La terra di nessuno. Guida a un Roland-Garros senza padroni e con una padrona sola

Uno o due millimetri di polvere di mattoni rossi. Sei o sette centimetri di calcare bianco frantumato. Altri sette-otto di residui di carbone. Una trentina, poi, di ghiaia sminuzzata. Uno sull’altro, sono gli strati della terra rossa al Roland-Garros, il solo Slam che si giochi su questa superficie. Quello che nella storia ha premiato più spesso uno specialista, seppur privo della testa di serie #1. 

Un terreno così diverso da rendere diverso il gioco attraverso la storia del tennis, prima che le superfici cominciassero ad assomigliarsi tutte, il cemento e l’erba un po’ più lente, l’argilla più veloce: un escamotage per uscire dall’equivoco della partita a scacchi, dove ogni tiro incide sulle quattro o cinque mosse successive. Questo è stato il tempio dei topspin alla Rafa, dei rovesci slice alla Henin, delle smorzate che aiutarono Roger Federer a sollevare il trofeo un’unica volta nel 2009. Questo è stato soprattutto il tempio del rovescio a due mani di Bjorn Borg e delle suole lisce, delle scivolate, di cui è stato re Jim Courier. 

Ci sono paesi che hanno storicamente formato la loro scuola tecnica sul rosso. La Francia ovviamente, ma anche la Spagna, l’Italia, le nazioni del Mediterraneo in generale. Hanno parecchie affinità con la terra pure il Belgio, la Germania, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Romania e persino la Svezia, oltre a tutta l’America Latina. 

Sono i paesi che nell’ultimo mezzo secolo hanno offerto la maggior parte dei vincitori dell’Open di Francia. È molto più facile nascere e crescere sulla terra, imparando a convivere con i calzini sporchi da bambino, che trasformarsi in un giocatore da rosso.

LE NOVITÀ

La novità più attesa è il tetto retrattile per il Suzanne-Lenglen, ispirato alla gonna a pieghe creata dallo stilista Jean Patou per la campionessa degli anni Venti. Permetterà di giocare più partite in caso di maltempo.

 

 

È stato usato per la prima volta anche durante le qualificazioni, facendo crescere così il numero di posti disponibili. Ha ospitato per esempio la partita di Dominic Thiem, un fnalista del passato prossimo all’addio. Ci sono state edizioni nelle quali solo Nadal o Djokovic potevano fermarlo. Eppure all’austriaco è stata negata una wild card per il tabellone principale. 

Una decisione parecchio criticata, ma tuitto sommato abituale per il torneo francese, dove in genere gli inviti vengonon riservati ai giovani stranieri in ascesa o ai giocatori di casa. Nel 1988 fu invitato il giovanissimo Chang, nel 1999 un imberbe Federer. Qualche eccezione c’è stata: Connors nel 1991, Wilander nel 1994, lo stesso Chang nel 2003, Guga Kuerten nel 2008.

Thiem non si è qualificato. Così si è preso uno spazio per i saluti e i ricordi. 

 

 

I quattro campi principali del Roland-Garros sono stati dotati di nuove panchine per i giocatori e di nuove sedie per gli arbitri. Adottano i colori tradizionali del Roland-Garros, sono stati fabbricati in Francia e sono stato progettati in modo eco-responsabile.

Un’altra innovazione riguarda gli spettatori – che dovranno presentare i biglietti esclusivamente in digitale, tramite la app. È il primo anno senza voucher di carta all’ingresso. Una decisione presa nel nome dell’ecologia e della sicurezza.

Nello stadio è stato creato un “Allée du Tennis Français”, una passeggiata che rende omaggio a circa 125 giocatori di rilievo nella storia dello sport nazionale. È posto tra il Villaggio e il campo Philippe-Chatrier.

Per la prima volta il Roland-Garros organizzerà anche un torneo in sedia a rotelle per junior: otto giovani partecipanti, quattro ragazze e quattro ragazzi, singolare e doppio il 6 e 7 giugno.

 

ANTEPRIMA
Sì, ma chi vince?

Eh, chi vince. Boh. L’Équipe stamattina dedica otto pagine al torneo che comincia chiamandoloun salto nell’ignoto che non manca di spezie.  C’è un solo assente dai primi-50 giocatori al mondo, il numero #24 Jiri Lehecka.

Era dal 2005, anno del primo anno di regno di Rafael Nadal alla Porte d’Auteuil, che un’edizione del Roland-Garros non veniva avvolta in una tale incertezza. Tra scarsa forma fisica, infortuni e mancanza di parametri di riferimento sulla terra battuta, tutti i contendenti alla vittoria finale hanno buone ragioni per dover lasciare Parigi ben prima del 9 giugno. A partire dal detentore del titolo. Djokovic è un enigma. Siamo a maggio e non ha ancora vinto un torneo. Il serbo – scrive ancora L’Équipe – è solo l’ombra del goloso che ha divorato tutto sul suo cammino fino alla fine della scorsa stagione

Dopo la sconfitta in semifinale di venerdì a Ginevra, ha avvertito tremori alla mano e mal di pancia. Si è escluso dalla lista dei grandi favoriti e per una volta – dice il giornale francese – la sua sincerità non può essere messa in dubbio.

Vacilla il suo trono di numero 1 al mondo. Se esce prima delle semifinali, Jannik Sinner prenderà il suo posto qualunque cosa faccia nel torneo, L’Équipe introduce un bel tema di riflessione quando lo chiama suo erede ma soprattutto quando lo definisce suo aguzzino, sicuramente non estraneo al blackout subito dopo le tre sconfitte patite a cavallo tra il 2023 e il 2024, la più dolorosa in semifinale a Melbourne

Sinner  |  E Sinner? Come sta Sinner? Eh, come sta Sinner. È qua, tanto per cominciare. A un certo punto non sembrava più così scontato. Forse è qua solo per non diventare il numero 1 restando sul divano di casa, lo vedremo, lo capiremo presto. 

Paolo Bertolucci sulla Gazzetta ha scritto nei giorni scorsi che “a Parigi non si possono fare previsioni. Soltanto alla fine della prima settimana, sperando che Jannik sia ancora in corsa, potremo tirare una linea e fare il punto. Lui per primo naviga a vista ed è curioso di conoscere quale sia il suo vero stato di salute e come reagirà il suo fisico su una distanza complessa come i cinque set. Io credo che abbia deciso di giocare perché si sente in condizione di poter offrire una buona prestazione. Conquistare il trono del tennis a Parigi è sicuramente un vanto enorme, ma sarebbe altrettanto importante se raggiungesse la vetta del ranking la settimana dopo o addirittura a Wimbledon. È un passo che prima o poi deve accadere: è solo una questione di tempo e non bisogna stare a fare troppi calcoli”. 

L’Équipe lo ha visto in allenamento e lo ha trovato magro. Nel ranking delle stelline dei favoriti Sinner non è in cima

★★★☆☆ Nessuno ha cinque stelle e nessuno ne ha quattro. I primi che arrivano con tre sono Alcaraz, Tsitsipas e Zverev. Carlitos ha giocato un solo torneo sulla terra battuta, a Madrid, chiuso con una sconfitta ai quarti di finale contro Andrey Rublev. 

In una intervista con il giornale francese, Roger Federer suggerisce di cercare i possibili vincitori del torneo fra quelli che hanno conquistato un titolo nelle settimane scorse. Stefanos Tsitsipas aveva iniziato benissimo la campagna sulla terra, con la coppa a Monte-Carlo e la finale a Barcellona, prima di dedicarsi a rimettere insieme i cocci della relazione con Paula Badosa spiega L’Équipe. 

Ci sarebbero allora Casper Ruud, due volte in finale in passato a Parigi, vincitore ieri a Ginevra; ci sarebbe Andrej Rublev, re a Madrid, ma mai-mai-mai andato oltre i quarti di finale in uno Slam, 6 sconfitte a questo turno negli ultimi 7 grandi tornei. 

Più di tutti spicca dunque Alexander Zverev, forte della sensazione destata a Roma. È venuto a Parigi per liberarsi dello status di miglior giocatore al mondo a non aver mai vinto uno Slam. È appena successo nel golf con il suo omologo americano Xander Schauffele, primo all’USPGA. Ha ripetuto per mesi di volere un’altra partita con Nadal, dopo essere stato costretto a ritirarsi in semifinale l’altro anno. Ma così presto – al primo turno – non l’aveva considerato. 

Cosa pensa Wilander

Per il il trio Alexander Zverev-Stefanos Tsitsipas-Casper Ruud è un'occasione d'oro. Continuo a credere che il Roland Garros sia il Major più difficile da vincere, perché la terra battuta è la superficie preferita di molti giocatori. Auguro a questi outsider di prima classe quel che successe a me nel 1985. All'improvviso capii che se avessi vinto il titolo francese, avrei potuto ripetermi anche a New York o Melbourne. La sicurezza che acquisisci vincendo qui, può spingerti a grandi traguardi e segnare l’inizio di una nuova fase della carriera. Non sono sicuro che vincere il Roland-Garros quest'anno cambierebbe molto per Alcaraz e Sinner, credo che invece sarebbe così per Zverev, Tsitsipas e Ruud. Ma resto convinto del fatto che se Djokovic supera due o tre turni, diventa automaticamente il favorito. Per Rafa è diverso. Non so se si sente in grado di superare sette partite. Senza contare che con Zverev ha preso il suo peggior sorteggio di sempre”.  [su L'Equipe]

È il motivo che spinge Ava Wallace del Washington Post a lanciare un invito: Un consiglio a quegli spettatori che si sintonizzano sui tornei di tennis solo nella seconda settimana, quando iniziano gli ottavi o i quarti di finale: modificate i vostri programmi. Gli Open di Francia sono degni di essere guardati dal principio.

Perché? Perché al primo turno si sfidano Andy Murray e Stan Wawrinka, ciascuno con tre Slam nel curriculum; perché Jannik Sinner ha beccato subito il beniamino dell’ultimo Wimbledon, Chris Eubanks; perché al secondo turno nel tabellone femminile potremmo avere Iga Swiatek contro Naomi Osaka. E poi: Zverev vs Nadal, certamente.

Sulla rivista Tennis, Steve Tignor ha isolato i temi del torneo. Zverev sa a cosa va incontro, almeno nella prima partita. Djokovic è il favorito per default: il suo percorso nei primi quattro turni sembra gestibile, fino al test Casper Ruud nei quarti. Le possibilità che uno tra Sinner e Alcaraz vinca il Roland-Garros sono diminuite nelle ultime settimane, al punto che la domanda ora è un’altra, ci chiediamo se entrambi riusciranno ad arrivare a un potenziale scontro in semifinale. Nel corso della stagione sulla terra battuta, abbiamo visto vincere Tsitsipas, Ruud, Rublev e Struff. Pochi parlano di Ruud

Il torneo femminile

La finale Swiatek-Sabalenka è scontata? Se lo domanda la rivista Tennis e risponde: Non proprio. Doveva succedere anche l’anno scorso, quando Karolina Muchova ha battuto Sabalenka in semifinale. Anche questa volta le prime due teste di serie dovranno affrontare almeno una sfida seria nelle prime sei partite. L’ostacolo più evidente è Elena Rybakina, nella metà del tabellone di Sabalenka. Dal lato di Swiatek, oltre al secondo turno con Naomi Osaka, le si para di fronte Ekaterina Alexandrova agli ottavi, da cui ha perso a Miami. Nei quarti: Danielle Collins o Marta Kostyuk, due delle giocatrici in forma. In semifinale: Coco Gauff – che sulla terra battuta però non l’ha battuta mai. .

Coco dice di sentirsi molto meglio dopo Roma e crede bel lavoro sul servizio e sul dritto. Le piace la tarre più di ogni altra tennista americana media, spiega Tennis. È già stata in finale a Parigi due anni fa. Ma il suo stile difensivo, che è ancora la sua modalità predefinita, la rende vulnerabile contro un’avversaria potente. Nel giorno giusto possono darle fastidio Dayana Yastremska, Beatriz Haddad Maia, Jelena Ostapenko e forse anche Amanda Anisimova, tutte dalla sua parte del tabellone. 

Quanto a Osaka, secondo Tennis ha ancora le armi per battere chiunque in qualsiasi giorno, tranne, forse, Swiatek sulla terra battuta. Ons Jabeur non è sul radar di nessuno, ma la terra battuta le piace e non ha pressione sulle spalle. Attenzione a Madison Keys, semifinalista a Madrid e semifinalista al Roland-Garros in passato.

Secondo Bertrand Lagacherie su L’Équipe  c’è una sola favorita. A 22 anni, Swiatek conferma a ogni torneo di non essere la numero 1 per caso. Ha un numero di punti stagionale [11.685] che in questa fase della stagione mancava da nove anni, dai tempi di Serena Williams. Alizé Cornet ha detto al giornale francese che sarebbe bello vedere una finta partita tra Serena e Iga al massimo delle loro potenzialità. Pronostico: «Penso che Serena se la giocherebbe».

Editoriale: Gulp. Fine dell’editoriale. 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.