[105-104] Servono 82 partite di stagione regolare per andare ai play-off, 83 oppure 84 se ci arrivi passando dai play-in. Buddy Hield invece ne ha giocate 86 e potrà finalmente vedere come sono fatti, questi famosi play-off, per la prima volta con la maglia di Philadelphia. È successo che i 76ers lo hanno preso durante la finestra di mercato dagli Indiana Pacers per Marcus Morris, Furkan Korkmaz e alcune scelte del secondo turno. Ma in quel momento della stagione, avevano in calendario due partite in più rispetto a Indiana. Con 86 presenze Hield si unisce a Gar Heard e McCoy McLemore dietro i soli Tom Henderson [87] e Walt Bellamy [88] nella storia della NBA.
Quando gli è stato chiesto cosa lo motivi a scendere in campo ogni sera, Hield ha detto che si tratta di una cosa seria, la gente delle sue Bahamas, la gente che compra i biglietti e parte per vederlo giocare. «Tutti i ragazzini – ha detto – che spendono i loro soldi per venire alla partita». Hield è cresciuto a Eight Mile Rock, una regione costiera a ovest di Freeport. Era il quinto dei sette figli di Jackie Braynen, sua madre gli ha dato quel nome da uno dei protagonisti della sitcom Married… with Children. La prima volta che è finito su un giornale aveva 13 anni e si trattava della rivista di basket del liceo. Nei giorni successivi all’uragano Dorian che colpì le Bahamas, Hield ha donato 105mila dollari al fondo Hurricane Dorian Relief e ha creato una pagina GoFundMe per contribuire a raccogliere un altro milione, così da aiutare le famiglie bisognose.
TRAME
Ora che Philadelphia è dentro, ora che ha battuto Miami per garantirsi la testa di serie #7 dei play-off, spera di ripetere proprio la trama scritta da Miami un anno fa, quando gli Heat dal Play-In si spinsero poi in finale. Ma Embiid ha ballato a lungo sul bordo della sconfitta. I 76ers hanno trovato risorse eccellenti in panchina per farcela [105-104] guadagnandosi il quarto di finale di Conference con i New York Knicks da sabato.
Tutte le difficoltà sono arrivate dalla difesa a zona di Miami, otto delle 12 palle perse di Philadelphia sono arrivate così. Quando Nicolas Batum si è tolto la tuta, ha segnato 20 punti e preso cinque rimbalzi, il massimo della stagione. Joel Embiid ha chiuso con 23, 6 su 17 al tiro, insieme a 15 rimbalzi e cinque assist.
I 76ers erano sotto 51-39 e per rialzarsi sono dovuti passare sotto i fischi del pubblico. Miami è rimasta in partita grazie a Bam Adebayo e Tyler Herro. Mike Vorkunov dice su The Athletic che si tratta di una vittoria enorme,, perché consente di evitare i Celtics al primo turno. I Knicks sono avversari difficili, senza dubbio, ma non è la stessa cosa che imbattersi nei “colossi indiscussi della stagione regolare. È stata una grande rimonta per i Sixers. Hanno capito gli Heat in tempo reale” e adesso a Miami toccherà sfidare Chicago per l’ultimo posto buono a Est.
“Quest’anno – ricorda Eric Koreen sempre su The Athletic – gli Heat hanno avuto il 28esimo attacco del campionato, un importante segnale di avvertimento sulla disposizione della squadra a entrare in una partita di playoff con un ritmo lento. Miami ha costruito il suo iniziale vantaggio di 12 punti su una difesa che ha sconcertato i 76ers e ha creato facili occasioni in transizione. Una volta che Philadelphia si è adattata, non è riuscita però a generare abbastanza punti in maniera alternativa. A parte Herro, Miami non ha creato quasi più nulla”.
C’è una grana in più. Jimmy Butler sembra essersi fatto male alla fine del primo quarto quando Oubre ha fatto fallo durante un gioco in transizione. Farà oggi una risonanza magnetica al ginocchio. Ma se Butler è fuori, se Rozier non è disponibile, “servirà una magia per entrare ai playoff” [The Athletic].
Di infortuni Philadelphia ne sa. Nei mesi scorsi è crollata in classifica a causa dell’assenza di Joel Embiid, ma quando l’MVP in carica per qualche altro giorno è tornato in formazione accanto a Tyrese Maxey, il bilancio è stato di 30 vittorie in 37 partite.
Sospirano di sollievo pure da Boston, dove Gary Washburn sul Globe aveva scritto alla vigilia che “Philadelphia non ha il talento in generale per battere i Celtics in una serie di sette partite, ma può farcela se Boston scivola all’inizio o se Embiid si trasforma nella forza dominante che lo ha reso un centro di alto livello”.