VITE OLIMPICHE
Portabandiera al mattino, spacca-partita di sera. LeBron James ha cominciato così la settimana che porta ai Giochi. Quando gli hanno detto che toccava a lui reggere le stelle e le strisce durante la parata delle nazioni di venerdì, ha reagito chiamandolo un grande onore.
«Per un ragazzo di Akron, questa responsabilità significa tutto, non solo per me, ma anche per la mia famiglia, tutti i bambini della mia città natale, i miei compagni di squadra, gli altri olimpionici e tante persone in tutto il paese con grandi aspirazioni. Lo sport ha il potere di unirci tutti e sono orgoglioso di far parte di questo momento importante».
Qualche ora dopo, per la seconda volta in altrettante partite, ha preso gli USA dalle strettoie di una partita e li ha tirati fuori facendo il matto, 11 punti negli ultimi 3:57 del quarto-tempo contro i campioni del mondo della Germania, un’altra rimonta come contro il Sud Sudan, un’altra vittoria [92-88] nell’ultimo test londinese prima di volare a Parigi.
Venticinque punti e un sottomano decisivo a 8 secondi dalla fine contro gli africani, 8 su 11, 6 rimbalzi e 4 assist di fronte ai tedeschi. LeBron lascia il segno come un ragazzino, Joel Embiid migliora, gli USA si sono concessi un Curry da 1 su 7 nel tiro da tre. “Come minimo – commenta The Athletic – la Germania ha dimostrato che il Mondiale non è stato un colpo di fortuna”.
Ma LeBron “sta giocando come se questa fosse la sua ultima, migliore possibilità di vincere qualcosa di significativo”. In attesa di conoscere il nome dell’alfiera femminile, LeBron è diventato il primo cestista della storia americana a essere designato come portabandiera. Era accaduto a due donne: Dawn Staley nel 2004 ad Atene e Sue Bird nel 2021 a Tokyo. Succede a lui adesso, nel pieno della campagna elettorale, uno dei nemici più grandi che Donald Trump abbia nello sport. Quattro anni fa, di questi tempi, accettava di andare a concludere il campionato NBA dentro una bolla per far sentire da lì dentro la sua voce contro l’amministrazione uscente e fare campagna per Biden, per il ritorno dei democratici alla Casa Bianca. Oggi Biden è una figura che ha mosso un passo di lato, Trump è ancora qua, LeBron lo stesso.
Quale donna con LeBron
Oggi arriva il nome dell’alfiera. Diana Taurasi ci spera, ma è difficile che tocchi a un’altra figura del basket. Simone Biles sente di avere delle chance, chissà se avranno un peso ragionamenti da Cencelli. Gli Stati Uniti stanno andando al voto come un paese spaccato, l’uscita in primavera del film Civil War è stata definita “una distopia realistica” e non c’è un posto migliore del basket femminile e della WNBA per veder riprodotte tutte le dinamiche di questa diffusa contrapposizione dentro la società: uomini e donne, etero e gay, bianchi e neri, repubblicani e democratici.
È nella figura di Caitlin Clark che tutto questo si è concentrato. Le veterane della lega e della Nazionale si sono messe di traverso. Non sarà ai Giochi, come nemmeno Angel Reese, anche le donne potevano avere un Dream Team, ha vinto la conservazione. Il Wall Street Journal riferisce alcuni dati Nielsen che fanno riflettere. Sapevamo già che la WNBA sta vivendo un’impennata di spettatori televisivi. Prima di quest’anno, la lega non aveva mai attirato un pubblico di oltre 1 milione per una partita dal 2008. Quest’anno ne ha già avute più di una dozzina. Non è un segreto che tanta popolarità venga attribuita all’arrivo di Caitlin Clark dal college dell’Iowa. Quel che finora non conoscevamo era l’identikit nuovo pubblico, perché “non è solo il numero di persone che guardano a essere cambiato, anche la sua composizione”.
“Età, sesso, etnia – spiega il quotidiano economico – ogni categoria demografica ha visto almeno un aumento a due cifre. Ma l’incremento più pronunciato si è verificati in tre gruppi: i più giovani, i maschi, i bianchi”.
Eh. Siamo messi così. “Mentre alcuni sport lottano per trattenere gli spettatori più giovani, i loro numeri stanno salendo alle stelle nella WNBA”. Sulle reti ESPN, il seguito nella fascia di età compresa tra 2 e 17 anni è cresciuta del 181%, quello tra 18 e 34 anni sta superando la crescita totale della lega di 54 punti percentuali. Nel 2023 circa il 50% degli spettatori WNBA aveva guardato il torneo di basket NCAA. Quest’anno, secondo il network americano, siamo all’80%. Gli spettatori bianchi non ispanici sono cresciuti del 156% su Ion e del 301% su ESPN.