AVREMO SEMPRE PARIGI
Eppure si nuota. La figuraccia assai attesa da questo misterioso clima antifrancese che si respira sui giornali francesi è stata disinnescata. Per ora, poi chi lo sa. In attesa di un pari scatto di vergogna e di indignazione per la pista di bob di Cortina e per la Gran Becca di Cervinia, con gli occhi fissi sulla Senna, stamattina le donne si sono tuffate, ore 8, quando la pioggia notturna si stava attenuando. Un sollievo per le squadre, le atlete, un sollievo soprattutto per “le autorità parigine che hanno promesso ai residenti una Senna balneabile come eredità a lungo termine dei Giochi” racconta la Reuters. «È con grande gioia che abbiamo ricevuto questa notizia» ha detto alla Reuters Benjamin Maze, direttore tecnico della federazione francese di triathlon. «Ora possiamo passare mentalmente alla modalità competizione».
Le gare hanno avuto il via libera nonostante la pioggia notturna, un elemento che ci è stato raccontato come decisivo nell’aumento del tasso di inquinamento. Gli organizzatori hanno preso la loro decisione sulla base dell’analisi dei campioni del fiume prelevati alle 5 del mattino di ieri, spiega Reuters, mmm, dopo aver discusso con gli esperti di meteorologica. Gli acquazzoni sono ricominciati intorno alle 5.45, dunque è verosimile che stiano nuotando in una Senna più inquinata rispetto alla Senna sottoposta a esame. Mmm.
Le condizioni di gara sono più difficili anche nel tratto di ciclismo, il percorso prevede alcune curve strette e un tratto su strade acciottolate. Il triathlon inizia e finisce al ponte Alexandre III e porterà le atlete prima, gli uomini poi, lungo una sezione degli Champs-Elysées e davanti al Musée d’Orsay. Sono in acqua 55 donne in rappresentanza di 34 paesi, con la francese Cassandre Beaugrand e la britannica Beth Potter tra le favorite. Si sono tuffate fianco a fianco da un pontile galleggiante. La gara maschile partirà alle 10.45. I risultati delle ultime analisi dell’acqua sono stati ricevuti alle 3.20 e sono stati valutati come conformi da World Triathlon.
Parigi ha speso 1,4 miliardi di denaro pubblico per le infrastrutture delle acque reflue e per contenere i liquami. La sindaca Anne Hidalgo ha fatto un tuffettino all’inizio del mese nel tentativo di convincere i dubbiosi che l’acqua non li farà ammalare. La storia olimpica conosce il dramma dei pallanuotisti morti di tifo un anno dopo il torneo di St. Louis 1904, tenuto in un lago artificiale creato di proposito nel mezzo dell’Esposizione Universale.
La decisione di rinviare all’ultimo minuto la gara maschile ha scatenato la rabbia di alcuni atleti. «Se la priorità fosse stata la salute degli atleti, questo evento sarebbe stato spostato in un’altra sede molto tempo fa» ha scritto il belga Marten Van Riel sulla pagina Instagram di World Triathlon. «Siamo solo marionette in uno spettacolo di marionette».
| VOCI Il filosofo Michel Onfray
➣ Onfray, come vede queste Olimpiadi?
«Contrariamente a quello che è emerso dalle ultime consultazioni elettorali in Francia, il potere macroniano ha voluto una cerimonia woke. Un’occasione per il presidente di mostrare a tutto il pianeta la leadership della Francia in questo campo. In un primo tempo con il disprezzo mostrato per la religione cristiana con una parodia Lgbtq+ dell’Ultima Cena; in un secondo tempo con la celebrazione del Terrore attraverso la decapitazione di Maria Antonietta durante la Rivoluzione francese. Un doppio messaggio: il primo consiste nel dire che bisogna farla finita con il mondo giudeo-cristiano, mentre il secondo afferma che è una buona idea avere il governo che cosparge il Paese di sangue con il Terrore».
➣ La Francia e i francesi come stanno vivendo questo evento?
«Il Paese è nettamente diviso in due. Da un lato i beneficiari della violenza liberale e del sistema maastrichtiano che hanno considerato magnifica questa parata farsesca. Dall’altro la Francia profonda, rurale e provinciale. Quella della vittime del sistema, che hanno assistito a delle festività degne degli spettacoli della Roma decadente, che sono costate una fortuna. La sfilata Lgbtq+ è stata il grande momento di questa frattura. Lo spettacolo è stato adorato dalla Francia cosmopolita, ricca, laureata, ben pagata e privilegiata che celebra l’abolizione dei privilegi, a patto che siano quelli del 1789 e non i propri. Gli altri hanno guardato lo sperpero di soldi pubblici e le sontuose spese per delle feste decadenti organizzate in onore di quelli che li disprezzano». [intervista di danilo ceccarelli, La Stampa]