INGHILTERRA VS SLOVENIA 0-0
Eh, l’Inghilterra era già nella condizione che nella lingua madre del papà di Slalom viene sintetizzata nell’espressione tieneme ca te tengo. È un espressione che con un verbo riflessivo immagina la presenza di una persona immaginaria, senza far coincidere dunque il pronome con il soggetto. Tienimi indica un senso imminente di caduta, un senso che può essere reale ma soprattutto metaforico. In una situazione tieneme ca te tengo si trovano per esempio persone malaticce per le quali sopraggiunge un altro malanno, oppure persone in stato di disagio alle quali occorrono ulteriori disavventure. Keep me that I hold you, va’.
CARRAGHER IN DIFESA DI SOUTHGATE
Dopo lo 0-0 contro la Slovenia di questa Inghilterra in formula KMTIHY, Jamie Carragher sul Telegraph si domanda come possa Southgate volere che l’Inghilterra sia amata, “come si può amare la prestazione contro la Slovenia?”. Mentre spira una certa aria di insofferenza verso il ct, Carragher cerca spiragli per difenderlo.
“I giocatori vincono i tornei – scrive l’ex Liverpool – non gli allenatori, e l’Inghilterra deve porsi alcune domande serie. Le decisioni tattiche prese finora dal c.t. possono essere discutibili – non c’è dubbio che debbano essere cambiate nella fase a eliminazione diretta – ma non sono certo state scandalose. Bellingham sta giocando nello stesso ruolo in cui ha giocato per il Real Madrid in tutta la stagione, vincendo la Champions League. Ma diciamo la verità. È rimasto anonimo nelle ultime due partite. Saka è eccezionale con l’Arsenal e qui ha avuto un impatto minimo per due partite e mezzo.
“Sia che Southgate scelga il 4-3-3 o il 4-2-3-1 – continua – l’Inghilterra ha bisogno dei suoi giocatori di alto livello. Con l’eccezione di Trent Alexander-Arnold nelle prime due partite, e di Kieran Trippier per mancanza di terzini sinistri in forma, a nessuno viene chiesto di fare qualcosa di così diverso da quello che fanno per i loro club. Quando sento tifosi o colleghi esperti chiedere maggiore controllo a centrocampo, oppure osservare che l’Inghilterra ha bisogno di un calciatore alla Toni Kroos o alla Luka Modric, la mia risposta immediata è – Chi sarebbe? L’Inghilterra non ce l’ha un centrocampista del genere, e anche quando Paul Scholes era nel suo periodo migliore – il tipo di centrocampista di cui tutti parlano – non abbiamo mai controllato le partite”.
IL DIBATTITO SU KANE
Dallo stadio di Colonia, il Paradosso Kane si manifesta in modo ancora più palese. Ne scrive Jonathan Liew, la firma di spicco del Guardian. “Il capitano passa troppo bene la palla per essere relegato in attacco, è un cannoniere troppo micidiale per essere usato da numero 10 e non è abbastanza in forma per fare entrambe le cose”.
Liew cita l’azione del 48esimo minuto come emblematica, “in questa partita disgustosa – una partita che sembrava avesse passato di qualche settimana la sua data di scadenza, una partita ricoperta da un sottile e non identificabile strato di muffa”.
È successo insomma che Bukayo Saka ha preso la palla e l’ha data corta a Kane. “Nonostante tutti i suoi attuali travagli – scrive Liew – i capricci della forma, Kane è un temibile attaccante. Quando sta bene, la palla esplode dalla sua scarpa: tutta polvere da sparo, veleno e potenza. Qui ci sono due problemi. Innanzitutto, Kane era lontano dalla porta. In secondo luogo, non stava tentando un tiro ma di controllare la palla. A quel punto è iniziata una serie di eventi del tutto logici ma assai comici. Il tocco pesante di Kane ha scatenato la stampa slovena – sebbene non tanto quanto la stampa inglese nell’ultima settimana – e lo ha costretto ad andare all’indietro verso la propria porta. Una lezione per tutti i giovani attaccanti che guardavano: è così che si fa. È così che si muove la palla di 80 metri all’indietro nel modo più rapido e goffo possibile agli umani. Non si può insegnare quel tipo di controllo pesante, forse è solo possibile ricrearlo legando una campana di ghisa a ciascun piede” [Sì, Liew dà il meglio di sé quando può essere armoniosamente feroce].
Una sua considerazione più seria è che “c’è ancora qualcosa di vagamente scioccante nel declino di Kane nelle ultime settimane. Sembra un giocatore intrappolato nei ricordi, costantemente aggrappato all’idea di sé stesso, agli schemi, ai giochetti che hanno funzionato così spesso per lui. Era il tipo di partita in cui Kane, con i suoi movimenti intelligenti e l’istinto per gli spazi stretti, avrebbe dovuto giocare in modo naturale. Il suo brodo. Invece ha concluso con solo sette tocchi in area di rigore, cinque tiri di trascurabile conseguenza, meno tocchi di Kobbie Mainoo, che ha giocato solo metà partita e ha avuto più influenza”.
FERMI TUTTI: C’E’ CHI VUOLE ESCLUDERE BELLINGHAM
Oh, l’Inghilterra ha comunque passato il suo girone da prima in classifica e viene in tabellone nella metà dell’Italia, come possibile avversaria in un incrocio ai quarti di finale. Come si fa a cambiare questa squadra? Sam Wallace, ancora sul Telegraph, si candida al titolo di Mister Coraggio 2024 quando rileva che far giocare insieme Bellingham e Foden non funziona, ma soprattutto quando suggerisce che “affinché l’Inghilterra possa migliorare, Gareth Southgate deve scegliere il maestro del Manchester City come guida di un attacco balbettante”. Insomma, vuole un Southgate versione Valcareggi 70 [Rivero o Mazzola?], oppure Cesare Maldini 98 [Baggio o Del Piero?]. Per fortuna Spalletti non ha di questi problemi, vedi, alle volte. Wallace dice allora che “il XXI secolo ha donato alla Nazionale inglese un meraviglioso talento offensivo, ma in questa particolare finestra di quattro settimane d’estate la squadra potrebbe non essere in grado di ospitarli tutti”. Grealish per esempio è già stato lasciato a casa, e sarebbe titolare in almeno 20-21 delle squadre qualificate, Italia compresa.