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DOMENICA 14 LUGLIO 2024

#12 GIORNI ALLE OLIMPIADI

 

              COSA LEGGERE, COSA SAPERE, COSA VEDERE

  • IN CIMA AI PENSIERI.  La grande giornata dello sport spagnolo tra Wimbledon e Berlino. Come capitò all’Italia tre anni fa. La Nazionale di calcio in finale agli Europei in serata, un tennista [Carlos Alcaraz al posto di Matteo Berrettini] in finale sull’erba contro Djokovic al pomeriggio. 
  • EURO 2024. Spagna vs Inghilterra. I temi della partita. La sfida tra due monarchie. I paesi, la politica, la società. Lamine Yamal unisce una nazione, Southgate invece non unisce un regno: gli scozzesi fanno il tifo contro. [QUI]
  • WIMBLEDON. Il tema della partita secondo Toni Nadal: i 16 anni di differenza tra Alcaraz e Djokovic. I titoli e le analisi in Italia dopo la sconfitta di Jasmine Paolini in finale contro Barbora Krejcikova [QUI]
  • TOUR DE FRANCE. Chiamiamolo Pogastar. La rotta dello sloveno verso la doppietta di Pantani [QUI]
  • AMERICHE. Tutte contro Angel Rees, adesso: la WNBA deve essere un bell’ambientino  |  Il Washington Post contro Gatorade per la qualifica di un velocista 19enne  |  La finale di Copa América con l’incubo della sicurezza, nel paese sotto shock per l’attentato a Donald Trump [QUI]
  • LA MACCHINA DEL TEMPO  |  L’estate che Diego, 14 luglio 1984: Ribellione e pentimento di Salvatore Bagni, escluso dalla Nazionale olimpica per aver rifiutato il trasferimento al Napoli [QUI]  |  14 luglio 1994. L’editoriale di Cannavò per la vittoria dell’Italia sulla Bulgaria ai Mondiali americani
  •  Le prime pagine dei giornali sportivi di tutta Europa di stamattina
  • La guida allo sport in tv, gli orari e i canali delle dirette.

  QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

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  IN CIMA AI PENSIERI 

LA GRANDE GIORNATA DELLA SPAGNA TRA WIMBLEDON E BERLINO

TRE ANNI FA C’ERA L’ITALIA AL POSTO SUO

 

Forte. Sembra di essere tornati al 2021. Senza mascherine. Anche tre anni fa c’era una nazione avversaria dell’Inghilterra in finale agli Europei di calcio che aveva un tennista in finale a Wimbledon nello stesso pomeriggio. Solo che tre anni fa al centro della domenica di luglio c’erano Roberto Mancini e Matteo Berrettini, oggi ci sono Lamine Yamal e Carlitos Alcaraz, gli ultimi prodotti della Generazione Coliving.

Perfino il rivale dall’altra parte della rete è uguale, il solito Novak Djokovic, che ci volete fare. Berrettini aveva in tasca un biglietto per Wembley, cioè, non è che l’avesse davvero in tasca mentre giocava, non sia mai potesse perderlo, si dice così, in modo figurato. Alcaraz invece ha infastidito il pubblico del Centrale l’altro giorno, quando ha detto che si augurava una domenica moooolto felice per gli spagnoli.

Oh, l’ha indispettito non perché quelli siano tifosi di Djokovic, ma quando mai, anzi, quelli non vedono l’ora di disturbarlo, il serbo brutto e cattivo: non è mica l’angelico Federer. Li ha indispettiti perché quelli vogliono che il football torni a casa, maledizione, 1966, voi non vi rendete conto tutto il tempo che è passato dal 1966. 

Il tempo lo fa. Il tempo passa e noi lo lasciamo passare, direbbe Ivano Fossati. Nella sua rubrica domenicale su Repubblica, Gabriele Romagnoli ricorda che tre anni fa si domandava comsa preferire, se il titolo di Berrettini o quello dell’Italia del calcio. Ma soprattutto mette in evidenza il solco che esiste tra la Spagna e noi.

Nadal non era ancora tramontato e spuntava già Alcaraz. Da Panatta a Sinner sono passati oltre quattro decenni e generazioni avviate (deviate?) verso il padel. Se la Roja vincerà stasera saranno trascorsi appena 12 anni dall’ultimo trionfo. Per l’Italia ne erano passati 53. E nelle transizioni non è che la Spagna sia sparita: ha continuato a qualificarsi per le fasi finali, a uscire casomai per un rigore, a produrre gli Isco, i Pedri, i Gavi e un gioco sempre decente. In Italia Totti e Del Piero non hanno fatto testamento e Mancini si è inventato una stagione fuori corso, che neppure lui ha saputo continuare. Un solo passaggio di testimone è riuscito, quello da Rossi a Bagnaia, proprio davanti alle ruote di cento spagnoli e molto più velocemente di quello da Marquez 1 a Marquez 2 (tanto che è tornato il primo). Per ragioni mediatiche non è stato debitamente registrato.

Sono i due eventi che con il Tour de France dominano sulle prime pagine sportive internazionali. Certo, non sono così fascinosi come il mercato della Juve che occupa militarmente la prima pagina della Gazzetta, ma insomma non sono così male, dai. Oggi qualche milione di persone nel mondo se li guarda.

 

EURO 2024

LA FINALE DEGLI EUROPEI

Nella sua guida molto nerd all’ultima partita dopo 80 ore di calcio, 28 giorni in cui 24 squadre sono state ridotte a due, The Athletic si domanda come si possano fermare due frecce come Williams e Yamal, sottolinea i tagli di Fabian Ruiz, le rotazioni sulla fascia sinistra con Cucurella, l’energia di Bukayo Saka per proteggere la fascia destra, la capacità di Dani Olmo di ritagliarsi uno spazio fra le linee, l’ordine di Rodri [403 passaggi nel torneo, con una percentuale di riuscita del 94 percento], la scarsa velocità in attacco degli inglesi, il 3-4-2-1 di Southgate nel quale Foden e Bellingham si trovano meglio, la solitudine di Kane e le sue 642 partite da professionista senza mai un titolo [su El Mundo c’è un pezzo dedicato solo a questo elemento].

[TUTTO QUI]

TITOLI    

▥   La Stampa. Intervista di Giulia Zonca a Marcos Senna: I tifosi razzisti sono degli idioti. Yamal un simbolo, ma di bravura” – Il regista, nato in Brasile, della Spagna campione 2008: “Fui il primo segnale di integrazione Lui e Nico Williams straordinari, ma è la meritocrazia che porta alla multiculturalità”

▥   Corriere della sera: Fate il vostro gioco” – Spagna e Inghilterra, due modelli che si sfidano per il dominio I giovani maestri Yamal-Williams la new generation Bellingham-Saka 

▥   Repubblica: Yamal e Williams, un gioco da ragazzi per alzare la Coppa” – Emanuele Gamba ha scritto: Nico ha avuto la torta il 12 luglio, Lamine ieri, con tante fragole e due candeline. I ragazzetti che giocano a fare le ali della Spagna hanno festeggiato i loro compleanni in fila, un giorno dopo l’altro: i compagni, come sempre, li hanno presi in giro e loro, come sempre, hanno riso come dei pazzi, facendosi dispetti l’un altro. Li lasciano fare, perché poi in campo sono rigorosamente seri

▥   Domani: La finale di Lamine Yamal, il ragazzo che ha fatto invecchiare il calcio” – Marco Ciriello ha scritto: Ha bisogno solo di giocare e divertirsi, giocare e perdere. Abilità e cervello, senza perdere di vista quella lucina in fondo all’orizzonte di ogni sportivo: l’umiltà. Yamal ha strada, sentimento e tradizione. Ha mondo, cuore e piede (sinistro). Incarna l’arte e il conflitto che vivono nel gioco del calcio. Deve solo lasciar rimbalzare e correre la palla.

▥   Corriere della sera: Luis contro Gareth, contestati e amati. Non dovevano nemmeno esserci

▥   La Stampa: Sfida fra corone: Felipe contro William

TENNIS

LA FINALE DI WIMBLEDON

 

  ALCARAZ VS DJOKOVIC

Ma prima che arrivi il pallone, verrà il momento delle racchette. Della finale di Wimbledon scrive su El Pais Toni Nadal, lo zio di Rafa. Penso che il grado di pressione e il pericolo che una partita troppo lunga porterebbe a Djokovic, data l’età di entrambi, 37 e 21 anni, favoriscano Alcaraz proprio come un anno fa. È piuttosto diffusa la cautela nel prevedere un vincitore chiaro. Se mi costringessero a farlo, punterei comunque su Carlos. Ma ancora una volta il serbo ha dimostrato che quando arrivano i grandi eventi è capace di rigenerarsi. L’avvertimento ce lo aveva già dato all’ultimo Roland-Garros, quando aveva raggiunto i quarti di finale. In queste due settimane a Londra abbiamo visto come il suo livello sia progressivamente e decisamente migliorato. Dopo un inizio un po’ incerto, nelle ultime due partite è riuscito a vincere comodamente in tre set, avvicinandosi a una versione molto buona di sé stesso.

Nella lettura del match in anteprima, Toni Nadal dice che Carlos sa di superare oggi in velocità il balcanico, sa che i suoi colpi sono più vari e decisivi. Sa che rende meglio in una partita con pochi scambi. Ma allo stesso tempo suppongo sia consapevole che data la differenza di età una partita lunga e intensa dal punto di vista fisico potrebbe giocare a suo favore. Nole sa esattamente il contrario: anche se si sente più a suo agio in partite più lente e controllate, conosce il pericolo che potrebbe comportare un match troppo lungo, nel quale 16 anni di differenza potrebbero farsi sentire. Jesus Minguez su Diario AS scrive che questa è una partita tra Alcaraz e Darth Vader. 

E POI

Solo un tennista nella storia aveva vinto le sue prime 4 finali di Slam, tutte, quattro su quattro. Carlitos Alcaraz tiene i piedi nelle orme di Federer. Questo suo secondo Wimbledon di fila consente a Re Roger di conservare da solo il primato degli Slam su erba. Djokovic è respinto e fermato a quota sette, uno in meno. Delle tre sconfitte in finale sui prati londinesi, il serbo ne ha contate due con Alcaraz, diventato il sesto nell'era Open a vincere Roland-Garros & Wimbledon nello stesso anno dopo i tre Re Maghi, Rod Laver e Bjorn Borg. Non è una brutta compagnia. 

Secondo il giornalista americano Christopher Clarey la vittoria in tre set gli offre la possibilità concreta di portare a termine la cerimonia, i servizi fotografici, le ore di impegno mediatico con le interviste e la conferenza stampa, e di riuscire comunque a vedersi Spagna-Inghilterra dall'inizio. Vincere al quarto o al quinto avrebbe messo a rischio il programma. 

 

 

CHE COSA SI DICE DELLA FINALE DI JASMINE PAOLINI 

 

▥  Corriere della sera: Jasmine inciampa a due passi dal cielo –  Paolini sconfitta al terzo set nella finale di Wimbledon dalla ceca Krejcikova, ma è regina del centrale. «È mancato poco, mi spiace ma cerco di sorridere: è una bella giornata». Gaia Piccardi ha scritto: La prima donna destinata ad andare sulla Luna si ferma a un passo dal cielo. È un mortifero doppio fallo di Jasmine Paolini al settimo game del terzo set di una finale di Wimbledon tesissima a consegnare alla ceca Barbora Krejcikova il vantaggio che l’azzurra non riesce più a colmare nonostante due palle break sul 5-4, nell’interminabile gioco (16 punti, nove minuti) che sembra quel passaggio di «Match point», il film di Woody Allen, in cui la palla cammina sul nastro senza decidere in quale metà del campo atterrare

▥  Repubblica: La normalità che ha il coraggio dell’imperfezione” – Emanuela Audisio ha scritto: Quello che è cambiato nello sport italiano è l’attitudine: il rifiuto al vittimismo, la volontà di confrontarsi con il mondo, con ogni tipo di superficie, il capire che è il lungo e quotidiano lavoro a portarti avanti. E che poi a fare differenza è la qualità, la tecnica, la squadra che hai dietro, che spesso ti costringe a fare i conti con le tue imperfezioni. Le righe non si spostano, inutile crucciarsi se l’avversaria tira lì, impara a farlo anche tu. Perché là fuori c’è gente affamata, piena di voglie da realizzare, di ambizione da soddisfare. L’altra cosa è la diversità, ognuno arriva da strade diverse con giochi diversi, Sinner dalle montagne, Musetti e Paolini dalla Toscana, Berrettini da Roma. E altra cosa importante: infischiarsene della tradizione, se una cosa non è mai successa è ora che succeda. Si chiama il coraggio di pensarsi unici, perché la sorpresa non è proprietà privata di nessuno

▥  La Stampa: L’orgoglio di Jasmine” – Stefano Semeraro ha scritto: Per tutti i tre set è sembrato di stare a Lucca, non a Church Road, un tifo caldo, rumoroso, appassionato come per uno straniero da queste parti non si sentiva dai tempi di Federer. Da Londra Jasmine riparte però con il numero 5 in classifica, l’abbraccio di Billie Jean King, un futuro completamente diverso

▥  La Gazzetta dello sport: Paolini, che peccato. Però all’Olimpiade per la prima volta l’Italia arriva da super favorita” – Paolo Bertolucci ha scritto: I risultati del Roland Garros prima, peraltro sugli stessi campi in cui si giocheranno le partite dell’Olimpiade, e di Wimbledon poi hanno confermato infatti lo straordinario stato di salute del nostro tennis, ancorato non soltanto al valore assoluto di Sinner, il più forte giocatore del mondo, o alle prodezze dell’incredibile Paolini, ma capace di trovare sempre altri protagonisti di talento. Mai come questa volta, va detto, il torneo olimpico rappresenterà un traguardo ambitissimo per tutti, come dimostrano da tempo le dichiarazioni dei big e la loro volontà di esserci a tutti i costi, e dunque il tabellone proporrà battaglie complicate fin dal primo turno.

TOUR DE FRANCE  

CHIAMIAMOLO POGASTAR

Immagine

Se il punto di riferimento della tua estate si chiama Marco Pantani, allora è dai luoghi di Marco Pantani che bisogna passare. Ventisei anni sono passati dalla sua accoppiata Giro+Tour, e Charles Baudelaire avrebbe detto che una foresta di segni annunciava a Tadej Pogacar che sì, era la volta buona.

Un Giro che parte dall’Italia, che sale sulla montagna dove Pantani andava ad allenarsi, che un giorno parte da Cesenatico dove tutto cominciò e che chiude una tappa a RImini dove la sua vita finì. E poi un Tour che non arriva a Parigi, per la prima volta nella storia non termina agli Champs-Élysées ma a Nizza, per uno straordinario scherzo del caso il luogo da cui partì il Giro del ’98. L’itinerario della doppietta di Pantani fu Nizza-Milano-Dublino-Parigi, quello della doppietta di Pogacar sarebbe Torino-Roma-Firenze-Nizza.

In mezzo non poteva mancare una sontuosa esibizione in uno dei più pantaneschi luoghi, Plateau de Beille, dove Tadej è arrivato nel pomeriggio con il record della scalata, 39 minuti e 50 secondi, 3 minuti in meno di quanti ne impiegò Pantani, una delle più imperiose prestazioni in montagna nella storia del ciclismo. Pogastar dice allora l’account del Tour de France su Twitter o come si chiama adesso.

L’ANTEPRIMA

IL PRIMO VINGEGAARD STACCATO IN SALITA

  Un’azione molto vista in passato ne ha provocata una inedita. Quattro km alla Tadej Pogacar hanno mostrato il primo Jonas Vingegaard incapace di reagire. È successo lungo la salita di Pla d’Adet, “un colpo di piccozza” lo definisce l’immaginifico Alexandre Roos su L’Équipe. Un attacco rabbioso e felice come un pezzo di Carmen Consoli. Un attacco con il quale Tadej si è liberato di qualche frustrazione maturata nei giorni scorsi, quando gli toccato di dover rispondere a molte domande, quelle che “avevano solleticato il suo orgoglio dopo le difficoltà allo sprint sul Massiccio Centrale” spiega il giornale francese. 

Nell’aria gelida delle alture, sotto i solchi delle guglie rocciose del Tourmalet, nella freschezza selvaggia dell’Hourquette d’Ancizan, questa meraviglia che si snoda in mezzo ai boschi e alle cupole di muschio, tutti abbiamo capito che la marea stava cambiando, che questa prima tappa dei Pirenei e dell’alta montagna segnava una nuova svolta. Non oseremo scrivere che sarà l’ultima, non con questi due mostri

Eppure adesso lo sloveno ha un vantaggio di quasi 2 minuti, non sembrano ancora abbastanza ma non sono un margine trascurabile nel ciclismo contemporaneo.

La maglia gialla ha ferito l’avversario come mai prima scrive Roos, definendo Pogacar l’attaccante dell’eccesso, uno che l’altro giorno ha sacrificato Adam Yates in una fuga e ieri se lo è giocato per scompaginare e spiazzare, tutto mentre Ayuso è uscito di scena con il covid.  Vingegaard dovrà pensare a come recuperare il ritardo. Quanto a Pogacar, mentre i commentatori gli chiedono di correre in economia dimenticando il campione che è, ieri sera ha risposto che non cambierà mai, intendendo così che non si sarebbe sottomesso ai giudizi dei mortali. L’arrivo sull’altopiano della Beille è una grande occasione per riaffermare la propria libertà.

Marco Bonarrigo sul Corriere della sera fa notare che i 39 secondi rifilati all’avversario storico in una singola salita sono il più ampio divario di sempre tra i due e questo è già il quinto anno consecutivo in cui il capitano della Emirates fa (almeno) una doppietta, superando Merckx e pareggiando i conti con Bernard Hinault. Vingegaard adesso è costretto ad attaccare se non oggi la prossima settimana sulle Alpi con i compagni più scombinati e meno in forma degli ultimi quattro anni.

Pier Bergonzi sulla Gazzetta scrive che solo lui sa davvero come sta e quanto può ancora crescere. Noi però pensiamo che questo Pogacar sia il migliore di sempre e dopo l’impresa di ieri sui Pirenei può gestire un grande patrimonio.Ci viene difficile pensare che possa perdere due minuti in montagna e nella cronometro finale partirà almeno alla pari, se non in vantaggio su Vingegaard.

Nelle sue pagelle per Bicisport, Alessandra Giardini rende omaggio a Remco Evenepoel [perde il secondo posto in classifica ma non l’abbiamo mai visto così solido, né così forte in salita. Purtroppo perde un altro compagno, Louis Vervaeke] e a Oier Lazkano [primo sul Tourmalet, per lui il Souvenir Jacques Goddet, in mezzo alle bandiere basche. Si costruisce un ricordo per tutta la vita, da raccontare in loop ai nipotini]

 LA CORSA PRIMA DELLA CORSA

I PIRENEI

 

Per il giorno della sua festa nazionale, la Francia si è apparecchiata una tappa caruccia, ecco, con il trittico Peyresourde-Menté-Portet-d’Aspet, seguito dal poco conosciuto Col d’Agnes e dalla formidabile scalata dell’altopiano al Plateau de Beille. Cari corridori, pazienza, tanto vi riposate domani a Gruissan, non lontano da Narbonne. 

E LEI COME LA VOGLIAMO CHIAMARE?

   

LA TOMBOLA  DELL’ATLETICA

 

▥   Corriere della sera: Tre sprint in due giorni, Jacobs simula l’Olimpiade a Rieti” – L’oro di Tokyo agli ordini del perfezionista Reider ha corso la batteria (10’’17), oggi semifinale e finale. Valerio Vecchiarelli ha scritto: La gara è andata come progettato, qualche titubanza in partenza,

Jerome Blake che scappa via e Jacobs che sembra andare al risparmio, ma che non ci sta a perdere e negli ultimi 20 metri mette la freccia per lasciarsi alle spalle i compagni di allenamento. Doveva essere una batteria olimpica e così è stato, programma rispettato. Oggi sarà un’altra storia.

AMERICHE

TUTTE CONTRO ANGEL REEESE, ADESSO

Certo, la WNBA deve essere un bell’ambientino, per un matricola. Angel Reese se n’è accorta la notte scorsa, nei minuti finali della partita persa dalle sue Chicago Sky contro le Liberty per 81-67. Nel più puro e nel più classico garbage time, quando più o meno si gioca per le statistiche individuali, ha scoperto di essere marcata da quattro avversarie. Reese era arrivata alla partita con una serie di 15 doppie-doppie consecutive, un record per il campionato. Durante l’ultimo possesso, la sua squadra non ha neppure provato a nascondere le sue intenzioni di far ottenere a Reese la 16esima, che si trovava a 8 punti e 16 rimbalzi. Le hanno passato la palla dentro l’area per mandarla a tabellone, e a quel punto s’è trovata otto braccia alzate fra sé e il canestro. 

IL WASHINGTON POST CONTRO GATORADE

C’è una storiaccia di positività che coinvolge in America un velocista adolescente. Ha 19 anni, lui si chiama Issam Asinga e spiega di essersi preso una squalifica per uso di sostanze vietate a causa della Gatorade, per aver masticato caramelle gommose che contengono un prodotto proibito.Se ne occupa il Washington Post con una delle sue firme più in vista.  Sally Jenkins scrive: “Di chi devono fidarsi i burocrati dell’antidoping: del diciannovenne Issam Asinga o dei produttori di Gatorade? Innanzitutto, probabilmente bisognerebbe rifiutare il Gatorade per principio generale: non possiamo mai dimenticare che è venduto dalle stesse persone che producono i Doritos. Ha più zucchero di uno Snickers e ha evidenti legami con l’obesità, non parliamo poi dei coloranti. In secondo luogo, l’azienda merita di essere boicottata per i suoi rapporti con Issam Asinga, dopo che picogrammi di qualcosa chiamato GW1516 sono stati rilevati nella sua urina. Se questa è una gara tra la parola di un corridore diciannovenne e quella di un junkfooder che è riuscito a far entrare la salmonella nei suoi stabilimenti di barrette di cereali, io sostengo il ragazzo.Deve esserci stato molto lavoro per l’ufficio legale del Washington Post prima della pubblicazione di questo pezzo, eppure è uscito. God bless America. 

  LA FINALE DI COPA AMERICA

NELL’AMERICA DELL’ATTENTATO A TRUMP

La finale di Copa América tra Argentina e Colombia comincia all’Hard Rock Stadium di Miami in tutt’altro clima. Nella notte l’ex presidente Donald Trump è stato colpito da un proiettile a un orecchio mentre parlava a un comizio a Butler, in Pennsylvania. L’attentatore ha sparato da un tetto ed è stato ucciso dalla polizia. C’è un altro morto tra il pubblico, almeno altre due persone ferite. Biden ha detto che non c’è posto per questa violenza in America.

In un paese sotto shock per un attentato che arriva il culmine di una campagna elettorale estrema e violenta, la questione della sicurezza si era già manifestata nei paraggi del torneo, dopo la rissa tra i calciatori dell’Uruguay e i tifosi della Colombia al termine della semifinale, a Charlotte. C’è un’inchiesta della Conmebol, Marcelo Bielsa ha attaccato le istituzioni, il potere, il giornalismo corrotto che non lo denuncia, mentre i media americani stanno paragonando le scene di Charlotte al Malice at the Palace, l’incidente avvenuto nel 2004 durante la partita NBA tra gli Indiana Pacers e i Detroit Pistons. Ron Artest fu squalificato per 73 partite. Si era lanciato sugli spalti per colpire in faccia un tifoso dei Pistons quando gli era arrivata addosso una lattina di Diet Coke. Figurarsi che avrebbe fatto se dentro ci fosse stato pure lo zucchero. 

Allargando lo sguardo da USA 2024, The Athletic ricorda che la violenza sugli spalti è stata simile alle scene viste prima della partita di qualificazione ai Mondiali , Brasile-Argentina al Maracanà. La Conmebol annuncia misure straordinarie di sicurezza. I tifosi dovranno possedere un biglietto per entrare in qualsiasi area attorno all’Hard Rock Stadium il giorno della partita. Non sono consentiti i watch party fuori dallo stadio o nei parcheggi. L’Hard Rock Stadium è di proprietà di Stephen Ross, il gran capo dei Miami Dolphins, e potrebbero essere state montate all’insaputa di tutti delle barriere ulteriori fra il campo e gli spalti. È degno di nota – scrive The Athletic – il fatto che il prezzo più basso per entrare allo stadio di 2.000 dollari su Ticketmaster, quindi è probabile che il tifoso medio non potrà nemmeno avvicinarsi.

Eh, ma chi ci dice che il tifoso upper sia invece Buono?

 LA MACCHINA DEL TEMPO

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  L’ESTATE CHE DIEGO

14 LUGLIO 1984 È il giorno in cui si chiude il grande caso del calciomercato. Non ancora appagato da un tormentone di una cinquantina di giorni per portare Maradona in città, il Napoli si è infilato suo malgrado in un secondo polverone

 

 

 

 


14 LUGLIO 1994

Candido Cannavò scrive: Il thrilling sacchiano è andato a buon fine. Cosi anche ieri. Persino il sacrificio di Signori, teoricamente assurdo, ha finito col trovare la sua ragione. Schemi e fantasia (soprattutto quella di Baggio, di Albertini e del fantastico Donadoni) si sono fusi per la prima volta.  Sul filo di questo paradosso, il nostro mondiale è andato avanti tra sofferenze croniche, miracoli pasquali e voragini aperte, ma soltanto sfiorate. Gioia sfrenata per i risultati, inni al cuore degli azzurri, lamenti per il gioco della squadra (fatte salve brevi parentesi), perplessità su Sacchi. Abbiamo assistito a un’agghiacciante scontro degli opposti che ha coinvolto, sul piano personale, non solo l’irriducibile Arrigo, ma anche il nostro Divin Codino. Al famoso minuto n. 88 della partita con la Nigeria, Roberto Baggio aveva clamorosamente fallito il suo mondiale. Un rigenerante temporale ha spazzato via tutte le scorie. Da lì nasce il Baggio idolo d’America.

 

 

     

  IL TELECOSLALOM 

 

LO SPORT OGGI IN TV

LA GIORNATA

 

RUOTE

12.05 Tour de France, tappa-15, Loudenvielle – Plateau de Beille – su Eurosport 1, dalle 14.45 su Rai 2

12.50  Giro d’Italia femminile, tappa-8, Pescara – L’Aquila – su Discovery+ e Rai Sport, dalle 14 su Rai 2

14.00 Tour de l’Ain, tappa-2, Saint Vulbas – Lélex Monts Jura – su Discovery+

VITE OLIMPICHE

14.00 Coppa del Mondo U-20 di rugby: Italia vs Spagna – su Rugb Pass TV

15.00 Meeting di atletica a Rieti – in streaming sulla pagina Facebook Studentesca Rieti

18.30 Summer Series U-20 femminile di rugby: Italia vs Galles – sul canale YouTube della Federazione Italiana Rugby

18.55  Meeting Lignano Sabbiadoro – su Rai Sport

TENNIS

15.00 Wimbledon, finale maschile: Alcaraz vs Djokovic – su Sky 

PALAZZETTI E DINTORNI

18.00 Finale Europei femminili Under-22 di pallavolo: Italia vs Francia – YouTube di Euro Volley

CALCIOMONDO

21.00 Europei, finale: Spagna vs Inghilterra – su Rai 1 e Sky

2.00  Copa América, finale: Argentina vs Colombia – su Sportitalia e Mola Tv

 


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