Sette punti di Maxey in 17 secondi. Così si è salvato Embiid

106-112 Joel Embiid è salvo, Philadelphia è salva, 41 anni di attesa per un anello non sono diventati 42. Non ancora, almeno. Sull’orlo dell’eliminazione, a una partita dall’uscita di scena, i 76ers sono andati a vincere Gara-5 al Madison Square Garden di New York contro i Knicks e adesso riportano la serie nel loro palazzetto. Una serie senza certezze, la chiama The Athletic – ma ieri sera siamo andati a dormire con l’idea che fosse finita, con l’idea che un quarto titolare del prossimo Dream Team USA olimpico sarebbe uscito di scena, via Joel come LeBron, cone Curry, come Durant. 

Philadelphia ha vissuto lo stesso finale di Gara-2 ma con il senso di marcia invertito. Erano sotto di 6 punti a 28,2 secondi dalla fine. Erano di fatto fuori ma hanno trovato l’eroe di turno in Tyrese Maxey, sette punti segnati in 17 secondi, compresa la tripla dal logo dei Knicks che ammutolisce i tifosi di casa dice Sky nel resoconto della partita. Così sono andati ai supplementari e il Il magazine americano dice che Jalen Brunson sembrava prosciugato ma i Sixers non lo erano.  Di Embiid si è visto tutto il dolore che porta in campo, come quasi sempre gli capita quando si arriva ai play-off. Di Maxey si son vinti 46 punti e 9 assist.

Fred Katz, uno degli analisti delle vicende dei Knicks, ha scritto che un tempo si immaginava di poter vedere un finale di questo tipo una volta ogni pochi decenni, non una volta ogni pochi giorni com’è capitato in questa serie.  Quando Reggie Miller segnò 8 punti in 8,9 secondi per far vincere gli Indiana Pacers al Madison Square Garden, sembrava una cosa storica, senza eguali nella storia In effetti in quel momento lo era. Ora – scrive Katz – questi eventi si verificano ogni volta che i Knicks giocano. Ovviamente non è così, ma è divertente dirlo. Resterà un finale storico, comunque vada questa serie. 

Mike Vornukov, ancora per The Athletic, promuove Tyrese Maxey a compagno perfetto per Joel Embiid non tanto per via dei 46 punti complessivi, quanto per i 22 segnati nel quarto-periodo e supplementari. Quella che viene definita una prestazione relativamente mediocre di Embiid, in numeri si traduce in 19 punti, 16 rimbalzi, 10 assist, cinque stoppate e nove palle perse. 

 

La funzione di Embiid

 

È chiaro che il destino dei Sixers poggia sulle spalle – e sul ginocchio – di Joel Embiid. Nessuno gli aveva visto più tentare un alley-oop da quando si era rotto il menisco all’inizio della stagione, un infortunio che lo ha costretto ad accettare l’intervento chirurgico nel mese di febbraio. È andato a volare sopra il canestro per la prima volta durante Gara-1 della serie contro i Knicks. Un messaggio, più che un segnale. Diceva: non mi arrenderò. Subito dopo si è accasciato a terra. Diceva: anche se non mi arrenderò, potrebbe non bastare. 

Embiid è una calamita di infortuni. Da sempre. Non mai giocato più di 68 partite in una stagione regolare. In genere gli capita di farsi male dopo una giocata che prova la sua grandezza, e che allo stesso tempo diventa un promemoria della sua fragilità. Con grande chiarezze: se Embiid c’è e va, i 76ers sono competitivi. Senza di lui, ehm, no. Durante Gara-1 Philadelphia ha superato i Knicks di 14 punti quando Embiid era in campo ed è andata sotto di 21 quando non c’era. È la foto di questa serie e della parabola dei 76ers. 

Se non fosse il giocatore che è, non avrebbe avuto tre nazionali così desiderose di averlo. Il Camerun delle sue origini, gli USA che lo hanno adottato, la Francia che lo ha corteggiato. Qualcuno si domanda perché, qualcuno risponde per antico spirito coloniale. RMC Sport qualche giorno fa ha tirato fuori una lettera inviata da Joel Embiid a Emmanuel Macron nell’ottobre del 2021, quando gli chiedeva la nazionalità francese e di poter giocare con i Blues. Eurosport France ha scritto che alla luce del suo passaporto americano, ora alcune affermazioni suonano ironiche. Ho fatto una scelta scriveva Embiid, non desidero giocare per nessun’altra Nazionale. Ha cambiato idea. A Philadelphia ha per compagno di squadra il capitano della Francia, Nicolas Batum. Ai Giochi potrebbe trovarselo di fronte in finale. 

 

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