2-1 Non Hala Madrid, ma “à la Madrid”, alla maniera del Real, titola stamattina L’Équipe per la rimonta del Bernabéu, ormai se n’è perso il conto. “Il loro marchio di fabbrica”, dice l’ex campione del mondo Lizarazu – adesso opinionista sulle colonne del giornale francese. Non avremo a Wembley lo stesso derby di undici anni fa. La Champions si regalerà invece la quinta finale inedita delle ultime sei edizioni, la 18esima per gli spagnoli.
Così diamo fiato alle trombe, Turchetti, per il calcio pacioccone di Re Carlo l’italiano, Carletto l’amico, il fratello d’Italia. Solo che un gol annullato per fuorigioco al Bayern all’ultimo respiro, non è del tutto ininfluente sul giudizio della sera. Fosse successo a una squadra italiana, i titoli stamattina sarebbero diversi.
QUEL FUORIGIOCO
Infatti in Germania non ci possono credere. Come diceva Troisi: Giorgio è strano.
Kicker parla di “un fischio frettoloso e decisivo dell’arbitro Szymon Marciniak”. Georg Holzner ammette che il Bayern non ha certamente offerto la sua migliore prestazione contro il Real Madrid nei 180 minuti più recupero. All’andata avrebbe meritato di vincere, ma “la sconfitta per 1-2 al Bernabéu sarebbe stata accettabile da un punto di vista puramente sportivo. Uno straordinario Manuel Neuer aveva tenuto più volte in partita la squadra con le sue parate eccezionali, fino all’errore commesso prima del pareggio di Joselu. Il problema è il modo in cui è venuta la sconfitta e come è stata suggellata alla fine”.
Kicker parla di “fallimento palese e del tutto incomprensibile del team arbitrale. Incomprensibile perché l’arbitro aveva precedentemente impressionato con il suo ottimo arbitraggio. Tranne che nei minuti di recupero. Che ci fosse o meno fuorigioco addirittura non ha importanza. Il punto è che non doveva essersi quel fischio. Questo grave errore arbitrale è assolutamente inaccettabile a questo livello”.
Julien Wolff su Die Welt scrive che hanno commesso un errore fatale proprio i due che per molto tempo erano stati i migliori in campo: Manuel Neuer e l’arbitro. “Il comportamento della squadra arbitrale rimane un mistero. L’arbitro avrebbe dovuto aspettare di fischiare e il suo assistente non avrebbe dovuto alzare la bandierina”.
SANTO JOSELU
Con la doppietta di Joselu la mitografia del Bernabéu si arricchisce di un nuovo eroe, El Pais lo chiama addirittura “l’ultimo santo del Real Madrid”. Attaccante, 34 anni, arrivato in prestito dall’Espanyol, due gol in due minuti e 40 secondi, due retrocessioni consecutive prima di diventare la riserva più anziana a entrare e segnare una doppietta in una partita a eliminazione diretta della Champions League. “Un’altra notte inspiegabile” la chiama El Pais. Thomas Tuchel aveva avvertito: i gol del Real Madrid accadono, non vengono annunciati. David Álvarez, sempre su El Pais, ha parlato di “un morto che risorge dall’altro mondo in mezzo al delirio collettivo del Bernabéu”.
Joselu è già nella storia dei Blancos per Antonio Romero, opinionista di As. Questa doppietta sembra un risarcimento, un premio del destino alla carriera. “Giustizia poetica – la definisce As – per un calciatore che al suo arrivo in estate ha dovuto sopportare battute sulle sue qualità. Ha risposto ai dubbi con i gol e un lavoro preziosissimo. Mai un lamento, mai una protesta, solo concentrazione sul piacere della vita quotidiana a Valdebebas, per farsi trovar pronto nel momento in cui Carletto lo avrebbe chiamato in causa. Joselu ha raccolto i frutti di una carriera piena di momenti difficili, di cui ha saputo approfittare per crescere”.
Alfredo Relaño, decano dei giornalisti di calcio spagnoli, il giurato del Pallone d’oro, sempre su As parla di Poltergeist delle notti europee al Bernabéu, “questa volta incarnato in un modesto, Joselu, che ha ricevuto il premio più grande mettendo la firma su una grande serata. La vittoria del Real è un po’ rovinata dall’azione finale in cui il guardalinee segnala un dubbio fuorigioco, un’azione che si conclude con un tiro in porta di De Ligt quando l’arbitro aveva già fischiato e Lunin che lascia passare la palla. Lo rende brutto, ma non lo offusca”.