Il primato cholista del Cholo Simeone
Diego Simeone non aveva mai vinto a Barcellona in tredici anni da allenatore dell’Atlético. Un gol al 95esimo di Sorloth lo ha portato in cima alla classifica da solo. Così stamattina Ramon Besa su El Pais scrive che “il Cholismo risorge ogni volta che ne cantano il requiem, per la fortuna di un fortunato Atlético. Il Barça ha giocato per vincere e ha finito per perdere all’ultima giocata, quando la palla era stata messa in porta da un preciso Oblak. Nessuna squadra domina il finale della partita meglio dell’Atlético. Il conservatorismo e l’attesa hanno premiato l’Atlético, l’ambizione ha penalizzato il Barcellona”.
In assenza di Lamine, Flick ha scelto l’energia di Gavi e Fermín, molto larghi a sinistra, mentre Raphinha si è spostato all’estrema destra. Non c’è stato posto per Olmo in una squadra così spregiudicata da spingere l’Atlético a rinserrarsi, cosa che storicamente sa fare in modo più che discreto. Non è bastato un Pedri stellare, come lo definisce Juan I. Irigoyen ancora su El Pais, perché c’è stato “un Atlético chirurgico”, dice Besa, nel giorno del compleanno del papà del Cholo. “La sfida era enorme per il Montjuïc , uno stadio freddo, gelato dalle sconfitte consecutive dei blaugrana contro Las Palmas e Leganés. Ma i tifosi del Barça stavolta hanno risposto. Non era abbastanza”.
Filippo Maria Ricci sulla Gazzetta dice che “l’ex ragazzino prodigio fermato dagli infortuni è il più in forma dei suoi e da qualche tempo è tornato Pedri Potter. Il Cholo ha vinto da Cholo: soffrendo da matti, aiutando con lo spirito e con la mimica corporea Oblak e i suoi difensori a fare muro e respingere gli attacchi ininterrotti di un Barcellona bello e fragile, dominatore e sconfitto. Il Barça meritava di vincere e invece si ritrova a contare 3 sconfitte consecutive in casa in Liga per la prima volta dal 1965”.