel pieno dei colloqui in Mercedes per il rinnovo. 

Oggi sappiamo perché Hamilton chiese a Toto Wolff di non rinnovare per due anni, ma per uno più uno, con la possibilità di uscire dal secondo a sua discrezione. Il genio di Hamilton – ricostruisce L’Équipe – stava lì: in questa porta aperta che ha tenuto per sé

«Volevamo entrambi concludere – riassume Vasseur – ma quando ti chiami Hamilton e hai la Ferrari davanti a te, sono due grandi macchine che si incontrano»

Sponsor che si scontrano, complicazioni amministrative sintetizza il giornale francese. Fino all’imminenza dell’annuncio. Il 31 gennaio Hamilton va a Oxford per parlarne con Wolff, il suo da un decennio, anche un amico. Fred Vasseur contemporaneamente gli fa una telefonata. Un blitz. In un giorno deve essere tutto definito, perché ci sono delle procedure da seguire. La Ferrari è quotata alla Borsa di New York e ha degli obblighi. Bisogna dirlo ai dipendenti e poi alla stampa. Quando le azioni a Wall Street passarono dai 318 euro di mezzogiorno ai 350 delle 15.30, tutti sapevano cosa aspettarsi, aspettavano solo la formalizzazione dell’accordo. Un giorno era trascorso nell’attesa del comunicato. Una nota sobria, 

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