Il ritorno di New York al centro della scena

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    Alla fine le Liberty ce l’hanno fatta. È stata l’ultima delle otto squadre originarie della WNBA a vincere il titolo. Con Breanna Stewart e Sabrina Ionescu, l’attesa è finita. Dice il Wall Street Journal che l’incubo sportivo americano è arrivato. Nel senso che New York City è di nuovo una fiorente città sportiva. Gli Yankees sono in finale nel campionato di baseball, i Mets hanno sfiorato la qualificazione per le World Series e per un derby cittadino, una Subway Series che sarebbe stata più che storica [invece in finale ci sono i LA Dodgers]. I  Rangers nell’hockey faranno un altro tentativo per la Stanley Cup, i Knicks in NBA non sono mai stati così forti nell’ultimo mezzo secolo: sono la prima avversaria di Boston a Est. Solo i Giants e i Jets in  NFL fanno ancora fetecchia, ma scrive Jason Gray sul WSJ che quelli giocano a Rutherford, tecnicamente New Jersey, fatti loro. 

Il sorprendente ritorno dello sport a New York – si legge sul quotidiano della finanza americana – rappresenta una battuta d’arresto per gli odiatori della città e i coltivatori della Schadenfreude. Gotham può considerarsi il centro dell’universo, ma ultimamente era stata irrilevante. Mediocrità e miseria avevano regnato. Nessuna squadra cittadina ha vinto un titolo nei quattro sport principali da quando i Giants sorpresero i Patriots nel 2011

È stato il più lungo digiuno di campionati per New York in più di un secolo, e in fondo pare un trascurabile dettaglio la MLS del 2021. Tutte queste sconfitte – ha scritto il WSJ – non hanno mai fermato il fascino dei media per lo sport di New York, ed è ciò che irrita davvero gli odiatori. New York è ritenuta degna di attenzione e discussione a livello nazionale anche quando non lo è. È come sentire qualcuno continuare a parlare di un amico invisibile. Quell’illusione diventa insopportabile. La fiducia è una vibrazione, e New York City sembra di nuovo una città da titolo. Le mie condoglianze al resto del Paese.

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PANORAMI

IL RUOLO DEI NUOVI PROPRIETARI

Le New York Liberty dimostrano che investire nello sport femminile è un buon affare. È la conclusione a cui giunge Bryan Armen Graham da Brooklyn per il Guardian. È stata sin dai suoi primi giorni di vita una franchigia glamour, sembrava che la vittoria di un titolo dovesse arrivare per default. Hanno per la prima volta la soglia di un titolo nel 1997, perdendo la finale contro le Houston Comets davanti a 16.285 persone, ma sono state spazzate via dai titoli nel giro di poche ore per la morte di Diana, principessa del Galles

Gli anni sono diventati decenni. La contrazione delle speranze ha avuto un riflesso nel trasferimento della squadra al Westchester County Center di White Plains, circa 30 miglia da Manhattan, un palazzetto da 5.000 posti costruito prima della Grande Depressione. La media degli spettatori crollò sotto i 2.200, la squadra finì in fondo alla classifica con un record di 7-27. Il morale era a terra quando Joe e Clara Wu Tsai acquistarono quello che consideravano un bene sottovalutato nel 2019. Con loro le cose sono cambiate rapidamente. Hanno trasferito la squadra al Barclays Center, rilevato con l’acquisto dei Brooklyn Nets in NBA. Approfittando delle modifiche al contratto collettiva del 2020, quello che allentava le restrizioni sulla circolazione delle giocatrici, Wu Tsai ha preso Breanna Stewart seguendola fino a uno yacht in Turchia per farle un bel discorsetto e convincerla. Poi sono venute Courtney Vandersloot, Sabrina Ionescu e Betnijah Laney-Hamilton. Un super team arrivato a due vittorie dal titolo l’anno scorso. Le partite delle Liberty sono un evento a Brooklyn, un cambiamento – spiega il Guardian – che si può osservare ovunque: dall’aumento delle presenze, agli incassi dei biglietti, alle sponsorizzazioni, fino alla mascotte virale che infrange i canoni del tempo, una mascotte che ha più follower sui social media di quasi metà della squadra.

Il titolo a NY è stato il degno culmine di una stagione da primato per audience tv, vendite di merchandising, seguito popolare. Meno di cinque anni dopo aver comprato le Liberty, Tsai ha ceduto una quota del 15% in base a una valutazione complessiva di 200 milioni di dollari. Le previsioni dicono che entro i prossimi 10 anni supererà il miliardo. L’idea dello sport femminile come causa sociale è superata da tempo. È semplicemente un buon affare dice il Guardian.

 

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