Una certa attesa per Inter vs River Plate
E dunque ora il Mondiale per club ha pure i suoi gironi. Il Grande Schema esige che si discuta su quale sia il girone più facile e quale il più difficile, anzi il girone di ferro, mamma mia, el grupo de la muerte, che paura. The Athletic si diverte in un altro modo e ha chiesto ai suoi opinionisti di individuare quale sia la partita più bella, la più attesa, della prima fase. James Horncastle ha scelto per esempio River Plate-Inter, spiegando che il fascino viene in gran parte dal fatto che “l’Inter è forse il club europeo più identificabile con i calciatori argentini”, a partire dal vicepresidente Javier Zanetti per finire ai “leggendari barbecue al campo di allenamento. Zanetti possiede un paio di steakhouse argentine a Milano”.
Felipe Cardenas si butta su Monterrey vs River perché il neo-allenatore dei messicani, Martin Demichelis, si scontra sia con il club di cui era responsabile in precedenza sia con Marcelo Gallardo, dalla cui ombra non riesce a sfuggire. “Potrebbe essere uno scontro molto crudele”, dice. C’è sempre l’Argentina di mezzo, anche per Jeff Rueter, che però ha cerchiato Benfica-Boca Juniors, due fra le accademie mondiali più apprezzate. “Vederle sfidarsi è una gioia e potrebbe essere un modo per il Boca di ricordare il proprio calibro. Uno scontro diretto per il secondo posto alle spalle del Bayern Monaco, forse il grande favorito del torneo. Un fantastico abbinamento di maglie”. [Questo qui sotto]
Dermot Corrigan invece si butta su una partita tutta europea, Atlético Madrid contro PSG perché si fece il nome di Luis Enrique per la sostituzione di Diego Simeone qualche anno fa. Simeone è rimasto in sella e ha battuto 2-1 il PSG in Champions League con un gol di Angel Correa nei minuti finali solo poche settimane fa. C’è chi non vede l’ora di rivederla.
Oh, poi c’è pure tutto un sondaggio su quale sia la squadra più hipster del torneo. Cardenas indica l’Inter Miami con la sua divisa rosa e il neo-campione sudamericano Botafogo, così giovane, così creativo, così pieno di nuova ricchezza [il proprietario è l’americano John Textor]. Rueter non sceglie un nome ma un identikit, cioè “qualunque squadra non europea sia in grado di battere avversari più famosi senza impegnarsi completamente nell’anti-calcio”. È il profilo del Flamengo, dice, sorteggiato nel girone del Chelsea.
Stafford-Bloor si aggrega e scrive che “abbiamo bisogno di qualcuno che porti un po’ di romanticismo, che sia abbastanza bravo da durare e da superare il girone, ma che alla fine sia schiacciato senza pietà sotto il piede del capitalismo della Champions League dai quarti di finale in poi. Io scelgo Boca Juniors e River Plate”.
Alfredo Relano su Diario As ha scritto che gli ha fatto un effetto strano sapere che Trump ha un nipote appassionato di calcio e soprattutto gli è parso curioso “vagare tra la calma glamour del sorteggio e l’eccitazione per dei campi poco illuminati, alcuni con erba artificiale, altri fangosi”.