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#GIORNO-3 DELLE PARALIMPIADI
«L’Olimpiade non è fatta per costruire numeri che portino onore alla Patria, è uno strumento potente che espone le vite dei ragazzi che ci partecipano, soprattutto in quest’epoca di fragilità estrema»
[Niccolò Campriani, campione olimpico]
GLI US OPEN DI TENNIS
Anche Djokovic fuori da Flushing Meadows
Albo d’oro degli Slam, riga 2024: i Tre Re Maghi sono spariti
Carlitos Alcaraz se n’è andato tenendosi la fronte nelle mani, gli scatti della sua eliminazione erano quasi caravaggeschi, una bava di luce, una bava soltanto a illuminare il buio. Novak Djokovic invece è uscito di scena con gli occhi persi nel vuoto, coprendosi naso e bocca con la maglia, come se ci fosse un gas da cui difendersi, un’aria irrespirabile da cui salvarsi, una specie di apocalisse da fumetto distopico in stile manga, un’epidemia per le primissime teste di serie a Flushing Meadows, il torneo che si gioca fra i rumori dei treni e degli arei che passano, zaffate di marijuana e di banane fritte.
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LA GIURIS-PRUDENZA Valentin Pauluzzi si candida a nemico della nazione. Sul numero di oggi de L’Équipe Magazine racconta la storia di Riccardo Moraschini, il cestista positivo alla stessa sostanza di Jannik Sinner tre anni fa, con un esito meno favorevole.
“Dall’altro capo del telefono Moraschini non sa se ridere o piangere” scrive. Ricorda come il 6 ottobre 2021, dopo un test a sorpresa durante l’allenamento, il giocatore di basket fosse stato trovato positivo al clostebol, pure lui in piccolissime quantità: 0,5 nanogrammi per litro di sangue [0,1 per Sinner]. Una contaminazione anche per lui, così la spiegò. «La mia fidanzata si era tagliata un dito mentre cucinava e aveva comprato il Trofodermin. È la stessa storia di Giacomo Naldi». Ma Moraschini è stato sospeso temporaneamente, nonostante avesse fornito lo scontrino della farmacia e nonostante nelle storie Instagram la sua fidanzata apparisse con una benda su un dito. Il punto – il punto vero di tutta la storia – è che “l’ATP si avvale di un organismo indipendente, mentre la Federazione italiana pallacanestro è soggetta alla giurisdizione del tribunale nazionale antidoping italiano, che ha impiegato tre mesi e mezzo per riconoscere l’ipotesi di contaminazione condannando il cestista a un anno di sospensione, il minimo imposto dal regolamento antidoping interno”.
Moraschini non ha potuto ricorrere in appello per un vizio procedurale. Veniva dalle Olimpiadi di Tokyo e aveva appena giocato la Final Four di Eurolega con l’Olimpia Milano. Sopra quel che aveva raggiunto c’era solo la NBA. È stato licenziato, ha perso alcune centinaia di migliaia di euro, oggi gioca a Cantù. Lui dice che «dovrebbe sempre succedere come per Sinner, non bisogna sospendere momentaneamente un atleta per contaminazione. Non possiamo controllare la vita di chi ci circonda. Giochiamo un centinaio di partite all’anno in tutto il mondo. Ogni volta che stringi la mano a qualcuno, dovresti chiedergli se ha usato una pomata».
VITE OLIMPICHE
La para atletica nel segno del Brasile
La giornata-2 delle Paralimpiadi si è chiusa con la Cina in testa al medagliere con 12 ori e 25 medaglie complessive. Al secondo posto viene il movimento paralimpico britannico con 6 ori e 15 podi. L’Italia ha aggiunto un terzo oro ai due della prima giornata, sempre nel nuoto, con Stefano Raimondi a rana. I podi in totale sono saliti a 13 per un quinto posto nel medagliere.
Nei 100m dorso femminili S13 Gia Pergolini ha portato la prima medaglia d’oro agli Stati Uniti. Ha 20 anni, ha cominciato a nuotare quando ne aveva 5. È di Atlanta, ha vinto con oltre due secondi di vantaggio, ha provato anche lacrosse e ginnastica. Ha scelto il nuoto paralimpico perché si è sentita accolta, c’erano anche altri ragazzi con la sua stessa disabilità [ipovedente]. Sarah Adam, la prima donna americana a far parte della squadra di rugby in carrozzina, ieri all’esordio ha segnato sei mete. E che aspettavano a metterla in squadra?
Il primo giorno di atletica paralimpica ha assegnato 14 medaglie d’oro allo Stade de France, una è andata con record mondiale al brasiliano Julio Cesar Agripino nei 5.000 metri, corsi in 14:48.85 insieme alla sua guida Micael dos Santos. Il dominio del Brasile in pista è continuato nel pomeriggio, quando Petrucio Ferreira dos Santos ha vinto l’oro nei 100m T47 maschili per la terza Paralimpiade consecutiva, in 10.68. Non perde una gara da 10 anni. Ricardo Gomes de Mendonca ha vinto i 100 nella categoria T37 e ha detto di aver vendicato la Nazionale di calcio che nel ‘98 perse la finale dei Mondiali nello stesso stadio. L’ultimo record mondiale della giornata è arrivato dal cinese Dongdong Di nel salto in lungo maschile categoria T11: il primato dall’americano Lex Gillette resisteva da un decennio.
CHE COSA SUCCEDE OGGI Una giornata da 49 medaglie d’oro in 7 sport, con titoli distribuiti nell’atletica, nel nuoto, nel tennistavolo, nel ciclismo su pista, nel taekwondo, nel tiro a segno e nel tiro con l’arco.
Il programma del Para taekwondo si chiude con l’incontro per la medaglia d’oro nel K44 +80 kg maschile. L’americano Evan Medell ha vinto il bronzo al debutto a Tokyo 2021, nonostante la frattura del piede in semifinale. Adesso punta all’oro.
In vasca, la britannica Iona Winnifrith farà il suo attesissimo debutto. La tredicenne è già stata due volte campionessa europea e con il suo tempo di 1.39:29 nei 100 metri rana SB7 nella giornata d’apertura della competizione in Portogallo a inizio 2024 ha stabilito un record britannico ed europeo.
Anche Jessica Long, 16 volte medaglia d’oro paralimpica per gli USA, cercherà di battere il primato mondiale nei 100m dorso S8 femminili. Gareggerà anche domani nei 200m misti S8, nei 400m stile libero S8 il 4 settembre e nei 100m farfalla S8 il 7 settembre.
POPOLI

Le Paralimpiadi dei soldati ucraini in congedo dalla guerra
Per i soldati ucraini le Paralimpiadi sono una pausa dai combattimenti, non una via di fuga. Così, mentre il Guardian racconta gli sforzi fatti dai nuotatori per arrivare a Parigi in qualche modo, il Washington Post si dedica alla storia di Dmytro Melnyk e Yevhenii Korinets – che non si erano mai incrociati sul campo di battaglia come soldati, ma ora sono compagni di squadra nella nazionale di sitting volley. Hanno perso 3-0 contro l’Iran, ma pure chissenefrega. Sono due dei 140 atleti dell’Ucraina, “considerata una superpotenza paralimpica e con concorrenti in 17 sport, molti dei quali sradicati dalle loro case e dai quotidiani centri di allenamento dall’invasione russa del febbraio 2022” spiega il giornale americano.
Melnyk e Korinets sono i soli due membri della squadra ad aver prestato servizio in guerra e hanno seguito strade diverse per arrivare a Parigi. Melnyk ha la gamba sinistra di sette centimetri più corta della destra, gli è stato concesso di prendersi un congedo dal posto di combattimento per andare a giocare a Parigi. La gamba sinistra di Korinets è stata invece amputata all’anca dopo essere stato ferito in una battaglia a Bakhmut nel marzo 2023, mentre prestava servizio come medico di campo l’anno scorso. Prima della guerra aveva lavorato come fisioterapista per l’infanzia. Ha iniziato a giocare a sitting volley come parte della sua convalescenza.
Solo 12 giorni fa, Melnyk era al comando del suo plotone di fanteria nella città di Chasiv Yar, nell’altopiano della regione orientale di Donetsk. Ha impiegato quasi un anno per convincere l’esercito a permettergli di tornare al fronte nonostante sia portatore di una disabilità. Dice di aver mentito un po’, di aver accettato il ruolo di operatore di droni, alla fine schierato come capitano di fanteria in prima linea nelle regioni orientali del paese. Era già alle Paralimpiadi di Rio 2016 e ha continuato ad allenarsi vicino alla prima linea in vista di Parigi.
Il Washington Post racconta che quando la partita è finita, Melnyk e Korinets sono rimasti in campo per diversi minuti, per godersi ancora un po’ l’atmosfera del pubblico. “Tuttavia, le loro menti erano corse a casa”.
Melnyk era atteso negli spogliatoi per un incontro con i media internazionali. Dopo 10 minuti di colloquio, ha detto a tutti di aver tempo solo per un’altra domanda. Un reporter gli ha domandato quanti uomini e donne abbia sotto il suo comando e allora Melnyk ha risposto nella sua lingua chiedendo aiuto all’interprete – che nel tradurre ha cominciato a tremare. «Ha 35 persone sotto il suo comando. Da qui, non le ha chiamate perché sono in una zona senza segnale. E spera davvero, quando tornerà, che ci siano ancora tutte e trentacinque».
TITOLI
▥ Repubblica: “Semplicemente Olimpiadi” – Lo spettacolo delle Paralimpiadi non più solo fenomeno sociale. Sono i Giochi che proseguono ➔ Gabriele Romagnoli ha scritto: “Non è una rivoluzione, ma la prosecuzione dell’Olimpiade con altri mezzi. Nuove gare, medaglie, esultanze, delusioni, non solo per esserci arrivati, ma per come si arriva. È inclusione quando si smette di invocarla. Il primo a rendersene conto è il pubblico, che affolla gli impianti come non era accaduto nelle precedenti edizioni, applaude tutti, ma tifa per qualcuno in particolare. E anche di questo non dovremmo più stupirci: è uno spettacolo. Punto”.
▥ Corriere della sera: Carlotta stavolta è di bronzo «L’inclusione ancora non c’è» Primo oro (da papà) di Raimondi – Gilli s’ispira a Pellegrini e a Greg: «Il mio segreto? Nonna Lina»”
UN MALINCONICO GOLDEN GALA

Stonato era il nome del meeting sopra ogni cosa, di Golden c’è stato poco, quasi niente. È stato al massimo un Silver Gala, in qualche caso siamo andati pure sotto il valore dell’argento. Secondo le tabelle di World Athletics, la tappa romana di Diamond League si presentava come la quarta dell’anno per qualità del cast dietro Chorzow, Eugene e Losanna, alla fine è stata addirittura la settima per prestazioni, scavalcata pure da Monte-Carlo, Londra e Parigi.
La serata del 2020 con il 6,15 di Armand Duplantis nel salto con l’asta e il 47.07 di Karsten Warholm nei 400 ostacoli è stata l’eccezione abbagliante in un appuntamento ingrigito da un decennio. Una malinconia che ieri sera si è incarnata nella inqualificabile condizione di molte maglie azzurre, prima fra tutte quella di Marcell Jacobs, nono in 10.20, non solo un tempo imbarazzante in campo internazionale, ma un tempo con cui non si arriva più né primo né secondo nemmeno agli Assoluti. In altre cinque, forse sei gare, la partecipazione di un nazionale si è ridotta a una comparsata, compreso il doloroso 13.34 di Lorenzo Simonelli, sbrilluccicoso agli Europei [13.05] e poi mai più.
È forse lui stamattina l’unità di misura più esatta di quella che si manifesta come una strategia diffusa, una stagione preparata nei valori medi e medio-alti per avere un picco di condizione e brillare nell’evento di casa. Quasi tutti i ragazzi e le ragazze del bel poster dell’atletica leggera hanno iniziato a sgonfiarsi dal giorno dopo, e lo stesso poster non si direbbe nemmeno così valorizzato, così visibile sui muri. Il Gala è stato apparecchiato in uno stadio vuoto, uno schiaffo alla festa della federazione, un contrasto netto con il tutto-esaurito di domenica a Chorzow. Lo scarso pubblico, la scarsa generosità agonistica delle attrazioni locali, più qualche calcolata assenza [Larissa Iapichino] dicono che c’è qualcosa di correggere nella campagna di allestimento del meeting.
Hanno reso Golden il Gala un sensazionale 3mila siepi di Winfred Yavi, arrivata a 7 centesimi di secondo dal record mondiale [9:44.39], il 22,49 di Ryan Crouser nel getto del peso, il 12.24 di Nugent come miglior crono dell’anno sui 100 ostacoli, i 400 metri corsi da Samukonga in 43.99, i 100 di Tebogo in 9.87, un centesimo più su del suo personale davanti a Christian Coleman [9.92] e Fred Kerley [9.95]. Ci sono stati in tutto 10 primati personali, di cui 5 nelle siepi femminili [record asiatico e nazionale di Bahrein, di Uganda e Tunisia] e tre nei 1.500, compreso quello di Nadia Battocletti, scesa per la prima volta sotto i 4 minuti sulla distanza eppure nona all’arrivo, anche dietro Vissa, il segno che forse questa non è più una gara che a certi livelli le appartiene. Vale certo la pena continuare a praticarla per tener viva la capacità di cambiare passo e sprintare nei finali di un 5.000 tattico e di un 10.000 sotto ritmo.
TITOLI
▥ Corriere della sera: “Tamberi chiede scusa, Jacobs si ferma” – Golden Gala: Gimbo non supera i 2,30; Marcell 10’’20 al passo: «Gara del cavolo in un giorno del cavolo». ➔ Marco Bonarrigo scrive: “La stanchezza post olimpica, un cast agonistico non all’altezza, lo scarso pubblico, qualche controprestazione azzurra. Quello andato in scena ieri sera all’Olimpico non è stato un Golden Gala all’altezza della storia della rassegna capitolina anche per via di un Olimpico vuoto in maniera spettrale: l’onda dell’emozione per gli Europei di giugno e le eccellenti prestazioni degli azzurri a Parigi non sono serviti a smuovere l’assoluta indifferenza della città alle magie dell’atletica mondiale”

Tutti i vizi del calcio nel caso Osimhen
Prima o poi doveva arrivare il momento in cui una divinità del calcio, Eupalla avrebbe detto Brera, si sarebbe presa gioco degli eccessi della sua creatura e dei suoi interpreti. Ha deciso di farlo a Napoli, dove col mondo ci giocano i bambini [questo invece è Dalla], e come in Sicilia, in Libia o in Tunisia, il mondo è avere solo un pallone dargli un calcio, farlo volar via.
Era una magnifica storia di riscatto, ascesa sociale e pallone, quella di Victor Osimhen, e vederla compiersi proprio a Napoli con uno scudetto atteso oltre trent’anni, il primo scudetto della storia senza Maradona, pareva un segno, un segno di qualcosa. È finita che sugli uomini ha preso il sopravvento l’industria, seguendo una parabola inattesa. Il suo club per non perderlo a zero gli aveva fatto firmare un contratto sapendo che sarebbe stato interrotto prima della scadenza, Il suo agente aveva accettato di normarlo includendo una clausola di uscita da 130 mln, immaginando certamente di trovare o di portare un’offerta simile. I nuovi ricchi hanno scompaginato tutti gli schemi, il PSG sfilandosi di fronte alla valutazione del club, il Chelsea dinanzi alle richieste del giocatore, l’Al-Ahli dinanzi a quelle del Napoli, una catena figlia di una sopravvalutazione economica [e forse tecnica] senza logica, messa nera su bianco quando il picco di gloria era già passato da sette mesi. Una catena di decisioni che adesso produce una realtà francamente assurda: Osimhen fuori rosa.
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TITOLI
▥ Corriere della sera: “Il ritorno dell’Inter” – Nerazzurri brillanti come nella passata stagione per l’Atalanta, subito in svantaggio, non c’è scampo. A San Siro Doppietta di Thuram, gran gol di Barella, prova di forza della squadra di Inzaghi ➔ Alessandro Bocci ha scritto: “L’Inter è tornata o forse non è mai andata via, semplicemente dopo i bagordi per lo scudetto della seconda stella, è ripartita un po’ più compassata, in ritardo di condizione, ma il primo scontro diretto della stagione, anche il primo contro una rivale di Champions, rimette le cose al proprio posto”.
▥ Corriere dello sport-stadio: “Fuori concorso” ➔ Ivan Zazzaroni ha scritto: “L’Inter non può giocare in questo campionato: è fuori concorso. Sospetto che se non avesse il disturbo della SuperChampions arriverebbe a 108 punti, due pause gliele concedo. L’Inter è diventata un’anomalia del calcio italiano, così come anomala è la sinusite di Barella, che non andrà in Nazionale, niente Nations: deve curarla. Curiosa infiammazione, la sua, sarebbe da studiare: nel caso di Nicolò il mal di testa non viene a lui, ma agli avversari. La grande stabilità, le scelte e la programmazione stanno premiando l’Inter che mostra la personalità della grande squadra. L’instabilità derivata dai tanti cambiamenti è invece il difetto più evidente dell’Atalanta: Gasperini deve lavorarla, reimpostarla”
▥ La Stampa: “Carica Toro” – I granata si impongono a Venezia e balzano in vetta. Carattere e concretezza: decide Coco a 4′ dalla fine. ➔ Gianluca Oddenino ha scritto: “Grande prova di una squadra che in pochi mesi ha cambiato pelle, filosofia e testa con la sua guida.Vanoli ha sfoderato anche un tridente Sanabria-Zapata-Adams nella ripresa per sbloccare la sfida, e l’hanno trovata con il giocatore che in questo momento rappresenta perfettamente quello spirito Toro che l’allenatore vuole vedere sempre sul campo. Saul Coco è alla terza partita nel massimo campionato italiano, ma sembra un veterano: non ha ancora sbagliato un’azione”
Il buon senso ha vinto nel caso Sterling
Colpo di scena invece al Chelsea, dove “un accordo considerato fantasioso anche solo venerdì mattina è diventato possibile grazie al desiderio dei club”. Raheem Sterling è andato in prestito all’Arsenal. Ci sono posti dove la ragionevolezza ancora prevale. “L’Arsenal aveva bisogno di una nuova ala e Raheem Sterling aveva bisogno di una nuova squadra” spiega il Telegraph. Come sono facili le cose quando restano semplici. “La verità, tuttavia – fa notare il giornale inglese – è che il passaggio di Sterling all’Arsenal era tutt’altro che inevitabile. Sterling è più vecchio dei soliti obiettivi dell’Arsenal ed era chiaro che voleva lasciare il Chelsea in modo definitivo, anziché andare in prestito. Il suo stipendio di 300.000 sterline a settimana peraltro non rientra nel tetto salariale del club. Nel corso della giornata, però, la situazione è cambiata. Con il Chelsea che sperava di ingaggiare Jadon Sancho dal Manchester United, la loro necessità di cedere Sterling è diventata ancora più impellente. Il pacchetto finanziario per liberarsi di Sterling è diventato più accessibile di quanto chiunque all’Arsenal si aspettasse. E l’entusiasmo di Sterling ha fatto sì che la trattativa si chiudesse pure in prestito L’Arsenal non gli paga l’intero stipendio”. Tutti hanno rinunciato a qualcosa, come si vede. Così Sterling gioca, il Chelsea ha potuto prendere chi voleva, l’Arsenal ha un’ala nuova.
Andarmene io? Ehm, chi l’ha detto?
L’Équipe scrive stamattina che Ceferin potrebbe tornare a candidarsi nel 2027 per il ruolo di presidente dell’UEFA, tre milioni di euro annui di compenso, più 300mila da vicepresidente della FIFA. Aveva annunciato a febbraio che si sarebbe fatto da parte. Ma alcuni segnali suggeriscono che potrebbe ribaltare la sua decisione.
Étienne Moatti racconta: “Ceferin ha criticato coloro che lo sospettavano di aver modificato gli statuti per mantenere il potere, come l’inglese David Gill, membro del comitato esecutivo dell’organismo europeo, e Zvonimir Boban, che si è dimesso dalla UEFA dove ricopriva la carica di direttore del calcio per protestare contro questo presunto colpo di stato. Diversi eventi sono interpretabili come segnali di una possibile ritrattazione. Il primo si è concretizzato in un comunicato stampa di un’associazione di undici paesi, prevalentemente dell’Europa dell’Est (Bosnia-Erzegovina, Croazia, Cipro, Grecia, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Slovenia, Turchia e Albania), guidata dall’albanese Armand Duka, molto vicino a Ceferin. Il 16 aprile, dopo un incontro a Tirana, hanno concluso un “incontro strategico” con un comunicato stampa in cui hanno affermato “il sostegno unanime al presidente Ceferin e all’amministrazione UEFA”. Arrivata dal nulla, questa uscita abilmente orchestrata ha suscitato un sorriso, ma è stata vista come una possibile prima pietra affinché il presidente uscente restasse in carica nel 2027. Il secondo è più recente. L’8 luglio, un nuovo gruppo di paesi “piccoli” (Gibilterra, Montenegro, Andorra, Lussemburgo, Islanda, Isole Faroe, Liechtenstein, Malta, Cipro e San Marino), hanno fornito “sostegno incondizionato alla UEFA e al presidente Aleksander Ceferin. Queste uscite, magari seguite da altre nei prossimi mesi, potrebbero essere un modo per presentare il suo ritorno in campo come un desiderio globale della maggioranza della grande famiglia del calcio europeo”.
RUOTE
La strategia che logora. Roglic sta cuocendo O’Conner
Il posto si chiama Padrón e all’apparenza, con quel suo nome, pare volersi consegnare solo ai veri capi, ai dominatori. Ma l’apparenza spesso inganna e certamente qui. In questo posto della Galizia, i pellegrini si fermavano sulle rive del mare a raccogliere qualche conchiglia da mostrare al loro ritorno a casa, come prova della loro partecipazione al cammino di fede verso Santiago. È così che un nicchio divenne il simbolo delle romerías e de los caminos. Secondo leggenda e tradizione, fu a Padrón che arrivò la barca con il corpo e la testa di San Giacomo decapitato da Erode Agrippa a Gerusalemme nel 44. I suoi discepoli Teodoro e Atanasio si sarebbero allora spinti fino all’attuale Santiago e gli avrebbero dato sepoltura. Una tomba dimenticata e riscoperta solo nel 813 grazie a una seconda stella a destra che avrebbe mostrato il cammino. E allora Padrón? Padrón perché la barca originaria sarebbe stata fermata da una grossa pietra, e dunque padrón sta per pedrón.
È lì che Primoz Roglic ha dunque tradito la voglia di mettere una pietra sopra questa Vuelta. Solo la settimana scorsa i cinque minuti di vantaggio presi da Ben O’Connor con una fuga solitaria parevano poter segnare la classifica finale. Roglic non s’è impaurito. Sta smangiucchiando quel vantaggio un poco per volta, ieri altri due minuti. Domani su un altro arrivo in salita proverà a fare lo stesso.
▥ [RI] SCOPERTE Non è vero che il povero Raymond Poulidor non indossò mai una maglia gialla. La mise, eccome. Sono passati sessant’anni. La mise alla Vuelta di Spagna nel ‘64, il suo unico successo in una grande corsa a tappa. Amarillo era all’epoca il colore simbolo del comando, non il rosso d’oggi. Poupou prese la maglia due giorni prima del traguardo finale e stamattina lo ricorda l’ultimo numero del magazine de L’Équipe, tirando fuori dagli archivi le immagini del tempo. Oh, finalmente. Solo che. Maledizione. Le foto sono in bianco e nero,e Poupou in maglia gialla ce lo possiamo solo immaginare.
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IL MONDIALE DI F1
Torna un pilota italiano in Formula 1
La notizia del mattino è croccante. L’annuncio atteso è arrivato. Kimi Antonelli sarà un pilota della Mercedes a partire dal 2025. Lo ha comunicato la scuderia tedesca poco fa con una nota ufficiale, nel giorno che segue la prima uscita del 18enne bolognese su una F1 in prova. Non così fortunata, per la verità, ma il Corriere dello sport-stadio stamattina scrive: “Kimi sbatte, viva Kimi” perché stava andando più forte di Hamilton ed è stato tradito dall’impazienza.
A Monza ci aspetta una pole position da matti, una pole de locura la chiama Marca, facendo notare il miglior tempo di Lewis Hamilton nelle seconde prove libere, “ma un decimo e mezzo separa i primi cinque, una cosa senza precedenti… e manca Verstappen”.
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| VOCI LANDO NORRIS
Da piccolo Lando Norris cosa guardava in tv?
«La MotoGp, soprattutto nei primissimi anni della mia vita. Ho iniziato con le due ruote, provando anche il motocross».
È vero che Valentino Rossi ha influenzato la sua carriera, in che modo?
«Tanto. Non ho mai avuto idoli in Formula 1, per me c’era solo Rossi. Lo idealizzavo, da bambino volevo essere come lui. Andavo pazzo per il giallo Valentino, per i suoi caschi, per le sue vittorie. Per il suo stile e per il suo essere amato da tutti».
Vi sentite ancora?
«Sì, parliamo ogni tanto. Ci piacerebbe fare qualcosa insieme ma non c’è mai il tempo».
Che cosa in particolare?
«Qualsiasi cosa possa riguardare auto, moto. Magari un rally o una gara insieme».
[intervista di daniele sparisci, Corriere della sera]
Sono arrivati più o meno in cento. Si sono fatti 14 ore in pullman per venire e ne faranno altrettante stasera per tornare. Non sono a Monza per fare il tifo, sono i dipendenti dello stabilimento di Viry-Chatillon, dove vengono assemblati e sviluppati i motori Renault/Alpine di F1. Il loro lavoro è a rischio con il ritorno di Flavio Briatore nel circus. Prima mossa: accordo con la Mercedes per motori nuovi. Le prime conferme, fornite da Philippe Krief, il patron della marca alpina, non sono state accolte bene dai 334 operai della fabbrica. Ne scrive L’Équipe stamattina parlando di “una preoccupazione messa in scena all’uscita della mitica Parabolica da tre membri scesi a perorare la loro causa”. Parlano di tradimento dei dipendenti da parte di Luca de Meo «una catastrofe per l’influenza internazionale della Francia. La F1 è un catalizzatore tecnologico e permette al nostro gruppo di brillare».
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LA MOTOGP
Zarco e la Honda, l’arte di sapersi accontentare
Il dominio delle Ducati è tale che ieri al box Honda hanno festeggiato rumorosamente e secondo L’Équipe finanche con una certa commozione l’ottavo posto di Johann Zarco nelle prove libere, “come avesse conquistato un podio”. Entrando nella top-10, Zarco si è assicurato un posto nella decisiva manche di qualificazione di oggi, nel peggiore dei casi partirà dalla 12esima posizione in griglia. Non era mai capitato a lui da quando ha lasciato la Pramac e non era mai capitato alla casa giapponese in tutto il 2024, “un annus horribilis per la Casa giapponese – scrive il giornale di Francia – che cerca soluzioni per risollevarsi, ma sembra lontana dal trovarne. Zarco ha messo il dito su qualcosa? Ci vorrà più di un crono del venerdì per dirlo. Ma il pilota almeno ha regalato un sorriso alla sua squadra”
AMERICHE
Che cosa si prova quando ti tolgono un record negativo
C’è un record che sta per cadere nel baseball americano, ma non è una bella cosa. I Chicago White Sox potrebbero togliere ai New York Mets il disonorevole primato di sconfitte in una singola stagione. La quota è 120. Risale al 1962, Quando all’epoca si manifestò un simile mazzamurello, Craig Anderson ricevette un pacchetto regalo di foto e carte che riassumevano la carneficina giorno per giorno, partita per partita, miseria dopo miseria. Era il lanciatore della squadra e Anderson ha conservato la collezione per tutto questo tempo “come un contorto ricordo dell’estate in cui i Mets finirono 40-120. Ne fece persino delle copie” racconta il Wall Street Journal.
Secondo pronostici e proiezioni, i Chicago White Sox potrebbero chiudere con 37-125. Anderson è uno dei nove Mets del ‘62 ancora in vita e ogni giorno va a controllare il risultato dei White Sox. Ha pure verificato che la mattina del 31 agosto, i Mets erano 34-100 e “non avrebbe mai immaginato che un’altra squadra potesse fare peggio”. «Sapevo che prima o poi sarebbe accaduto – dice – non mi aspettavo che accadesse nel corso della mia vita». Ha 86 anni e ha fatto parte del gruppo che riportò il baseball della National League a New York, dopo che Dodgers e Giants avevano preso la strada della California. I Detroit Tigers andarono vicini a passare i Mets nel 2003, ma vinsero miracolosamente cinque delle ultime sei partite, chiusero con un 43-119 e scansarono il fosso. Anderson dice che quando guarda il risultato dei White Sox prova emozioni contrastanti. Da un lato vorrebbe togliersi di dosso quel fantasma, dall’altro però è un ricordo che nel tempo s’è addolcito, fino a a tenergli compagnia.
I Mondiali dell’abbraccio agli alberi
Oh, per chi non lo sapesse. Esistono gli Hug Games, anzi i World Tree-Hugging Championship, i Mondiali degli alberi abbracciati. Ne ha scritto El Mundo perché c’era uno spagnolo in gara, il basco Misha del Val.
“L’impresa dello scoiattolo che secondo la mitologia popolare era capace di attraversare la penisola iberica saltando di albero in albero – ha raccontato Benjamin Rosado su El Mundo – suscita appena l’ammirazione degli abitanti della Finlandia, dove anche gli orsi, se lo volessero, potrebbero muoversi senza posare mai la zampa a terra attraverso le rigogliose foreste che collegano, da sud a nord, Helsinki e la Lapponia”.
In Lapponia, a Levi, si sono tenuti i Mondiali. di abbraccio degli alberi, e Misha del Val da Bilbaosi è detto un pochino irritato dal fatto che «questa cosa dell’abbracciare gli alberi provoca risate e serve come insulto per ridicolizzare gli ambientalisti più scomodi. Mi è sempre piaciuto farlo, non mi vergogno di farmi vedere incollato a un tronco, a pensare, a sentire…».
Dieci anni fa, quando ha iniziato a familiarizzare con la lingua del paese che lo ospita, Misha del Val è rimasto affascinato da una sfumatura semantica. «In finlandese – spiega – ci sono due forme lessicali per dire serietà: vakavasti indica la serietà di una questione, vakavissaan implica l’impegno e la sincerità, ed è così che io intendo la pratica dell’abbracciare gli alberi. In alcune parti del mondo è considerato un fenomeno new age, ma qui assume un’altra dimensione»
Misha si guadagna da vivere in Finlandia con la vendita dei suoi quadri e con le mostre delle sue opere (le prossime: alla Aboa Vetus & Ars Nova di Turku e l’Aine Art Museum di Tornio), inoltre studia Filosofia e dice: «Non sono terrapiattisti e non ho perso la strada. Sono sempre più numerosi gli studi scientifici che confermano i benefici derivanti dall’abbracciare gli alberi».
A El Mundo hanno fatto un poco gli scettici e si sono fatti mandare le prove tramite sua cognata, Riitta Raekallio, la Jules Rimet dei Mondiali di abbraccio degli alberi. Così via mail sono arrivati in redazione diversi articoli sugli effetti che lo shinrinyoku [bagno nella foresta] ha sul sistema immunitario , sull’influenza dei fitoncidi vegetali sulle cellule maligne o la funzione degli ioni negativi degli alberi come antidoto allo stress e all’ansia.
Esistono anche un Mondiale in streaming vinto nel 2023 da Huyen Minh dal Vietnam e un concorso fotografico. La pagina con i dettagli è questa ma non c’è ancora scritto chi ha vinto e come s’è piazzato el senor Misha.
| IL TELECOSLALOM
LA GUIDA ALLA GIORNATA
VITE OLIMPICHE 9.00 Le Paralimpiadi, giornata-3 – su Rai Sport e Rai 2 9.00 Golf, DP World Tour: British Masters, terzo giro – su Sky Sport 19.00 Golf, PGA Tour: Tour Championship – su Eurosport 2 dalle ore 19.00 20.00 Arrampicata sportiva, Europei: Lead femminile, finale – su Eurosport 1 21.00 Arrampicata sportiva, Europei: Lead maschile, finale – su Eurosport 1 RUOTE 9.25 Moto2, GP Aragon, prove libere – su Sky Sport 10.10 MotoGP, GP Aragon, prove libere – su Sky Sport 10.50 MotoGP, GP Aragon, qualifiche – su Sky Sport e TV8 13.45 Ciclismo | Renewi Tour, tappa-4: Oostburg-Aalter – su Discovery+ 12.20 Mountain Bike, Mondiali: Downhill femminile – su Eurosport 2 12.30 F1, GP d’Italia: prove libere – su Sky Sport 13.30 Ciclismo | Vuelta di Spagna, tappa-14: Villafranco del Bierzo-Villablino – su Eurosport 1 12.50 Moto3, GP Aragon: qualifiche – su Sky Sport e TV8 13.45 Moto2, GP Aragon: qualifiche – su Sky Sport e TV8 13.50 Mountain Bike, Mondiali: Downhill maschile – su Eurosport 2, RaiSport 14.15 F2, GP d’Italia: Sprint Race – su Sky Sport 15.00 MotoGP, GP Aragon: Sprint Race – su Sky Sport e TV8 16.00 F1, GP d’Italia: qualifiche – su Sky Sport e TV8 EUROGOL 13.30 Premier League: Arsenal vs Brighton – su Sky Sport 15.30 Bundesliga: Werder Brema vs Borussia Dortmund – su Sky Sport 15.30 Bundesliga: Bochum vs Borussia Moenchengladbach, Eintracht Francoforte vs Hoffenheim, Kiel vs Wolfsburg, Stoccarda vs Mainz 16.00 Premier League: Leicester vs Aston Villa – su Sky Sport 16.00 Premier League: Brentford vs Southampton, Everton vs Bournemouth, Ipswich vs Fulham, Nottingham ve Wolverhampton 17.00 Liga: Barcellona va Valladolid – su DAZN 17.00 Ligue 1: Brest vs St. Etienne 18.30 Premier League: West Ham vs Manchester – su Sky Sport 18.30 Bundesliga: Bayer Leverkusen vs Lipsia – su Sky Sport 19.00 Liga: Athletic Bilbao vs Atlético Madrid – su DAZN 19.00 Ligue 1: Montpellier vs Nantes 19.15 Liga: Espanyol vs Rayo Vallecano – su DAZN 21.00 Ligue 1: Tolosa vs Marsiglia 21.30 Liga: Leganes-Maiorca, Valencia-Villareal – su DAZN ACQUE 14.00 Louis Vuitton Cup, round robin – su Canale 20, Sky Sport, dalle 15.15 anche su Italia 1 Alinghi-INEOS Britannia Orient Express-American Magic INEOS Britannia-Luna Rossa SPORT-TEEN 16.30 Pallavolo, Europei maschili Under-20: Cechia vs Italia – sul canale YouTube Hellenic Volleyball Federation 19.00 Pallavolo, Mondiali maschili Under-17, finale: Italia vs Argentina – in streaming su Volley Ball Tv 23.00 Atletica leggera, Mondiali Under-20, finali – su Eurovision Sport TENNIS 17.00 US Open, giornata-6 – su Sky Sport e Supertennis OVALI 17.00 The Rugby Championship: Sudafrica vs Nuova Zelanda – su Sky Sport 21.00 The Rugby Championship: Argentina vs Australia – su Sky Sport PODEMI 18.00 Serie B: Sampdoria-Bari su DAZN 18.00 Serie A femminile: Inter vs Sampdoria – su DAZN 18.30 Serie A: Bologna vs Empoli – su DAZN 18.30 Serie A: Lecce-Cagliari – su Sky Sport e DAZN 20.30 Serie B: Modena vs Cittadella, Pisa-Reggiana, Sassuolo-Cremonese, Sudtirol-Brescia – in streaming su DAZN 20.45 Serie A: Lazio vs Milan – su DAZN 20.45 Serie A: Napoli-Parma – su DAZN |
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